L’arrivo del collasso spirituale e religioso

di Don Shenan J. Boquet  (Originale in Inglese: www.hli.org)

 

Alla ricerca del cardinale Sarah

Di recente mi sono recato a Phoenix per guidare una missione. Quando sono arrivato all’aeroporto, sono rimasto sbalordito nel vedere un gruppo di persone con dei cartelli, che davano il benvenuto a casa a un bambino, che aveva appena subito un “cambio di sesso” o che stava recandosi a Phoenix per l’intervento. Un bambino! Questa scena, così eclatante e così profondamente tragica, è stata solo un altro forte segnale del scontro globale che viene condotto, in Occidente, nei confronti dei valori giudaico-cristiani tradizionali, per non parlare del basilare senso comune.

Ovunque volgiamo lo sguardo, vediamo segni di un potente movimento che mira a “ridefinire” Dio, la persona umana, la religione, la chiesa, il matrimonio, la famiglia, la sessualità umana e la morale biblica. Questo movimento si basa su un concetto malato di libertà che considera ogni limite intrinsecamente soffocante, e quindi le considera sfide da superare, a qualunque costo.

Una delle principali voci, che mettono in guardia del pericolo, riguardo questo movimento estremista e le sue terribili conseguenze fisiche, psicologiche e spirituali è Sua Eminenza, il cardinale Robert Sarah. Questo straordinario cardinale ha appena pubblicato un nuovo libro intitolato The Day is Far Spent (“Si fa sera il giorno ormai volge al declino” al momento il libro è disponibile solo in francese e in inglese). Il libro, il terzo di una trilogia, individua e descrive ciò che il Cardinale chiama “collasso spirituale e religioso” che colpisce il mondo, ma soprattutto l’Occidente.

In una recente intervista a La Nef, il Cardinale ha osservato che questa “crisi spirituale” trova la sua fonte in Europa. “Le persone in Occidente sono colpevoli di aver respinto Dio”, ha detto il Cardinale. “Non hanno solo rifiutato Dio. Friedrich Nietzsche, che può essere considerato il portavoce dell’Occidente, ha affermato: “Dio è morto! Dio resta morto! E noi l’abbiamo ucciso…” Abbiamo ucciso Dio. In vista della morte di Dio tra gli uomini, Nietzsche lo avrebbe sostituito con un profetico “Superuomo”.

Sua Eminenza fa risalire questa crisi spirituale a ciò che definisce un “rifiuto della paternità”. Con ciò, tuttavia, il Cardinale non intende solo una paternità in senso letterale, ma una paternità simbolica che include l’intero contesto di tradizione, cultura e natura, che ogni essere umano riceve in virtù della nascita, ma che l’uomo moderno vede come vincoli da respingere. “I nostri contemporanei sono convinti che, per essere liberi, non si debba dipendere da nessuno”, afferma il Cardinale. “C’è un tragico errore in questo. Gli occidentali sono convinti che l’accoglienza sia contraria alla dignità delle persone umane. Ma l’uomo civilizzato è fondamentalmente un erede, riceve una storia, una cultura, una lingua, un nome, una famiglia. Questo è ciò che lo distingue dal barbaro. “

Lo stesso Cardinale mette in luce l’ideologia gender come una delle manifestazioni più nette di questo rifiuto della paternità. Rifiutando la natura che Dio ci ha dato, rifiutiamo Dio stesso Padre. L’ideologia gender è “un rifiuto luciferino a ricevere una natura sessuale da Dio”, afferma il cardinale Sarah. È anche una bugia, dal momento che questo rifiuto può assumere solo la forma di mutilazioni corporee che non vanno ad intaccare la “struttura” fondamentale della nostra natura. “L’Occidente si rifiuta di ricevere”, lamenta il Cardinale, “e intende accettare solo ciò che costruisce per se stesso. Il transumanesimo è l’ultima manifestazione di questa tendenza. Poiché è un dono di Dio, la natura umana stessa diventa insopportabile per l’uomo occidentale. “

 

La crisi della felicità

Il rifiuto della natura e delle leggi che Dio ha inscritto in essa ha portato a una nuova “barbarie”, afferma il Cardinale, che disumanizza e degrada la cultura:

I barbari sono tutti coloro che odiano la natura umana, tutti coloro che calpestano il senso del sacro, tutti coloro che non apprezzano la vita, tutti coloro che si ribellano a Dio Creatore dell’uomo e della natura. L’Occidente è accecato dalla scienza, dalla tecnologia e dalla sete di ricchezza. Il richiamo della ricchezza, che il liberalismo diffonde nei cuori, ha anestetizzato i popoli. Allo stesso tempo, continua la silenziosa tragedia dell’aborto e dell’eutanasia mentre la pornografia e l’ideologia gender distruggono bambini e adolescenti. Ci Siamo abituati alla barbarie. Non ci stupiamo nemmeno più!

Il paradosso è che mentre il rifiuto di tutti i limiti e le restrizioni è celebrato in termini di “libertà” e “felicità”, il risultato reale è la miseria. Questa settimana, due autori che scrivono su The Atlantic hanno evidenziato uno studio, che conferma, con forza, gli avvertimenti del Cardinale sui limiti del moderno concetto di libertà. Gli autori hanno osservato che nel 2018 il numero di quei giovani adulti che dichiarano di essere “molto felici” è sceso al 25%. Questo è il livello più basso mai registrato dal General Social Survey (un sondaggio sociologico, N.d.T.) e equivale a quella che gli autori chiamano “La crisi della felicità”.

La scoperta più interessante dell’indagine, tuttavia, è che questa diminuzione della felicità è riconducibile in gran parte al rifiuto della fede e del matrimonio. Secondo il sondaggio, i giovani adulti sposati hanno circa il 75% in più di probabilità di dichiarare di essere molto felici rispetto a quelli che non lo sono. Eppure, dal 1972 la percentuale di giovani adulti sposati è scesa velocemente dal 59% a solo il 28%. Nel frattempo, quei giovani adulti che vanno regolarmente in chiesa o ad altre funzioni religiose (più di una volta al mese) hanno circa il 40% in più di probabilità di dichiarare di essere molto felici. Eppure, dal 1972, il numero di giovani adulti che frequentano regolarmente le funzioni religiose è sceso dal 38% al 27%.

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Assistere alla messa? Perché quelli che vanno regolarmente in chiesa hanno il 40% di probabilità in più di essere felici.

In altre parole, le stesse istituzioni e pratiche che i dati empirici mostrano essere fortemente legate all’aumento della felicità e della realizzazione, sono proprio le istituzioni e le pratiche che la nostra cultura sta rigettando deliberatamente. Come osserva David French sulla National Review, per decenni le élite culturali hanno proclamato che “la liberazione dalla religione e la liberazione dal matrimonio erano prerequisiti per il vero fiorire umano”.

Se avessi chiesto a un sostenitore della rivoluzione sessuale della prima ora, una previsione riguardo una cultura in cui ci fosse una pratica religiosa molto minore, meno matrimoni e molte meno restrizioni morali sulla sessualità, dubito sinceramente che avrebbe risposto di ritenere che la cultura sarebbe stata meno felice, con persone che hanno meno rapporti. Questo non è certamente il messaggio dominante di Hollywood, che per anni ha rappresentato la religione in modo per lo più negativo e il matrimonio molto spesso in modo triste, controverso e senza sessualità.

Una prova ancora più desolante del fallimento della moderna dottrina della libertà senza responsabilità si trova nel tasso record di suicidi negli Stati Uniti, così come nell’orribile epidemia di oppioidi, che sta mietendo così tante vite umane.

Vera libertà

Piuttosto che il concetto moderno e negativo di libertà, come l’assenza anarchica di tutte le restrizioni, il cardinale Sarah sostiene un concetto positivo di libertà, come “una tendenza verso ciò che è buono e vero”.

“La verità è pensata per essere conosciuta e abbracciata liberamente”, dice. In effetti, “Una libertà che non è essa stessa orientata e guidata dalla verità non ha senso. L’errore non ha diritti”. Mentre l’uomo moderno è giunto a vedere la legge di Dio come un’imposizione sulla sua libertà, la realtà è molto più bella. “La rivelazione è la penetrazione della verità divina nelle nostre vite”, afferma il Cardinale. “Non ci costringe. Nel dare e rivelare Se stesso, Dio rispetta la libertà che Lui stesso ha creato. Credo che l’opposizione tra verità e libertà sia il frutto di una falsa concezione della dignità umana”.

La libertà esiste, non perché gli esseri umani possano fare ciò che vogliono, ma in modo che possano scegliere liberamente di abbracciare la verità. “Accettare la verità è l’atto di libertà più bello che l’uomo possa compiere”, dice il cardinale Sarah. “La nostra libertà arriva a compimento quando dice “sì” alla verità rivelata. Se la libertà dice “no” a Dio, nega se stessa. Soffoca.”

Tristemente, tuttavia, non solo cultura generale, ma anche la stessa Chiesa è stata infettata da false nozioni di libertà, che stanno colpendo seriamente la sua missione evangelica. In un’altra recente intervista con Aleteia, il cardinale Sarah ha respinto l’opposizione che alcuni nella Chiesa hanno espresso al “proselitismo”. “Evangelizzare è un dovere”, ha detto. “Che si tratti di Musulmani, Buddisti o Animisti, dobbiamo evangelizzare tutti proclamando Gesù Cristo, perché è l’unica via per la salvezza”.

Ancora più grave è la tendenza di alcuni nella Chiesa, compresi i vescovi, a scendere a compromessi mortali su dottrine essenziali. Tali sacerdoti e vescovi “disorientano i fedeli cristiani con il loro linguaggio confuso e ambiguo. Adulterano e falsificano la Parola di Dio, disposti a distorcerla e piegarla per ottenere l’approvazione del mondo. Sono i Giuda Iscarioti del nostro tempo”. Con gli orrori della crisi degli abusi sessuali e la preponderanza della confusione dottrinale, “la Chiesa sta attraversando il mistero della flagellazione”, afferma il Cardinale. Nell’introduzione al suo nuovo libro, il Cardinale lamenta che la Chiesa “è avvolta e accecata dal mistero dell’iniquità”.

“La crisi della Chiesa è soprattutto una crisi di fede”, proclama il cardinale Sarah. “Alcuni vogliono che la Chiesa sia una società umana e orizzontale; vogliono che parli la lingua dei media. Vogliono renderla popolare. La esortano non a parlare di Dio, ma a gettarsi anima e corpo nei problemi sociali: migrazione, ecologia, dialogo, cultura dell’incontro, lotta contro la povertà, giustizia e pace”. Benché questi siano temi importanti, “una Chiesa come questa non interessa a nessuno”, avverte il Cardinale. “La Chiesa è interessante solo perché ci permette di incontrare Gesù. È legittima solo perché ci trasmette la Rivelazione”.

Don Giordano e Card. Sarah
Don Giordano e Card. Sarah

Sebbene a volte il cardinale Sarah parli della crisi spirituale che colpisce il mondo e la Chiesa in un linguaggio forte, il suo messaggio è fondamentalmente pieno di speranza. Per superare questa crisi, Sua Eminenza sostiene un percorso che non è nuovo, ma che è radicale nel modo in cui il Vangelo stesso è radicale.

“Non dobbiamo aver paura di riscoprire i metodi di combattimento spirituale”, dice, “preghiera, penitenza e digiuno”. Mentre alcuni sostengono che ciò che è necessario sia una riforma strutturale nella Chiesa, il Cardinale afferma che ciò che ritiene sia più necessario sono i santi. “Sono sicuro che sono i santi che cambiano la storia. Le istituzioni seguono a ruota, e non fanno altro che continuare ciò che i santi hanno cominciato”. “Abbiamo bisogno di santi che osano vedere tutte le cose attraverso gli occhi della fede, che hanno il coraggio di essere illuminati dalla luce di Dio”.

Credo che il cardinale Sarah abbia assolutamente ragione su questo. E ancora più importante, credo che i santi di cui la Chiesa ha così disperatamente bisogno non siano un gruppo di persone straordinarie “là fuori”. Sono tra noi. Siamo voi e io. Invece di cedere alla tentazione della disperazione di fronte agli scandali nella Chiesa e alla crescente mancanza di fede della nostra cultura, abbiamo il potere di iniziare il rinnovamento all’interno delle nostre famiglie, parrocchie e comunità.

Il cardinale conclude la sua intervista con La Nef con queste belle parole:

Dobbiamo semplicemente vivere la nostra Fede, completamente e radicalmente. Le virtù cristiane sono la Fede che sboccia in tutte le facoltà umane. Segnano la strada per una vita felice in armonia con Dio. Dobbiamo creare luoghi in cui possano prosperare. Invito i cristiani ad creare oasi di libertà in mezzo al deserto creato dalla ricerca smodata di profitto. Dobbiamo edificare luoghi in cui l’aria sia respirabile o semplicemente dove sia possibile la vita cristiana. Le nostre comunità devono mettere Dio al centro. Tra la valanga di bugie, dobbiamo essere in grado di trovare luoghi in cui la verità non è solo spiegata ma vissuta. In una parola, dobbiamo vivere il Vangelo: non solo pensarlo come un’utopia, ma viverlo in modo concreto. La Fede è come un fuoco, ma deve bruciare per essere trasmessa agli altri. Vegliate su questo fuoco sacro! Fate che nel vostro cuore ci sia il calore in questo inverno dell’Occidente!

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