Il Regno Unito respinge la teoria del gender

Di Don Shenan J. Boquet

(Originale in inglese: www.hli.org )

“Ridefinire il concetto di sesso per includere le preferenze sessuali soggettive di una persona è fondamentalmente sbagliato, ciò porterà inevitabilmente ad un’ulteriore confusione riguardo le definizioni di matrimonio e famiglia, minando le fondamenta stesse della società civile”.

― Dott. Steven White, presidente del Comitato per la politica sanitaria della CMA (Associazione Medici Cattolici, N.d.T.)

Sebbene a volte sembri difficile trovare buone notizie nella nostra cultura sempre più folle, c’è un ambito in cui sembra che gli estremisti del sociale si siano spinti troppo oltre e stiano subendo una reazione negativa attesa da tempo: il tema del transgenderismo.

Negli ultimi quindici anni circa, abbiamo visto il transgenderismo passare da qualcosa che era solo oggetto di riflessione di una piccola minoranza di rivoluzionari della sessualità a qualcosa che viene comunemente insegnato nelle nostre aule scolastiche e decantato sui cartelloni pubblicitari e nelle strade.

Una delle conseguenze peggiori di questo fenomeno è che gran parte del lavoro svolto per perseguire un femminismo autentico sta venendo meno.

Per decenni, le attiviste femministe hanno lottato per il diritto delle donne di sentirsi al sicuro negli spazi pubblici e per che gli autori di abusi fossero perseguiti con il massimo rigore della legge. Ora ci ritroviamo nel Paese delle Meraviglie di Alice, dove molte di quelle stesse femministe sono scese in piazza per rivendicare il diritto degli uomini biologici di accedere a loro piacimento agli spazi femminili più intimi.

Con la diffusione del disturbo mentale della disforia di genere, alimentato senza dubbio in parte dall’incessante propaganda nelle nostre scuole e nei media, stanno emergendo sempre più storie di uomini biologici che entrano nei camerini e nei bagni delle donne e dichiarano il loro “diritto” di farlo senza essere contestati.

Gli abusi nel transgenderismo

Uno dei casi peggiori che mi viene in mente riguarda un rifugio per vittime di stupro a Vancouver, in Canada. La città di Vancouver ha tagliato i fondi a questa struttura a causa di una presunta “discriminazione” dovuta al rifiuto di ammettere “donne transgender” (cioè uomini biologici che fingono di essere donne) nella struttura.

Immaginate, per un momento, di essere una donna che ha subito una delle violenze più traumatiche possibili, per mano di un uomo, e di essere costretta a partecipare a sedute di terapia, o addirittura a condividere gli alloggi, con degli uomini!

Ci sono molte, molte altre storie come questa. Un genere che lascia increduli riguarda i detenuti maschi che affermano di essere donne per poter essere trasferiti nelle carceri femminili, più confortevoli, dove continuano ad abusare delle detenute.

Un araldo della voce della ragione dal Regno Unito

La buona notizia è che sempre più persone di buon senso si stanno alzando e stanno dicendo “basta!”.

Un caso recentemente portato davanti alla Corte Suprema del Regno Unito è stato sollevato da un gruppo chiamato For Women Scotland. Hanno presentato la loro denuncia dopo che il governo scozzese ha imposto l’inclusione di uomini biologici che “si identificano” come donne nelle quote di genere femminile per i Consigli di amministrazione del settore pubblico.

Il caso è arrivato alla Corte Suprema nazionale, che si è pronunciata decisamente a favore delle preoccupazioni di For Women Scotland. Anche la BBC sembrava sorpresa dal modo in cui la disposizione ha respinto con forza le ideologie transgender.

Come riportato dalla BBC, la decisione “fornisce una chiarezza molto maggiore di quanto molti si aspettassero”. Il rapporto della BBC continua:

I giudici hanno stabilito che, quando il termine “donna” è utilizzato nell’ Equality Act, si riferisce a una donna biologica, e “sesso” significa sesso biologico.

Inoltre, chiarisce che, se uno spazio o un servizio è designato come riservato alle donne, una persona nata maschio ma che si identifica come donna non ha il diritto di utilizzare tale spazio o servizio.

I giudici della Corte Suprema hanno sostenuto che questa era l’unica interpretazione coerente e logica.

Infatti! È importante notare che l’Equality Act è la stessa legge che è stata utilizzata per costringere le organizzazioni a seguire l’ideologia socialmente progressista del nostro tempo. In questo caso, tuttavia, i tentativi dei radicali di utilizzare la legge per promuovere il transgenderismo sono stati respinti con forza.

Inizia una battaglia

Naturalmente, gli attivisti transgender non accetteranno questa sentenza senza reagire. Un giudice britannico, che si identifica come transgender, ha già presentato ricorso contro la sentenza, che sarà esaminato dalla Corte europea dei diritti dell’uomo.

Purtroppo, come abbiamo visto in passato, le organizzazioni multinazionali, che sono molto lontane dalle giurisdizioni che controllano, sono spesso popolate da attivisti liberali. In passato, la Corte europea dei diritti dell’uomo non si è tirata indietro dal revocare unilateralmente le leggi a favore della vita e della famiglia dei singoli paesi membri dell’UE. Speriamo e preghiamo che in questo caso la Corte rispetti la decisione della Corte Suprema del Regno Unito.

Nel frattempo, è positivo sentire The Guardian riferire che la decisione «ha scosso profondamente la comunità transgender del Regno Unito e ha lasciato molte aziende e servizi senza le idee chiare su quali servizi dovrebbero offrire».

La risposta a questa domanda è, ovviamente, molto chiara: offrire servizi nello stesso modo in cui le aziende li hanno offerti per innumerevoli secoli, cioè, separati in base al sesso biologico.

La verità deve prevalere

È molto importante comprendere cosa stia succedendo con questi tentativi di introdurre il transgenderismo in ogni angolo della nostra società.

Forse avete sentito il termine “gaslighting”. È un’espressione colloquiale che si riferisce a quando qualcuno manipola deliberatamente una persona e cerca di convincerla che è lei a essere mentalmente squilibrata.

Il transgenderismo è uno dei tentativi di gaslighting più riusciti a livello sociale. Ad esempio, è ormai normale leggere sui giornali, nei resoconti di certi crimini, l’espressione (e vi prego di scusare il linguaggio) “her penis” (usando l’aggettivo possessivo “suo” declinato al femminile, N.d.T.). È difficile capire come un giornalista o un redattore possa scrivere una cosa del genere senza vergognarsi.

Il transgenderismo, in definitiva, è un attacco alla nostra capacità di comprendere la realtà così com’è. In molti casi, determinare la verità può essere un compito difficile. Ma quando si tratta della natura del sesso biologico, non è affatto difficile. I biologi hanno sempre saputo che il sesso è binario. Sebbene esista una piccolissima minoranza di casi in cui il sesso di una persona è indeterminato a causa di anomalie cromosomiche, il restante 99,99% dei casi non ammette alcuna incertezza.

La scienza biologica conferma in modo inequivocabile l’affermazione contenuta nel Libro della Genesi: «Maschio e femmina li creò» (Gen 1, 27). «Pensare di avere il potere di diventare quello che non siamo stati creati di essere – che io possa diventare una donna o che una donna possa diventare un uomo – è qualcosa che fa Dio, non noi», spiega l’arcivescovo emerito Charles Chaput di Filadelfia.

La differenza sessuale non è un caso o un difetto, è un dono di Dio. Distorcere la propria mente al punto che questa affermazione così evidente, cioè che Dio ha creato ogni persona maschio o femmina, non sembra più evidente, è sicuramente una forma estrema di follia.

Papa Francesco sull’ideologia di genere

È tragico che l’uomo moderno sia arrivato in qualche modo a considerare il nostro sesso biologico non come un dono da ricevere con gratitudine, ma piuttosto come un vincolo, da rifiutare completamente se lo si desidera.

Come ha spesso affermato Papa Francesco nei suoi commenti su questo argomento, la differenziazione sessuale è fonte di gran parte di ciò che rende la vita bella e interessante. In un discorso, ha definito l’ideologia di genere «brutta ideologia del nostro tempo, che cancella le differenze e rende tutto uguale». Ha aggiunto che «cancellare la differenza è cancellare l’umanità».

In un mondo sano, ha aggiunto, «Uomo e donna … stanno in una feconda “tensione”».

Il Santo Padre ha affrontato questo difficile argomento anche nella sua enciclica Laudato Si’, dove ha scritto:

«L’accettazione del proprio corpo come dono di Dio è necessaria per accogliere e accettare il mondo intero come dono del Padre e casa comune; invece una logica di dominio sul proprio corpo si trasforma in una logica a volte sottile di dominio sul creato. Imparare ad accogliere il proprio corpo, ad averne cura e a rispettare i suoi significati è essenziale per una vera ecologia umana.” (n. 155).

La Chiesa come pilastro della verità

In questo tempo di confusione, il ruolo della Chiesa è chiaro: deve aiutare le persone a scoprire la loro vera identità di figli di Dio, piuttosto che sostenerle nel tentativo disordinato di rifiutare la loro innegabile identità biologica.

Purtroppo, nel nostro mondo decaduto, proviamo un senso di disgregazione, che comporta tensioni interiori tra la nostra ragione, la nostra volontà e i nostri desideri. Coloro che soffrono di disforia di genere devono essere avvicinati con profonda compassione. Per molti di loro, l’esperienza della confusione di genere è fonte di grande sofferenza.

Tuttavia, le istituzioni e i programmi cattolici non possono sostenere la teoria dell’identità di genere né consentire alcuna forma di transizione di genere. Non dovrebbe essere necessario dirlo, ma la castrazione chimica, la sterilizzazione e la mutilazione del corpo non sono cure mediche. La Chiesa, quindi, deve continuare a dire la verità con carità.

Fortunatamente, ci sono molti esempi di leader della Chiesa che fanno proprio questo. Come cattolici, non mancano le risorse per aiutarci ad affrontare questo tema complesso.

Diversi anni fa, il vescovo Michael Burbidge di Arlington, Virginia (la diocesi in cui risiedo attualmente), ha pubblicato una lettera pastorale dedicata a questo tema, che vale la pena leggere. Vorrei anche segnalare il trattamento di questo tema pubblicato dalla Catholic Medical Association, che spiega in modo eccellente la negligenza medica coinvolta nel cosiddetto “trattamento” transgender.

Nel frattempo, sono grato che, come la Corte Suprema del Regno Unito, sempre più persone e istituzioni stiano riconoscendo la saggezza perenne che la Chiesa ha sempre insegnato e stiano respingendo la marea dell’ideologia di genere.

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