Il prossimo terribile passo nella rivoluzione sessuale

Di Don Shenan J. Boquet (In Inglese: www.hli.org )

Approfittarsi dei giovani

Nuovi dati inquietanti provenienti dai centri statunitensi per il controllo delle malattie (CDC, Centers for Disease Control) evidenziano i gravi pericoli con cui l’ideologia transessualista minaccia i bambini. Una recente indagine condotta su 131.901 studenti delle scuole pubbliche ha messo in evidenza che quasi il 2% degli studenti dai 9 ai 12 anni si proclama “transessuale”. Questo si traduce in un numero impressionante di adolescenti che soffrono a causa di una profonda confusione circa la propria identità e di tutte le problematiche psicologiche e fisiche che ne derivano.

Sebbene sia difficile avere dati attendibili sulle percentuali del transessualismo tra gli studenti delle scuole superiori nel corso del tempo, una mole sempre maggiore di dati suggerisce che c’è un’allarmante e dilagante epidemia di disforia di genere (termine clinico per questo disturbo psicologico) tra i giovani.

La Canadian Broadcasting Corporation (CBC), ad esempio, ha recentemente riportato il fatto che nelle cliniche pediatriche canadesi si assiste a una “crescita esponenziale” dei casi di adolescenti “che non si identificano con il sesso con cui sono nati”. Un medico presso uno dei più importanti ospedali per bambini, il CHEO di Ottawa, ha detto alla CBC che fino a dieci anni fa, in un anno, alla clinica potevano arrivare uno o due bambini che volevano “cambiare” il proprio sesso. Lo scorso anno ci sono stati 189 casi. Nel 2013, nell’ospedale pediatrico British Columbia sono arrivati 20 bambini in cerca di “terapie” transessuali. L’anno scorso ne sono arrivati 240.

Incrementi simili sono stati riscontrati in altri paesi. Nel Regno Unito, i funzionari stanno studiando le ragioni che, nel corso degli ultimi 10 anni, ha portato a un aumento stratosferico di adolescenti alla ricerca di “terapie” per cambiare sesso. Secondo The Telegraph, nel 2009-10 nel Regno Unito, c’erano solo 40 ragazze in cerca di “terapie” transessuali. Nel 2017-18, il numero è arrivato a 1.806, con un incremento del 4.500%. Intanto, “le richieste dei ragazzi sono aumentate da 57 a 713 nello stesso periodo”, riferisce The Telegraph, con un aumento del 1250%.

Tuttavia, invece di cercare di comprendere i fattori ambientali che potrebbero causare questo rapido aumento, molte cliniche e medici si stanno affrettando a “curare” questi bambini con interventi drastici e in molti casi irreversibili.

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L’ospedale CHEO di Ottawa è solo uno degli ospedali in cui si conducono macabri esperimenti sui bambini che soffrono di disforia di genere. Come riporta il CBC: “Nella clinica, i pazienti dell’Ontario orientale e del Quebec occidentale sono visitati da una squadra di medici che li sottopone al blocco degli ormoni, alla terapia ormonale e, in alcuni casi, a interventi chirurgici per cambiare sesso”.

In altre parole, la clinica prende i bambini e adolescenti che non hanno ancora attraversato la pubertà, o che l’hanno fatto ma stanno ancora facendo i conti con la loro sessualità (un processo confuso nel migliore dei casi!) e interferendo con i loro processi biologici naturali o mutilando i loro corpi in modo irreversibile – confermano questi bambini in un’identità da cui deriva una serie di conseguenze fisiche e psicologiche negative.

La pressione del transessualismo come crimine sui minori

Un recente rapporto dal Regno Unito ha fatto scattare le sirene d’allarme sulla velocità con cui una clinica per bambini – la Tavistock Gender Identity Development Clinic – prescrive queste drastiche “terapie” per bambini, non sperimentate e non studiate, spesso senza fare sforzi concreti per scoprire o affrontare i problemi nascosti che possono aver provocato nel bambino la disforia di genere.

Il rapporto è stato compilato da David Bell, governatore del Tavistock and Portman NHS Foundation Trust, che controlla la clinica. Secondo il Sunday Times, il rapporto ha rilevato che molti bambini “scelgono di diventare transessuali come soluzione” a “svariati problemi come gravi abusi subiti da minori in famiglia, un lutto … l’omofobia e un’incidenza molto significativa del disturbo autistico”. La relazione riporta svariati esempi di casi in cui la disforia di genere del paziente potrebbe essere ragionevolmente ricondotta a fattori che nel loro contesto potrebbero essere affrontati con normali terapie psicologiche. In un caso, ad esempio, una ragazza si è sentita così in colpa dopo la morte di suo fratello che ha deciso di “restituire il loro figlio” ai propri genitori cambiando sesso.

Il personale della clinica ha riferito, tuttavia, che spesso non hanno potuto neanche tentare di affrontare potenziali cause soggiacenti, dal momento che la pressione per “confermare” il bambino nella sua nuova “identità di genere” è stata fortissima. In molti casi, hanno raccontato, i bambini sono stati chiaramente “istruiti” su cosa dire dagli attivisti del transessualismo. Di conseguenza, afferma il rapporto, la clinica somministra terapie “terribilmente inadeguate”, e alcuni membri del personale hanno espresso “preoccupazioni etiche molto serie” sul fatto che i bambini sono stati avviati verso procedure drammatiche e irreversibili con scarsa conoscenza sull’impatto nel lungo periodo. Secondo il rapporto, in alcuni casi ai bambini sono stati prescritti ormoni dopo una sola sessione in clinica.

La clinica, secondo quanto riportato da The Times, “sta esponendo i giovani pazienti a ‘danni a lungo termine’ a causa della loro ‘incapacità di resistere alle pressioni’ di attivisti e famiglie ‘molto ideologizzati’ che chiedono una rapida transizione di genere”. In altre parole, dottori e operatori sanitari debosciati stanno perpetuando un abuso sui minori, a causa delle pressioni politiche cui sono sottoposti.

D’altro canto, i membri del personale hanno ottime ragioni per temere questa “pressione” da parte di attivisti “molto ideologizzati”. Il transessualismo è il nuovo vitello sacro del progressismo liberale. Una decina di anni fa la maggior parte della gente non aveva mai nemmeno sentito parlare del transessualismo, o semmai avesse sentito qualcosa, non vi avrebbe minimamente prestato attenzione. Ora siamo immersi in esso, e persino mettere in discussione l’ideologia transessualista, palesemente anti-scientifica ed estremista, significa rischiare conseguenze immediate e pubbliche, compresa la perdita del posto di lavoro, il pubblico dileggio e – cosa sempre più frequente – una visita della polizia o persino l’arresto.

In un caso recente, veramente terribile, un giudice canadese ha stabilito che un padre non può impedire ai medici di somministrare gli ormoni alla figlia per aiutarla nella sua “transizione” per diventare un ragazzo contro la volontà paterna. In un altro caso, un operaio edile è stato arrestato per aver riso di una “donna transessuale”, vale a dire di un uomo biologico travestito da donna. Poi c’è il caso di una donna di 38 anni che è stata arrestata di fronte ai suoi figli per aver dibattuto con un attivista transessualista su Twitter. Infine, c’è la stella del tennis Martina Navratilova, una femminista che è pienamente d’accordo con l’agenda LGBT, tranne che su un punto. Recentemente, ella ha osato porre la domanda se agli uomini biologici debba essere permesso di competere negli sport femminili. È stata immediatamente cacciata via dal consiglio dell’Athlete Ally – una delle principali organizzazioni attiviste omosessuali – e vilipesa dagli attivisti e dai media filo LGBT.

I bambini: vittime sacrificali dell’ideologia transessualista

La cosa più curiosa è che il transessualismo viene presentato come un valore assoluto, che non può essere criticato, nonostante un’evidente mancanza di ricerche attendibili sul fenomeno, specialmente quando colpisce i bambini. Inoltre, qualsiasi ricerca che vada contro i dogmi dell’ideologia transessualista viene immediatamente respinta.

Uno studio recente, ad esempio, ha rilevato che la disforia di genere sembra avere un fattore di “contagio sociale”. Vale a dire, la disforia di genere sembra diffondersi in determinati gruppi sociali, analogamente al modo in cui, come è noto, forme di autolesionismo e bulimia sono diffusi tra i gruppi di ragazze. I ricercatori hanno descritto questo fenomeno come disforia di genere a insorgenza rapida. Sembra che colpisca principalmente le ragazze, molte delle quali improvvisamente affermano di essere confuse riguardo al loro genere, nonostante in precedenza non abbiano mai espresso confusione.

Alcune delle prove aneddotiche che supportano l’esistenza di un fattore di contagio sociale per la disforia di genere sono estremamente convincenti – come ad esempio una scuola nel Regno Unito dove addirittura 17 studenti – molti dei quali sembra autistici – stanno cambiando il loro sesso. Come scrive la giornalista del National Post Barbara Kay: “In un caso da manuale, una quattordicenne nata femmina e tre delle sue amiche, anch’esse nate femmine, hanno dichiarato di voler cambiare sesso entro un anno dall’annuncio di una popolare allenatrice di essere una transessuale”. Il fatto che il fattore di contagio sociale colpisca soprattutto le ragazze potrebbe anche aiutare a spiegare l’incredibile aumento della disforia di genere tra le ragazze, come sopra osservato per le statistiche del Regno Unito.

Tuttavia, invece di esaminare con attenzione i dati e di prendere in esame un’ipotesi convincente, gli attivisti transessualisti sono partiti all’attacco, demonizzando i ricercatori che si sono occupati di questo studio, e liquidando così la possibilità stessa di un fattore sociale per la disforia di genere.

Il fatto è che i bambini che soffrono di disforia di genere sono le pedine inconsapevoli di una guerra ideologica. L’intera sinistra sociale ha fatto propria l’ideologia transessualista come passo logico successivo, nel suo tentativo di integrare i principi della rivoluzione sessuale nella società il più profondamente possibile. La rivoluzione sessuale ha dapprima sganciato la sessualità dalla riproduzione; e ora sgancia completamente la sessualità dalla biologia. Se il sesso e la sessualità sono pure costruzioni sociali, allora possono essere ricostruiti a piacimento. Niente è vietato. Se il transessualismo viene ampiamente accettato, i rivoluzionari sessuali possono rivendicare la loro vittoria finale. Ed essi lo sanno.

Essi ritengono che, se è necessario che bambini innocenti soffrano nel nome di questa ideologia, allora sia così. E soffrono. Il recente rapporto del CDC, ad esempio, dipinge un’immagine terribile di come si svolga la vita dei bambini affetti da disforia di genere. Il rapporto ha rilevato che tra gli adolescenti che dichiarano di essere transessuali un buon 35% di essi ha tentato il suicidio nel corso dell’ultimo anno; il 23,8% ha riferito di essere stato costretto ad avere rapporti sessuali; e il 26,4% ha raccontato di violenze fisiche durante gli incontri.

E questa è solo la punta dell’iceberg. Segnala il CDC (si noti che lo strano termine “cisgender”, in Italiano “cisessuale”, si riferisce alle persone che si “identificano” con il loro sesso biologico, cioè le persone sane e normali):

“Gli studenti transessuali avevano maggiori probabilità, rispetto agli studenti cisgender ad avere il primo rapporto sessuale prima dei 13 anni, [e] rapporti sessuali con quattro o più persone rispetto agli studenti cisgender…. Gli studenti transessuali avevano maggiore probabilità rispetto alle femmine cisgender ad aver fatto sesso (il 43,1% contro il 33,2%) e ad aver assunto alcol o droghe prima del loro ultimo rapporto sessuale (il 30,0% contro il 17,9%) …. Gli studenti transessuali avevano meno probabilità rispetto ai maschi cisgender e alle femmine cisgender di non essere mai stati testati per l’AIDS (il 70,0% contro rispettivamente il 87,4% e il 86,9%,) [Traduzione nostra].

Ovviamente, gli attivisti transessualisti interpretano immediatamente queste statistiche come prova dei danni provocati dal “bigottismo” anti-transessuale. Quindi, le loro convinzioni ideologiche preconcette sono impenetrabili alle prove. E invece di investire risorse nella ricerca e nella messa in atto di terapie psicologiche di buon senso per tentare di risolvere i problemi nascosti che potrebbero causare la disforia di genere, gli attivisti transessualisti spingono con entusiasmo bambini e adolescenti verso un’identità e uno stile di vita che porta con sé rischi gravissimi per il loro benessere fisico, psicologico e spirituale.

Come ha recentemente osservato un giornalista, il transessualismo equivale a una forma di “illusione di massa” e avrà fine solo “quando un numero sufficiente di persone semplicemente si rifiuterà di prestarsi al gioco”. Osserva Jonathon van Maren:

“Questa non è la prima volta nella storia che un’illusione di massa ha travolto una civiltà, ma è indubbiamente il caso più grave. Donne anziane e giovani madri sono maltrattate dalla polizia per aver insistito sul fatto che i maschi biologici sono maschi. I nuovi generi si moltiplicano quasi ogni settimana (e non riesco a trovare una sola persona che riesca ad elencarne più di una mezza dozzina degli oltre cinquanta che apparentemente ne esisterebbero oggi). Donne che possono avere il pene. Uomini che possono rimanere incinti. I bambini dovrebbero essere presi in parola se sono confusi sul loro genere”.

Van Maren conclude con questo avvertimento: “se l’apatia che spesso delimita la nostra cultura politica regna sovrana e la maggior parte delle persone cerca semplicemente di ignorare gli attivisti del transessualismo mentre colonizzano le nostre scuole e indottrinano i nostri figli, allora vedremo una generazione veramente radicale e molto danneggiata insorgere per proclamare la morte del buon senso – e annunciare la fine della civiltà occidentale” [Traduzione nostra].

Jonathon ha ragione. Gli attivisti estremisti transessualisti intimidiscono e umiliano i comuni cittadini pretendendo che essi accettino un’ideologia verso cui la maggior parte delle persone si sente intuitivamente e profondamente a disagio. E stanno lavorando, intensamente e assiduamente, per reclutare e arruolare il potere legislativo e delle forze dell’ordine per rendere il dissenso illegale e punibile. Non possiamo lasciarli fare. La vita dei nostri figli e il futuro della nostra società dipendono da questo.

Presidente di Human Life International (HLI)
Don Shenan Boquet, Presidente di Human Life International (HLI)

 

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