Il cuore del Padre: guarire le ferite di una generazione senza padre

Di Don Shenan J. Boquet

(Originale in inglese: www.hli.org )

“Come l’esperienza insegna, l’assenza del padre provoca squilibri psicologici e morali e difficoltà notevoli nelle relazioni familiari, come pure, in circostanze opposte, la presenza oppressiva del padre, specialmente là dove e ancora in atto il fenomeno del «machismo», ossia della superiorità abusiva delle prerogative maschili che umiliano la donna e inibiscono lo sviluppo di sane relazioni familiari” (Papa San Giovanni Paolo II Familiaris consortio).

Pochi giorni fa, Papa Leone XIV si è rivolto a un gruppo di esperti riuniti per discutere il tema dell’evangelizzazione nel contesto della famiglia. “Il nostro è un tempo caratterizzato da una crescente ricerca di spiritualità, riscontrabile soprattutto nei giovani, desiderosi di relazioni autentiche e di maestri di vita”.

Ha poi aggiunto:

La profonda sete di infinito presente nel cuore di ogni essere umano fa sì che i genitori abbiano il dovere di sensibilizzare i figli alla paternità di Dio. Con le parole di sant’Agostino: “Come abbiamo in te, Signore, come abbiamo la sorgente della vita in te, alla tua luce vedremo” (Confessioni, XIII, 16).

Ci si potrebbe chiedere: perché la paternità di Dio, in particolare, è un attributo di cui i genitori hanno bisogno per parlare ai figli di Dio?

Ci sono molti modi per rispondere a questa domanda. Ma forse il modo più facile è semplicemente quello di guardare ai modi in cui l’assenza dipadri terreni influisce così drasticamente sugli orfani, per rendersi conto che l’enorme influenza che i padri biologici esercitano sulla salute fisica, mentale e spirituale della loro prole, è la stessa che Dio Padre esercita sui Suoi amati figli, ma in misura sovrabbondante.

Se l’assenza di un padre terreno può influire così profondamente sulla vita dei figli, quanto più il non conoscere e non dimorare nella paternità di Dio Padre li influenzerà negativamente?

Don Shenan J. Boquet
Don Shenan J. Boquet Presidente di Human Life International

La tragedia dell’assenza del padre

Come ha osservato il nostro Santo Padre, i giovani di oggi sono alla ricerca di “relazioni autentiche e guide nella vita”. Tragicamente, le statistiche mostrano che i giovani si sentono sempre più isolati, soli e confusi, privi della sicurezza di relazioni profonde e di guide, e ciò comincia proprio in famiglia.

Come evidenzia l’American Psychological Association in un recente rapporto, “Nei 10 anni precedenti la pandemia, i sentimenti di persistente tristezza e disperazione, così come i pensieri e i comportamenti suicidi, sono aumentati di circa il 40% tra i giovani”. Purtroppo, i dati parlano chiaramente del fatto che le cose sono solo peggiorate dopo la pandemia.

Ci sono, senza dubbio, molte ragioni per questo declino della salute mentale: l’ascesa dei social media, la paura e l’incertezza vissute durante la pandemia, l’aumento della polarizzazione politica, ecc. Tuttavia, avendo appena celebrato la Festa del Papà, vale la pena ricordarci di una delle scoperte più certe e consolidate delle scienze sociali, ovvero che l’assenza della paternità è un segno premonitore costante e sicuro di futuri problemi psicologici dei bambini.

Come ha affermato uno studio del 2022, l’assenza del padre “era fortemente associata a un aumento delle probabilità di depressione della prole e a maggiori sintomi depressivi all’età di 24 anni”. Come ha osservato lo studio, questo è particolarmente vero nel caso delle ragazze, che sembrano essere ancora più inclini a soffrire di depressione e ansia nei casi in cui il padre è stato assente, rispetto ai ragazzi.

La correlazione tra problemi psicologici nelle ragazze e l’assenza dei loro padri sembra particolarmente pertinente alla luce del fatto che nell’ultimo decennio e mezzo la salute mentale delle ragazze è peggiorata a un ritmo molto più rapido di quella dei ragazzi. Come riassume un rapporto della PBS, “nel 2021, il 57% delle ragazze delle scuole superiori ha riferito di aver sperimentato ‘sentimenti persistenti di tristezza o disperazione nell’ultimo anno’, rispetto al 36% del 2011. Si tratta di una percentuale quasi doppia rispetto al 29% dei maschi che hanno riferito di aver provato queste sensazioni nel 2021”.

I padri, pilastri forti e stabili

Anche se se ne parla troppo raramente, una delle scoperte più comprovate delle scienze sociali negli ultimi decenni è quanto sia dannoso il divorzio per i bambini, in quasi tutti gli ambiti.

La gravità dei risultati è tale che si potrebbe pensare che la nostra società si stia impegnando con grande energia nella ricerca di soluzioni per porre fine alla disgregazione della famiglia, come incentivare la fedeltà coniugale e scoraggiare il divorzio. Purtroppo, però, viviamo in un mondo che tiene in gran conto la cosiddetta “libertà di scelta”, non solo nel caso dell’aborto, ma in tutti gli ambiti esistenziali.

Il problema con questo “diritto di scegliere” elevato a valore supremo, tuttavia, è che si trascura il fatto che, in quanto creature sociali, siamo tutti profondamente interconnessi. Ciò che scegliamo di fare può avere un impatto che va ben oltre il nostro ego. Ciò è particolarmente vero per i genitori, la cui vita “privata” piena di amore può esercitare effetti profondissimi sui figli.

Le tragiche conseguenze di una tale perdita

Non è difficile immaginare perché i bambini potrebbero mostrare così facilmente problemi psicologici se i loro padri sono assenti. Come sa ogni bambino che è cresciuto con un padre buono, amorevole e forte, un padre può dare quel senso di sicurezza e protezione che nessun altro può dare.

Sì, madri forti e insegnanti decisi, o altri esempi di autorità, possono essere immensamente preziosi per i bambini e possono persino compensare alcune delle mancanze patite quando il padre non c’è. Tuttavia, c’è un profondo senso di sicurezza che deriva dal sapere che il papà è lì, che protegge la casa, che provvede alla famiglia e che incoraggia un bambino quando il gioco si fa duro.

Al suo meglio, la paternità combina forza, coraggio, dedizione e umiltà al servizio della famiglia e della società. I padri sono chiamati a custodire la famiglia, lavorare umilmente, amare la moglie e proteggere i figli. Insieme alle loro mogli e ai loro figli, essi sono pellegrini sull’arduo cammino della santità, avanzando con la ferma determinazione di amare e aiutare coloro che sono sotto la loro responsabilità a fiorire in un autentico sviluppo umano. Così facendo, sono d’aiuto nella trasformazione del mondo.

L’assenza di un padre nella vita di un figlio è causa spesso della mancanza di punti di riferimento forti e concreti, della sfiducia in sé stessi, di disturbi dell’identità sessuale, di difficoltà nell’essere figli, ecc. Essa ha anche prodotto un aumento dei problemi di dipendenza e di comportamenti compulsivi, la perdita del senso del limite, l’incremento della violenza, percorsi scolastici e formativi notevolmente peggiori e molto altro ancora.

La guerra alla paternità

In un mondo in cui i bambini sono esposti a così tante influenze contrastanti, in particolare nella cultura veicolata da Internet, che in modo particolare svilisce la dignità e il valore delle donne, c’è più che mai bisogno di padri forti.

Purtroppo, gli attacchi all’autentica paternità nella nostra società sono profondi, perniciosi e di vasta portata.

In molti casi, essi iniziano molto prima che un ragazzo stia anche solo pensando a questioni importanti come il matrimonio, il diventare genitori o la propria identità. Gli attacchi alla paternità cominciano con i messaggi della televisione o dei film, i quali suggeriscono che i padri sono per lo più pietre d’inciampo per i loro figli, rappresentanti di un potere arbitrario e repressivo, la cui autorità si deve abbandonare se si vuole sviluppare il proprio “autentico” io.

Iniziano con gli slogan che si leggono sui cartelloni pubblicitari o nei social media, i quali insinuano che il tipo di rapporto che gli uomini hanno, e dovrebbero avere con le donne, è quello di un consumatore, che cerca di ottenere il massimo grado di piacere e soddisfazione personale dal maggior numero di donne possibile.

Iniziano con i commenti sprezzanti di persone ideologizzate, secondo le quali che gli uomini hanno il dovere di coltivare una personalità debole e fiacca, per timore che la loro “mascolinità tossica” causi involontariamente danni agli altri.

Iniziano quando i ragazzi si imbattono negli esponenti di quell’universo maschile, i quali, dal momento che gli uomini nella cultura odierna vengono sminuiti sempre di più, sussurrano alle loro orecchie il sinistro messaggio che, dovrebbero ribellarsi ed esercitare la loro forza al massimo grado, dimostrare la loro mascolinità prendendo il più possibile, sotto forma di sesso, denaro e potere.

Inevitabilmente, per la stragrande maggioranza dei ragazzi, si continua con i messaggi veicolati dal diluvio di pornografia, nella quale prima o poi si imbatteranno, che insegna loro che la sessualità ha a che vedere con la dominazione, e in molti casi con una dominazione violenta e degradante.

Ed è così che, con così tanti messaggi contrastanti e senza modelli di ruolo forti su cui modellare le loro vite, i nostri ragazzi sono combattuti tra gli estremi: dalle femministe più accanite che li riprendono con asprezza per reprimere nella loro personalità qualsiasi aspetto tipicamente maschile, ai maschilisti, che li esortano ad abbracciare la loro “mascolinità tossica” senza scuse.

E nel caos di questo scontro, si perde l’autentica comprensione della paternità.

Esortare tutti i padri alla grandezza

Uno dei testi classici sull’amore coniugale si trova nella Lettera agli Efesini di San Paolo. In quella lettera, San Paolo sprona gli uomini al più alto livello di grandezza modellando il loro comportamento sull’amore di Cristo stesso.

“Mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato sé stesso per lei per santificarla”, esorta i suoi lettori, “purificandola con il lavacro d’acqua della parola, per presentarsi la Chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga né alcunché di simile, perché sia santa e senza macchia” (Ef. 5,25-29).

Purtroppo, troppi lettori moderni si fissano solo sulla parte immediatamente precedente del testo, in cui San Paolo esorta le mogli ad essere “sottomesse” ai loro mariti. Tuttavia, non potrebbe essere più chiaro che questa sottomissione non è semplicemente subordinazione, ma deve essere letta nel contesto della logica dell’amore. Nella logica dell’amore, l'”autorità” del marito si esprime nel servizio alla moglie e ai figli.

Il modello di questo tipo di “autorità” è Cristo stesso, che si è chinato a lavare i piedi dei suoi discepoli nell’Ultima Cena, anche se la Sua dignità e la Sua potenza superavano di gran lunga le loro: che alla fine ha dato la sua stessa vita per amore dei suoi discepoli e del mondo intero. Questo è il tipo di “autorità” che un padre dovrebbe esercitare in una casa: non un’autorità di potere, ma di servizio, fino al punto di morire.

Per raggiungere questo obiettivo, tuttavia, un uomo deve essere istruito ed educato fin dalla più tenera età a incanalare le sue forze virili per diventare una persona servizievole fino al sacrificio di sé. Invece, come notato sopra, addestriamo i nostri ragazzi a temere la loro forza, o a dare ad essa libero sfogo, incuranti delle conseguenze.

Come ha scritto Papa San Giovanni Paolo II in Familiaris consortio:

Rivelando e rivivendo sulla terra la paternità stessa di Dio, l’uomo è chiamato ad assicurare lo sviluppo armonioso e solidale di tutti i membri della famiglia: egli adempirà questo compito esercitando una generosa responsabilità per la vita concepita sotto il cuore della madre, con un più sollecito impegno educativo,  un compito che egli condivide con la moglie, con un lavoro che non è mai causa di divisione nella famiglia, ma ne promuove l’unità e la stabilità, e attraverso la testimonianza di una vita cristiana adulta che introduce efficacemente i figli nell’esperienza viva di Cristo e della Chiesa (n. 25).

Formare padri per il futuro

Come ha detto Papa Leone XIV nelle sue osservazioni citate all’inizio di questo articolo, la nostra cultura è una cultura assetata di relazioni profonde e significative; i nostri giovani sono affamati di sostegno e guida.

Troppo spesso, ahimè, il sostegno, la guida e l’amore che i nostri giovani meritano, non li ricevono dai loro padri terreni. Di conseguenza, spesso trovano difficile persino concepire un Padre Celeste amorevole. Tale è il potere dei padri terreni, che i loro successi e fallimenti come padri possono influenzare il modo in cui i loro figli concepiscono Dio!

Detto questo, dobbiamo riconoscere che in molti casi anche questi padri sono state vittime, sia di messaggi tossici della nostra cultura sulla mascolinità e sulla paternità, sia dell’assenza o dei fallimenti dei loro stessi padri. Senza modelli di comportamento forti nella loro vita, e senza mai sperimentare personalmente l’amore incondizionato e incoraggiante di un padre terreno, si trovano smarriti di fronte alle profonde responsabilità che la paternità comporta.

In questi casi, la guarigione è sempre possibile. Per molti uomini, la guarigione è stata trovata instaurando un’autentica relazione con il loro Padre Celeste. Pregando con la Sacra Scrittura, o elevando il cuore e la mente nella preghiera, chiedendo Dio Padre di donare loro la forza mancante, si trovano ricolmati delle grazie necessarie per affrontare con coraggio le sfide della paternità.

San Giuseppe il Guaritore

Un altro percorso di guarigione, per molti uomini, è stato quello di rivolgersi a San Giuseppe come modello e guida. A volte, Dio Padre, eterno e immutabile in cielo, può essere erroneamente percepito come lontano dai problemi e dai dolori di questa vita. Tuttavia, San Giuseppe conosceva tutte le difficoltà del duro lavoro, della povertà e dell’incertezza. Conosceva l’ansia di dover proteggere una Madre e un Figlio nelle peggiori circostanze, cioè quando uomini potenti e malvagi cercavano di ucciderli entrambi.

Eppure, San Giuseppe ha sempre compiuto il suo dovere, rispondendo immediatamente ai suggerimenti della Grazia. E come tanti padri eroici, San Giuseppe lo ha sempre fatto senza attirare l’attenzione su di sé. San Giuseppe non parla nei Vangeli, eppure è stato elevato alla posizione più alta tra i santi, secondo solo alla Beata Vergine Maria stessa. Non ha avuto bisogno di dire molte parole per insegnarci le grandi profondità della santità; piuttosto, ci ha insegnato attraverso le azioni della sua vita.

Questa è la natura della vera paternità: un servizio, in cui un uomo si prodiga per il bene di coloro che sono affidati alle sue cure. Questa paternità combina in perfetta armonia la forza con la misericordia, l’amore con la giustizia, il coraggio con la compassione e l’azione con la contemplazione. Questa è la paternità di cui tanti nella nostra cultura hanno sete.

Preghiamo per tutti i padri, compresi i nostri padri spirituali, i sacerdoti, i vescovi e il Papa; Preghiamo anche per tutti coloro che sono stati derubati dell’esperienza della vera paternità, perché il loro cuore sia guarito. Possano trovare nell’abbraccio amorevole di Dio Padre l’esperienza della paternità della quale hanno bisogno per affrontare le sfide di questa vita, nella sicura convinzione di essere amati incondizionatamente da un Padre che, come il padre del figliol prodigo, sarà sempre lì con la mano tesa per rialzarli dalla loro vergogna o dai loro fallimenti, e quindi restituisca loro il senso della loro somma dignità.

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