La dottrina dell’intolleranza LGBT

di Don Shenan J. Boquet

(originale in Inglese: www.hli.org)

La normalizzazione dell’ideologia LGBT

Un’immagine veramente deprimente ha fatto il giro dei social media. Ora non ho a portata di mano l’originale. Ma se ben ricordo, il testo sull’immagine dice qualcosa del tipo: “2009: in che modo la legalizzazione del matrimonio omosessuale ti riguarda personalmente? 2019: festeggia questo drag queen (travestito) di 11 anni o sei un bigotto!”

Questo riassume l’odierna follia della nostra cultura.

Dieci anni fa, gli attivisti omosessuali sostenevano che legalizzare il “matrimonio” tra persone dello stesso sesso riguardasse l’“accettazione” e l’“amore” e che non avrebbe avuto assolutamente alcun impatto sulla vita quotidiana della maggior parte dei comuni cittadini. Gli oppositori del “matrimonio” tra persone dello stesso sesso erano sistematicamente derisi con affermazioni del tipo: “Che ti cambia quello che fanno due adulti consenzienti nell’intimo della loro camera da letto?” oppure “Se non approvi il ​​matrimonio omosessuale, non contrarne uno”. In altre parole: perché ti preoccupi di qualcosa che non ha niente a che fare con te?

Tuttavia, proprio come allora avvertivano i difensori della famiglia, le cose non sono andate proprio così.

Don Shenan J. Boquet Presidente di Human Life International
Don Shenan J. Boquet
Presidente di Human Life International

Estremismo sempre maggiore

Ci sono fin troppi esempi di come il “matrimonio” tra persone dello stesso sesso, e l’ideologia LGBT in generale, abbiano influenzato la vita quotidiana di ogni cittadino da riportare in un solo paragrafo. Lo abbiamo visto in modo drammatico per tutto il mese di giugno – il cosiddetto “mese dell’orgoglio omosessuale”. Si poteva a stento aprire un sito Web o camminare per strada, senza incappare in bandiere arcobaleno o altre celebrazioni esplicite di pratiche sessuali perverse. Molte scuole, biblioteche e uffici pubblici cittadini e statali hanno issato la bandiera e celebrato l’“orgoglio omosessuale”, mentre ogni tentativo di mettere in discussione l’opportunità di usare edifici pubblici in questo modo è stato immediatamente bollato come espressione di “omofobia” e bigotteria.

Tuttavia, questa saturazione totale dello spazio pubblico con la propaganda pro-LGBT è solo uno dei modi più superficiali con ​​cui l’estremismo LGBT è penetrato nella vita di tutti. Molto più preoccupante è il modo in cui il movimento LGBT rieduca e recluta i bambini, spesso proprio sotto il naso dei loro genitori. Di conseguenza, molti genitori di buona volontà che hanno deciso di non dichiararsi contrari al “matrimonio” omosessuale per il desiderio di essere più tolleranti, hanno scoperto che rischiano di perdere i propri figli a causa di una visione del mondo nella quale, in realtà, non credono.

Le compagnie di intrattenimento come la Disney in modo silenzioso, ma sempre più insistente, inseriscono personaggi o tematiche omosessuali nei loro spettacoli e film. Molte scuole in modo discreto introducono la dottrina LGBT nei loro programmi, compreso l’indottrinamento degli studenti con l’ideologia antiscientifica e profondamente pericolosa del transessualismo. Com’era prevedibile, il risultato è stato un aumento sconcertante e stratosferico della disforia di genere tra i bambini in età scolare. E poi c’è l’ossessione veramente, veramente bizzarra del movimento LGBT e dei loro “alleati” dei mezzi di comunicazione per i drag queen, e, cosa più inquietante di tutte, per i drag queen pre-adolescenti. Non si tratta solo della cosiddetta “ora della favola del drag queen” che si tengono nelle biblioteche di tutto il paese (gli USA n.d.t.) iniziativa dalla quale, ovviamente, hanno beneficato i predatori sessuali. Ma si tratta del reclutamento e adescamento sistematico dei bambini come interpreti di drag queen, e la celebrazione di questi bambini abusati in alcuni degli spettacoli televisivi più visti nel paese.

Nel frattempo, le esibizioni di drag queen – fenomeno che un tempo era confinato in squallidi locali per omosessuali – sono ora presentate come un’altra forma di intrattenimento generale di massa. Come l’esplosione di talk show sul transessualismo, questa ossessione per i drag queen sembra venire dal nulla. Nessuna persona di mia conoscenza ha mai preteso più drag queen nella sua vita o più spettacoli “per tutte le età” con drag queen ai quali avrebbero potuto portare i loro figli. Quindi, chi è stato a decidere che i drag queen sarebbero stati la nuova moda, e a quale scopo? Non conosco la risposta alla prima parte della domanda, ma posso azzardare un’ipotesi sulla seconda parte: mi sembra che la visibilità dei drag queen serva all’ideologia LGBT come strumento concreto per desensibilizzare ulteriormente il pubblico nei confronti di una sessualità sempre più bizzarra e perversa, inclusa la nozione molto problematica della “fluidità di genere”.

L’intolleranza smascherata

In molti modi, il 2019 è stato anche l’anno in cui l’intolleranza nuda e cruda del movimento LGBT è stata smascherata. Spesso, tuttavia, sono state le stesse organizzazioni LGBT che hanno manifestato apertamente il loro estremismo, per la semplice ragione che non hanno più alcun motivo per nasconderlo. Nell’ultimo decennio hanno ottenuto più di quanto avessero mai sognato e sono determinate a cavalcare questa ondata il più a lungo possibile.

I giganti della tecnologia, le ricche organizzazioni LGBT, i politici, i “filantropi” e gli uomini di spettacolo si sono apertamente impegnati a contenere, eliminare e diffamare persino le più lievi espressioni di dissenso dall’ideologia LGBT. Tra gli innumerevoli esempi recenti: Facebook ha appena chiuso un suo gruppo di mamme che si opponeva all’ora della favola del drag queen. (Sorprendentemente, qualcosa che sarebbe stato letteralmente impensabile per la maggior parte delle persone anche solo un paio di anni fa, ora è qualcosa su cui non si può parlare senza rischiare di diventare un paria sociale!). Amazon – dove (come recentemente sottolineato in un articolo) si può facilmente acquistare il Mein Kampf di Hitler e libri che celebrano la pedofilia – ha appena rimosso una cospicua quantità di libri scritti per aiutare le persone ad abbandonare lo stile di vita omosessuale.

Abbiamo visto lo spirito intollerante del moderno movimento LGBT in azione dopo la vittoria della squadra femminile degli Stati Uniti alla Coppa del Mondo di calcio. Il capitano della squadra e delle altre giocatrici sono personalmente omosessuali, nonché attiviste LGBT. Tuttavia, invece di usare la loro vittoria per unire gli Americani, ci hanno inflitto video e interviste piene di invettive politicamente divisive e volgari.

Ironia della sorte, alcune delle calciatrici hanno mostrato una violenta intolleranza verso chiunque non fosse d’accordo con loro, rivendicando con insistenza la necessità di un paese più “tollerante”. Nel mezzo delle celebrazioni, ad esempio, è stata tirata fuori una vecchia intervista di una ex calciatrice della nazionale femminile degli Stati Uniti – una Cristiana. Nell’intervista, Jaelene Hinkle ha spiegato la sua decisione, di un paio di anni fa, di rifiutarsi di indossare una maglia arcobaleno: “Semplicemente mi sono sentita nel mio intimo convinta di non dover indossare quella maglia”, ha detto. Anche se Hinkle non fa più parte della squadra, un’attuale giocatrice della squadra, Ashlyn Harris, ha risposto immediatamente con questo tweet:

L’ironia dell’intolleranza: la cristiana Jaelene Hinkle è stata esclusa dalla sua ex squadra di calcio solo per essersi rifiutata di indossare una maglietta dell’“orgoglio omosessuale”.
L’ironia dell’intolleranza: la cristiana Jaelene Hinkle è stata esclusa dalla sua ex squadra di calcio solo per essersi rifiutata di indossare una maglietta dell’“orgoglio omosessuale”.

“Hinkle, nella nostra squadra domina l’inclusione. La tua religione non è mai stata il problema. Il problema è la tua intolleranza e la tua omofobia. Tu non appartieni a uno sport che vuole unire e far incontrare le persone. Non ti adatteresti mai al nostro gruppo o quello che questa squadra rappresenta”.

La Harris, a quanto sembra, era del tutto inconsapevole della profonda ironia del suo tweet, cioè “siamo così tolleranti e inclusive che non ti vogliamo”. La maggior parte della squadra vuole farci credere di essere assolutamente per l’inclusione; tuttavia, rifiuta, mette pubblicamente alla gogna e getta discredito su una compagna di squadra che, con gentilezza, dissente dalla sua posizione. Definisce i termini, il linguaggio e l’applicazione di quello che è o non è inclusivo. Se non ti adatti alla sua definizione, sei bandito, ostracizzato, perseguitato e ridicolizzato a causa delle tue opinioni.

Purtroppo, anche all’interno della Chiesa si vedono i sintomi di come i sostenitori dell’ideologia LGBT sono cresciuti in modo impudente durante gli ultimi mesi e anni. Durante il “Mese dell’orgoglio omosessuale” del mese scorso, si sono viste foto di sacerdoti che celebravano apertamente le cosiddette “messe dell’orgoglio omosessuale”, traboccanti di bandiere arcobaleno e omelie piene incoraggiamenti e ammiccamenti al libertinismo sessuale che il movimento dell’“orgoglio omosessuale” celebra così apertamente. Un sacerdote ha persino celebrato una tale messa su un altare coperto con una tovaglia arcobaleno nello Stonewall Inn, un ex bar per omosessuali dove nel 1969 ha avuto luogo una rivolta, evento che molte persone considerano l’inizio del moderno movimento per i “diritti degli omosessuali”. Questi eventi sacrileghi si verificano in genere senza alcuna conseguenza da parte della gerarchia della Chiesa, mentre vescovi e sacerdoti che si azzardano a mettere in guardia anche in modo debole sui pericoli spirituali dell’“orgoglio omosessuale” sono pubblicamente messi alla berlina o addirittura ripresi dai loro superiori.

La Disney è una delle tante aziende che promuovono l’“orgoglio omosessuale” con la sua collezione “arcobaleno”.
La Disney è una delle tante aziende che promuovono l’“orgoglio omosessuale” con la sua collezione “arcobaleno”.

La minaccia della legge sull’uguaglianza

Naturalmente, questo non sorprende affatto i molti sostenitori della famiglia che avevano seguito con molta attenzione il movimento LGBT. Mentre non ho dubbio che ci siano alcune persone omosessuali che vogliono semplicemente vivere la propria vita in pace, i tipi gli attivisti di professione che lavorano per le organizzazioni LGBT hanno sempre avuto obiettivi molto, molto più grandi e più nefasti. Il loro obiettivo fondamentale può essere riassunto in questo modo: promuovere l’imposizione assoluta (e, se necessario, forzata) dell’identità sessuale LGBT e una radicale rivoluzione sessuale sociale.

Franklin Graham ha recentemente richiamato l’attenzione sulla prossima e più grande minaccia degli estremisti LGBT che è contenuta nella legge ingannevolmente denominata “Equality Act” (legge sull’uguaglianza). Come riassume un articolo su LifeSite, il disegno di legge “modificherebbe il Civil Rights Act del 1964 per includere ‘il sesso’, ‘l’orientamento sessuale’ e ‘l’identità di genere’ tra le categorie espressamente riconosciute da ‘non discriminare’ nelle ‘strutture pubbliche’ (la cui definizione sarebbe notevolmente ampliata); e costringerebbe i datori di lavoro di aziende con quindici o più dipendenti a riconoscere l’“identità di genere” pretesa, a vietare ogni “discriminazione” sulla base dell’“orientamento sessuale” o dell’“identità di genere”, e a predisporre per i transessuali un “accesso” a “strutture specifiche per il loro sesso”.

Questo è un atto legislativo radicale. Come ha segnalato da Graham, ai sensi di questa legge, i Cristiani “perderebbero ogni diritto di assumere persone che aderiscono alla loro professione di fede biblica. I Cristiani saranno perseguitati per le loro profonde convinzioni come mai prima d’ora. Il chiaro insegnamento della Bibbia sui peccati dell’omosessualità e dell’aborto sarà senza dubbio considerato un ‘discorso d’odio’. Sarà un incubo dal quale questa nazione non potrà mai riprendersi”.

Durante la battaglia per il “matrimonio” omosessuale, molti Cristiani sono rimasti in silenzio per paura di essere etichettati come “hater” (odiatore) e con la speranza che quello che gli attivisti LGBT avevano promesso fosse vero, che quel “matrimonio” tra persone dello stesso sesso cioè, non avrebbe influenzano le loro vite o quelle dei loro figli, familiari e amici. Non abbiamo più il lusso di pensare che questo sia vero. È tempo per i Cristiani di svegliarsi e rendersi conto dell’entità delle minacce contro la nostra cultura, la libertà, il matrimonio e la famiglia. È tempo di guardare oltre la retorica abilmente pensata del movimento LGBT, e capire che dietro belle parole come “amore” e “tolleranza” c’è una feroce intolleranza che sarà soddisfatta solo con l’adesione entusiastica alla loro visione del mondo. Ci hanno ingannati una volta. Non facciamoci ingannare due volte.

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