Papa Francesco: l’aborto è un’atrocità e la sola famiglia è quella tra uomo e donna

Di Marcello Riccobaldi

Durante l’udienza concessa a una Delegazione del Forum delle Associazioni Familiari in occasione del 25° anniversario della nascita dell’associazione[1], Papa Francesco ha toccato, durante il suo discorso a braccio, due punti fondamentali nell’ottica della difesa integrale della vita e della famiglia.

Il Santo Padre ha innanzi tutto ribadito l’insegnamento della Chiesa di sempre, cioè che la sola famiglia esistente è quella tra uomo e donna sposati: “dopo il racconto della creazione dell’uomo, Dio fa vedere che creò l’uomo e la donna a sua immagine e somiglianza. E Gesù stesso, quando parla del matrimonio, dice: “L’uomo lascerà il padre e la madre e con sua moglie diventeranno una sola carne”. Perché sono immagine e somiglianza di Dio. Voi siete icona di Dio: la famiglia è icona di Dio. L’uomo e la donna: è proprio l’immagine di Dio. Lui lo ha detto, non lo dico io. E questo è grande, è sacro.

Poi oggi – fa male dirlo – si parla di famiglie “diversificate”: diversi tipi di famiglia. Sì, è vero che la parola “famiglia” è una parola analogica, perché si parla della “famiglia” delle stelle, delle “famiglie” degli alberi, delle “famiglie” degli animali… è una parola analogica. Ma la famiglia umana come immagine di Dio, uomo e donna, è una sola. È una sola”.

Poco dopo il Vescovo di Roma, parlando dei figli, ha denunciato l’atroce prassi messa in atto da alcune coppie, ossia la soppressione dei bambini ritenuti “imperfetti” e non in linea con le aspettative dei genitori: “I figli sono il dono più grande. I figli che si accolgono come vengono, come Dio li manda, come Dio permette – anche se a volte sono malati. Ho sentito dire che è di moda – o almeno è abituale – nei primi mesi di gravidanza fare certi esami, per vedere se il bambino non sta bene, o viene con qualche problema… La prima proposta in quel caso è: “Lo mandiamo via?”. L’omicidio dei bambini. E per avere una vita tranquilla, si fa fuori un innocente.

Quando ero ragazzo, la maestra ci insegnava storia e ci diceva cosa facevano gli spartani quando nasceva un bambino con malformazioni: lo portavano sulla montagna e lo buttavano giù, per curare “la purezza della razza”. E noi rimanevamo sbalorditi: “Ma come, come si può fare questo, poveri bambini!”. Era un’atrocità. Oggi facciamo lo stesso. Voi vi siete domandati perché non si vedono tanti nani per la strada? Perché il protocollo di tanti medici – tanti, non tutti – è fare la domanda: “Viene male?” Lo dico con dolore. Nel secolo scorso tutto il mondo era scandalizzato per quello che facevano i nazisti per curare la purezza della razza. Oggi facciamo lo stesso, ma con guanti bianchi”.

Grazie Santo Padre!

[1]http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2018/06/16/0451/00980.html.

 

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