Dichiarazione di Vita Umana Internazionale sull’adozione del decreto SOGIE da parte del comune di Mandaue (Filippine)

Vita Umana Internazionale condanna il decreto ingiusto e definito ironicamente anti-discriminatorio per le persone di diverso orientamento sessuale e identità di genere o espressione (Anti-Discriminatory Ordinance for People of Diverse Sexual Orientation and Gender Identity or Expression detta anche SOGIE), approvato dal Consiglio Comunale di Mandaue all’inizio di questo mese (http://www.sunstar.com.ph/cebu/local-news/2016/02/15/p1000-fine-offenses-against-lgbt-457331). Qualunque fosse l’intenzione di chi l’ha approvato, questo decreto utilizza il linguaggio ormai comunemente invocato per perseguitare i Cristiani in tutto il mondo. Abbiamo visto diverse aziende di proprietà dei Cristiani multate fino ad essere costrette a chiudere, le stesse vite dei proprietari minacciate, personaggi pubblici costretti alle dimissioni, tutto solo per la loro incapacità a rimanere zitti e a celebrare la ridefinizione del matrimonio e lo stile di vita LGBT. Molti di questi capi erano rispettosi, caritatevoli, e corretti nelle loro dichiarazioni e impegni, ma sono stati allontanati dalla vita pubblica perché un clima di paura e intimidazione sembra seguire immediatamente l’accettazione dei “diritti LGBT”, da parte dei giudici o degli organi legislativi.
È stato riferito che il decreto SOGIE sarebbe stato adottato senza l’abituale discussione pubblica. Se fosse vero, questo sarebbe purtroppo tipico per il movimento antidemocratico LGBT che vorrebbe vedere tutti coloro che sono in disaccordo querelati e disonorati in silenzio o peggio. Questo decreto ingiusto deve essere revocato immediatamente, come esso promette chiaramente di revocare la libertà di parola degli altri al fine di proteggere i sentimenti della parte lesa.

Per quanto riguarda la domanda di speciali “diritti” per le persone dette omosessuali, questa non può essere sostenuta, dal momento che ogni persona ha pari dignità, e quindi, parità di diritti. Il desiderio di una persona di non essere offesa non deve cancellare la libertà di religione, di coscienza, e di parola di un’altra persona. Tutti hanno il diritto di vivere la propria fede nella pubblica piazza e di portare avanti rispettosamente proposte sulla moralità o su altri argomenti inerenti alla loro fede, e di reclutare chi li sosterrà nelle loro missioni. Tali iniziative, anche se spesso ingiustamente denunciate come “odiose” e “bigotta” da chi non le approva, non sono in alcun modo ingiuste.
La posizione di VUI in materia di diritti speciali per le persone dette “LGBT” si basa sull’insegnamento ufficiale della Chiesa contenuto nel Catechismo della Chiesa Cattolica (http://www.vatican.va/archive/ccc_it/documents/2663cat473-668.PDF):

2357 … Appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, la Tradizione ha sempre dichiarato che “gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati”. Sono contrari alla legge naturale. Precludono all’atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati.

2358 Un numero non trascurabile di uomini e di donne presenta tendenze omosessuali profondamente radicate. Questa inclinazione, oggettivamente disordinata, costituisce per la maggior parte di loro una prova. Perciò devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione. Tali persone sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita, e, se sono cristiane, a unire al sacrificio della croce del Signore le difficoltà che possono incontrare in conseguenza della loro condizione.

2359 Le persone omosessuali sono chiamate alla castità. Attraverso le virtù della padronanza di sé, educatrici della libertà interiore, mediante il sostegno, talvolta, di un’amicizia disinteressata, con la preghiera e la grazia sacramentale, possono e devono, gradatamente e risolutamente, avvicinarsi alla perfezione

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