Una marcia per la vita di cinque milioni di persone?

Di Padre Shenan J. Boquet

“Nell’amore non c’è timore, al contrario l’amore perfetto scaccia il timore, perché il timore suppone un castigo e chi teme non è perfetto nell’amore”. (1 Giovanni 4:18)

Questo famoso versetto della Prima Lettera di Giovanni mi viene spesso in mente durante la preghiera. Ciò può essere dovuto al fatto che le mie preghiere serali giungono spesso al termine di lunghe giornate ricche di conversazioni con fedeli che sono preoccupati per il futuro delle loro famiglie e della loro cultura.

A dire il vero, sono stato ispirato dalle persone appassionate che incontro in tutto il mondo, in questo movimento di amore e di misericordia. Ho anche incontrato molta gente stanca, incerta, e sopraffatta dalle richieste di predicazioni del Vangelo della Vita. Gran parte del mio lavoro consiste nel confermare e riconfermare i nostri fratelli e sorelle impegnati in questa missione di difesa della vita.

La carità perfetta scaccia il timore! Andate, dice Gesù, “non abbiate paura”!

Inoltre, a volte anche io ho bisogno di essere incoraggiato. Talvolta questo incoraggiamento viene dai luoghi più improbabili, anche da quelle zone dell’Europa che erano state cancellate dalla maggior parte del mondo, a causa delle loro storie oscure. Domenica prossima (13 marzo, n.d.r.) sarò in viaggio in Slovacchia per partecipare alla missione di una settimana organizzata dagli affiliati di HLI a Bratislava, guidati dalla dottoressa Marcela Dobešová. Gli eventi in programma per tutta la settimana sono in previsione del “Forum Scegli la Vita” del 18 e 19 marzo, che a sua volta, prepara i partecipanti e tutta la comunità alla Marcia Nazionale per la Vita in occasione della Giornata del Nascituro, il 25 marzo, festa dell’Annunciazione.

Come per ogni viaggio missionario, i nostri collaboratori hanno pianificato un programma intenso, ricco di lezioni e incontri. Avrò la possibilità di parlare a due seminari, fare la presentazione di rappresentanti di organizzazioni pro vita e pro famiglia in Slovacchia; incontrare i rappresentanti della Conferenza Episcopale; fare due lezioni per il “Forum Scegli la Vita”, e incontrare gli studenti universitari a Bratislava.

L’obiettivo principale è quello di mobilitarsi per il valore della tutela della vita di ogni essere umano dal concepimento alla morte naturale, e per la famiglia e il matrimonio naturale, un uomo e una donna aperti al dono della vita, che è l’ambiente migliore per far crescere la prossima generazione di bambini. Altrettanto importante è incoraggiare i politici affinché favoriscano le condizioni legislative per la protezione della vita umana e della dignità del matrimonio naturale.

Quello che ho imparato durante una visita precedente, e quello che molti ancora non hanno sentito, è che il movimento pro vita sta acquistando sempre più slancio in Europa orientale.

Infatti, sta diventando così forte che i legislatori non possono più ignorarlo. Mentre la maggior parte delle nazioni europee continua ad abbracciare la cultura della morte, la Slovacchia la rigetta. La Marcia per la Vita a Bratislava è cresciuta ogni anno e ha raggiunto la cifra di oltre 80.000 partecipanti.

Ottanta mila. In rapporto percentuale alla popolazione della Slovacchia, è come se quasi 5 milioni di persone partecipassero alla Marcia per la Vita a Washington, DC. Potete immaginare cosa vorrebbe dire?

La Slovacchia sta tranquillamente dicendo all’Europa e al mondo che la protezione della vita umana è uno dei più alti valori possibili nella società, e che i capi dovrebbero assicurarsi che questi valori si riflettano nel diritto e nella società.

Dopo decenni di oppressione, gli Slovacchi hanno messo da parte la paura e il dubbio e ora cercano di far diventare la loro nazione una luce che brilla nel buio, invitando gli altri popoli a seguirli.

Riflettendo su questo forte testimonianza, mi viene in mente l’enciclica “Evangelium Vitae” di Papa San Giovanni Paolo II, nella quale egli ha invitato ogni persona a riconoscere il suo dovere di riaffermare il valore della vita umana nella società e nel cuore di ogni individuo, nel presente e nel futuro:

“La presente Enciclica, frutto della collaborazione dell’Episcopato di ogni Paese del mondo, vuole essere dunque una riaffermazione precisa e ferma del valore della vita umana e della sua inviolabilità, ed insieme un appassionato appello rivolto a tutti e a ciascuno, in nome di Dio: rispetta, difendi, ama e servi la vita, ogni vita umana! Solo su questa strada troverai giustizia, sviluppo, libertà vera, pace e felicità!” (Evangelium Vitae, 5)

Quando le persone sono alla ricerca di vittorie per misurare il successo del movimento internazionale pro vita e pro famiglia, indico loro posti come la Slovacchia e altri paesi dell’Europa orientale con crescente opposizione sia alla mentalità contraccettiva e dei conseguenti aborti, sia ai gruppi radicali che cercano la ridefinizione del matrimonio. Le loro culture e i loro stili di vita hanno patito così tanta violenza che essi non sono più ingannati da false nozioni di “progresso” che li farebbe tornare di nuovo verso le tenebre del socialismo e della decadenza della famiglia. Hanno capito che se non si fa nulla le loro culture e la loro storia potrebbero benissimo scomparire.

Noi non dobbiamo accettare il rullo dei tamburi delle tendenze radicali contro la vita e contro la famiglia nelle nostre culture. Siamo in grado di dire loro dove mettere i loro tamburi e di mostrare la porta a loro e al loro ordine del giorno. Se l’Europa vuole uscire dall’attuale inverno demografico e far entrare la prosperità per la sua gente, allora deve rispettare e proteggere ogni vita, così come difendere il matrimonio naturale.

Il popolo della Slovacchia sta facendo sentire la sua voce. E il resto dell’Europa? E che dire di noi? Cosa faremo?

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