Il metro di misura della società: come sostiene, difende e promuove la famiglia
Padre Shenan J. Boquet, tradotto da www.hli.org
“Esistono, infatti, luoghi e circostanze in cui la Chiesa “può diventare il sale della terra” solo attraverso i fedeli laici e, in particolare, attraverso le famiglie. Per questo motivo, l’impegno della Chiesa in questo ambito deve essere rinnovato e approfondito, affinché coloro che il Signore chiama al matrimonio e alla vita familiare possano, in Cristo, vivere pienamente il loro amore coniugale, e affinché i giovani possano sentirsi attratti, all’interno della Chiesa, dalla bellezza della vocazione al matrimonio”.
― Papa Leone XIV, Messaggio in occasione del decimo anniversario di Amoris Laetitia
Nella solennità di San Giuseppe, il 19 marzo, Papa Leone XIV ha annunciato che convocherà a Roma, nel mese di ottobre, i presidenti delle Conferenze Episcopali di tutto il mondo. L’occasione è il decimo anniversario dell’esortazione apostolica post-sinodale Amoris Laetitia. Lo scopo dell’incontro, secondo le sue stesse parole, è «procedere, nell’ascolto reciproco, a un discernimento sinodale sui passi da compiere per annunciare il Vangelo alle famiglie di oggi».
In altre parole, il Papa sta richiamando a casa i vescovi, da ogni parte del mondo, per affrontare insieme una domanda: Come evangelizza la Chiesa le famiglie oggi?
Il Santo Padre ha affidato il cammino a San Giuseppe, «custode della Sacra Famiglia di Nazareth». Chiede ai vescovi, e attraverso di loro a tutti i fedeli, di guardare alla Sacra Famiglia come modello di ogni famiglia cristiana.
Papa Leone XIV sul matrimonio
Per comprendere cosa c’è in gioco in ottobre, consideriamo come Papa Leone abbia parlato costantemente del matrimonio e della famiglia durante il suo primo anno.
Poco prima del Giubileo delle Famiglie, il 28 maggio 2025, il Santo Padre ha inviato un messaggio ai partecipanti a un seminario vaticano che discuteva su come evangelizzare le famiglie nella società moderna. In esso, ha invitato i vescovi a essere “pescatori di famiglie” e ha chiesto ai laici di unirsi a loro come “pescatori” di “coppie, giovani, bambini, donne e uomini di tutte le età e circostanze”.
Questo tema è stato approfondito durante la Messa di chiusura del Giubileo delle Famiglie, dei Bambini, dei Nonni e degli Anziani il 1° giugno 2025, in cui il Santo Padre ha affermato che «il matrimonio non è un ideale, ma la misura del vero amore tra un uomo e una donna: un amore totale, fedele e fecondo. Questo amore vi rende una sola carne e vi permette, a immagine di Dio, di donare il dono della vita».
Alcuni pastori si sono abituati a parlare del matrimonio come di un “alto ideale” che, realisticamente, pochi possono sperare di raggiungere. Il Papa, tuttavia, rifiuta questa visione. Il matrimonio non è una vetta irraggiungibile. È la realtà vissuta.
Ha esortato le coppie «ad essere esempi di integrità per i vostri figli, agendo come volete che agiscano loro, educandoli alla libertà attraverso l’obbedienza, vedendo sempre il bene in loro e trovando modi per alimentarlo».
Il Santo Padre ha indicato come testimoni di questa vocazione i genitori di Santa Teresa di Lisieux, i Santi Louis e Zélie Martin, e la famiglia polacca Ulma, martirizzata insieme nel 1944, come testimoni di quella vocazione. «Il mondo di oggi», ha detto alle famiglie riunite in Piazza San Pietro, «ha bisogno dell’alleanza matrimoniale per conoscere e accettare l’amore di Dio e per sconfiggere, grazie al suo potere unificante e riconciliatore, le forze che distruggono le relazioni e le società».
Nella sua difesa del matrimonio, Papa Leone è stato chiaro sull’indissolubilità fondamentale dell’alleanza. Nel novembre 2025, in un discorso sull’annullamento del matrimonio, ha avvertito che «il giudizio umano sulla nullità del matrimonio non può tuttavia essere manipolato da una falsa misericordia».
Due mesi dopo, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario della Rota Romana, è tornato sul tema, mettendo in guardia da «una pericolosa relativizzazione della verità» prodotta da quella che ha definito «una compassione malintesa, anche se apparentemente motivata dallo zelo pastorale».
Perché il Papa sta richiamando i vescovi a casa
Perché adesso? Consideriamo i dati.
Ad aprile, il Centro Nazionale per le Statistiche Sanitarie ha riferito che le nascite negli Stati Uniti sono diminuite di circa l’uno per cento nel 2025, attestandosi a circa 3,6 milioni. Il tasso di fertilità totale americano rimane ben al di sotto del livello di sostituzione di 2,1. Il quadro non è migliore, e spesso è molto peggiore, in Europa e nell’Asia orientale. The Guardian ha recentemente pubblicato un articolo su ciò che accade alle società quando i decessi iniziano a superare le nascite. La Cina, lo scorso gennaio, ha registrato il tasso di natalità più basso dal 1949.
I dati culturali raccontano una storia simile. In un sondaggio del Pew Research Center del 2023 su ciò che gli americani considerano essenziale per una vita appagante, solo il 23 per cento ha affermato che essere sposati era “estremamente” o “molto” importante, e solo il 26 per cento ha detto lo stesso riguardo all’avere figli. Tra tutti i fattori esaminati, il matrimonio è arrivato all’ultimo posto. Sono più che mai gli americani che crescono figli fuori dal matrimonio. Sono più numerosi quelli che convivono senza figli. Sono sempre meno quelli che si sposano.
Il cambiamento dal 1970 è drammatico. In quell’anno, due terzi degli americani di età compresa tra i 25 e i 49 anni vivevano con un coniuge e almeno un figlio minore di diciotto anni. Nel 2023, solo il 37% lo era. La famiglia sposata che cresce i figli, un tempo norma indiscussa della vita americana, è ora una realtà minoritaria.
Papa San Giovanni Paolo II lo aveva previsto. «In un momento storico in cui la famiglia è oggetto di numerose forze che cercano di distruggerla o in qualche modo di deformarla», scrisse nel 1981 in Familiaris Consortio, «e consapevole che il benessere della società e il proprio bene sono intimamente legati al bene della famiglia, la Chiesa percepisce in modo più urgente e pressante la propria missione di proclamare a tutti il piano di Dio sul matrimonio e sulla famiglia» (n. 3).
A quarantacinque anni di distanza, le forze da lui indicate hanno guadagnato terreno. Così come l’urgenza. Questo è ciò che Papa Leone sembra riconoscere, incentrando l’incontro dei vescovi di ottobre sull’evangelizzazione della famiglia.
Rinnovamento senza compromessi
Sottolineando come la famiglia sia la Chiesa domestica e la cellula fondamentale della società, Papa Leone opera secondo una venerabile tradizione.
Il Concilio Vaticano II definì la famiglia «la base della società» e «una scuola di arricchimento umano». Lumen Gentium descrive i coniugi cristiani come coloro che formano «una sorta di Chiesa domestica» (n. 11). In Familiaris Consortio, Papa San Giovanni Paolo II ha insegnato che la famiglia «ha la missione di custodire, rivelare e comunicare l’amore, e questo è un riflesso vivente e una vera partecipazione all’amore di Dio per l’umanità e all’amore di Cristo Signore per la Chiesa, sua sposa» (n. 17).
Il Catechismo della Chiesa Cattolica espone la questione in modo semplice: «La famiglia cristiana è una comunione di persone, segno e immagine della comunione del Padre e del Figlio nello Spirito Santo. Nella procreazione e nell’educazione dei figli riflette l’opera creatrice del Padre» (n. 2205).
Nello stesso messaggio citato sopra, Papa Leone ha richiamato tre temi tratti da Amoris Laetitia che dovrebbero guidare il discernimento di ottobre.
In primo luogo, nuovi metodi pastorali (n. 199). I trentacinque anni trascorsi da Familiaris Consortio hanno prodotto quelli che Amoris Laetitia definisce «cambiamenti antropologici e culturali» così marcati che i vecchi modelli di pastorale familiare non sono più adeguati al momento. Papa Leone vuole che i vescovi tornino da Roma con nuovi approcci tratti da ciò che già funziona nella Chiesa locale in diverse parti del mondo.
Allo stesso tempo, ha sottolineato che qualunque siano i nuovi metodi pastorali che emergeranno, essi devono essere perseguiti senza compromettere la verità del patto matrimoniale. Questo è ciò che Papa Leone ha detto ai giudici della Rota Romana a gennaio, affermando che sono chiamati a «custodire la verità con rigore ma senza rigidità, ed esercitare la carità senza omissioni». I vescovi dovranno applicare lo stesso criterio a ogni questione pastorale in discussione. Il rinnovamento pastorale non è un ammorbidimento dottrinale. Papa Leone lo ha detto chiaramente.
In secondo luogo, l’educazione dei figli (AL, cap. VII). Le famiglie cattoliche, ci ha ricordato il Papa in occasione del Giubileo delle Famiglie, hanno la responsabilità di trasmettere la fede «insieme alla vita, di generazione in generazione». Tale trasmissione non può essere affidata alla parrocchia, alla scuola o al catechista. Avviene a tavola, in famiglia.
Terzo, la spiritualità della vita familiare (AL, n. 313). Il Santo Padre ha sottolineato una spiritualità «costituita da migliaia di piccoli ma reali gesti» (AL, n. 315), la fedeltà quotidiana e senza drammi di mariti, mogli, genitori, nonni e figli.
Una parola alle famiglie e ai pastori
Il Santo Padre ha convocato i vescovi a Roma. Tuttavia, l’opera fondamentale che egli chiede non può essere compiuta a Roma. Deve essere compiuta nella parrocchia, in casa, al tavolo della cucina, in classe e al capezzale degli anziani.
Immaginate se ogni famiglia cattolica leggesse insieme questa settimana il messaggio dell’anniversario di Papa Leone. Se ogni parroco predicasse sulla dignità del matrimonio come misura del vero amore, piuttosto che come un ideale sentimentale. Se ogni ministero diocesano per la famiglia prendesse sul serio l’avvertimento del Santo Padre secondo cui, in molti luoghi, la Chiesa non può essere sale senza la famiglia.
Quella è la vera opera che il vertice di ottobre può solo iniziare. Senza di essa, il vertice sarà solo un altro documento archiviato.
A voi, cari genitori: il Santo Padre vi chiede di vivere la vostra vocazione con rinnovata chiarezza. La vostra fedeltà reciproca e la vostra paziente trasmissione della fede ai vostri figli contano enormemente. Non sottovalutatele.
A voi, cari pastori: il Santo Padre vi chiede di predicare questo insegnamento con coraggio. Di benedire e accompagnare le famiglie. Di dire ciò che la Chiesa insegna realmente sul matrimonio, non solo di parlarne con calore. I vescovi riuniti a Roma hanno bisogno del vostro coraggio ora, dal pulpito e nel confessionale, non solo in ottobre.
E ai nonni: il Santo Padre ha riconosciuto la vostra importanza. In occasione del Giubileo, vi ha affidato un compito specifico. Vegliate sui vostri cari «con saggezza e compassione, e con l’umiltà e la pazienza che derivano dall’età». Laddove i genitori sono esausti, distratti o assenti, la preghiera e la presenza costante di una nonna o di un nonno possono tenere unita una famiglia. Molti figli ormai adulti che oggi si sono allontanati dalla Chiesa torneranno, con la grazia di Dio, grazie alla testimonianza dei nonni che non hanno mai smesso di pregare per loro.
E a tutti noi, il Santo Padre chiede di pregare. Ha affidato il cammino a San Giuseppe. Uniamoci a lui in questo affidamento. Preghiamo per i vescovi che si riuniranno a Roma. Preghiamo per le famiglie delle nostre parrocchie, nelle loro gioie e nelle loro ferite. Preghiamo affinché la culla del futuro dell’umanità, per usare l’immagine stessa di Papa Leone, possa essere nuovamente un luogo dove i bambini sono accolti, dove i coniugi sono fedeli e dove la fede viene trasmessa di generazione in generazione.
Papa San Giovanni Paolo II, nella Familiaris Consortio, ha sintetizzato l’identità della famiglia e la sua missione in un unico comando: «Famiglia, diventa ciò che sei» (n. 17). Questo, in definitiva, è il compito del vertice di ottobre. Possa Nostro Signore, attraverso le preghiere della Sacra Famiglia, concedere a Papa Leone e ai suoi confratelli vescovi il coraggio e la lucidità che l’ora richiede.
Human Life International

