Giornata Nazionale per la Vita 2021: Libertà e vita

Di Serenella Verduchi

Domenica 7, come ogni prima domenica di febbraio, si celebra la Giornata Nazionale per la Vita. Quest’anno sarà la 43a, la prima fu nel 1978 poco prima dell’approvazione dell’infausta legge 194 con cui venne depenalizzato l’aborto in Italia[1].

Perché è importante la Giornata Nazionale per la Vita? E qual è lo scopo di questa giornata? Come scrisse il 19 dicembre 1978 l’allora segretario generale della CEI, mons. Maverna[2], nel giorno in cui nacque formalmente questa iniziativa, “scopo di tale «Giornata» è di educare all’accoglienza della vita e di combattere l’aborto e ogni forma di violenza esistente nella società contemporanea”.

Da quel 1978, gli attacchi e gli oltraggi alla dignità e alla stessa vita umana si sono moltiplicati: pensiamo all’eutanasia, all’aborto farmacologico, all’utero in affitto, alla sperimentazione e alla crioconservazione degli embrioni umani, ecc. In nome di un distorto concetto di libertà, che tutto permette e tollera assecondando ogni “desiderio” dell’individuo, si vogliono far passare per “diritti” degli attentati alla dignità e alla vita stessa dell’essere umano.

In un discorso del 2007, Benedetto XVI a proposito di diritti umani affermò: “Il diritto umano fondamentale, il presupposto per tutti gli altri diritti, è il diritto alla vita stessa. Ciò vale per la vita dal concepimento sino alla sua fine naturale. L’aborto, di conseguenza, non può essere un diritto umano – è il suo contrario. È una “profonda ferita sociale””.[3]

Nello stesso discorso Benedetto XVI pose l’attenzione sui problemi etici che riguardavano la fine della vita: “Una grande preoccupazione costituisce per me anche il dibattito sul cosiddetto “attivo aiuto a morire”. C’è da temere che un giorno possa essere esercitata una pressione non dichiarata o anche esplicita sulle persone gravemente malate o anziane, perché chiedano la morte o se la diano da sé. La risposta giusta alla sofferenza alla fine della vita è un’attenzione amorevole, l’accompagnamento verso la morte – in particolare anche con l’aiuto della medicina palliativa – e non un “attivo aiuto a morire”.[4]

Parole che toccano tematiche di fondamentale importanza, di cui si sente parlare sempre da un punto di vista che non tutela e valorizza la vita, ma che fa emergere solo un presunto “diritto” al triste e solitario individualismo.

Riportiamo, qui di seguito, il messaggio della Conferenza Episcopale Italiana, che quest’anno pone l’accento proprio sul concetto di libertà in riferimento al rispetto della vita umana. 

MESSAGGIO PER LA 43a GIORNATA NAZIONALE PER LA VITA

7 febbraio 2021

LIBERTÀ E VITA

La pandemia ci ha fatto sperimentare in maniera inattesa e drammatica la limitazione delle libertà personali e comunitarie, portandoci a riflettere sul senso profondo della libertà in rapporto alla vita di tutti: bambini e anziani, giovani e adulti, nascituri e persone in fin di vita. Nelle settimane di forzato lockdown quante privazioni abbiamo sofferto, specie in termini di rapporti sociali! Nel contempo, quanta reciprocità abbiamo respirato, a riprova che la tutela della salute richiede l’impegno e la partecipazione di ciascuno; quanta cultura della prossimità, quanta vita donata per far fronte comune all’emergenza!

Qual è il senso della libertà? Qual è il suo significato sociale, politico e religioso? Si è liberi in partenza o lo si diventa con scelte che costruiscono legami liberi e responsabili tra persone? Con la libertà che Dio ci ha donato, quale società vogliamo costruire?

Sono domande che in certe stagioni della vita interpellano ognuno di noi, mentre torna alla mente il messaggio chiaro del Vangelo: “Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi” (Gv 8,31-32). I discepoli di Gesù sanno che la libertà si può perdere, fino a trasformarsi in catene: “Cristo ci ha liberati – afferma san Paolo – perché restassimo liberi; state saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù” (Gal 5,1).

Una libertà a servizio della vita

La Giornata per la Vita 2021 vuol essere un’occasione preziosa per sensibilizzare tutti al valore dell’autentica libertà, nella prospettiva di un suo esercizio a servizio della vita: la libertà non è il fine, ma lo “strumento” per raggiungere il bene proprio e degli altri, un bene strettamente interconnesso.

 A ben pensarci, la vera questione umana non è la libertà, ma l’uso di essa. La libertà può distruggere se stessa: si può perdere! Una cultura pervasa di diritti individuali assolutizzati rende ciechi e deforma la percezione della realtà, genera egoismi e derive abortive ed eutanasiche, interventi indiscriminati sul corpo umano, sui rapporti sociali e sull’ambiente. Del resto, la libertà del singolo che si ripiega su di sé diventa chiusura e violenza nei confronti dell’altro. Un uso individualistico della libertà porta, infatti, a strumentalizzare e a rompere le relazioni, distrugge la “casa comune”, rende insostenibile la vita, costruisce case in cui non c’è spazio per la vita nascente, moltiplica solitudini in dimore abitate sempre più da animali ma non da persone. Papa Francesco ci ricorda che l’amore è la vera libertà perché distacca dal possesso, ricostruisce le relazioni, sa accogliere e valorizzare il prossimo, trasforma in dono gioioso ogni fatica e rende capaci di comunione (cfr. Udienza 12 settembre 2018).

 Responsabilità e felicità

Il binomio “libertà e vita” è inscindibile. Costituisce un’alleanza feconda e lieta, che Dio ha impresso nell’animo umano per consentirgli di essere davvero felice. Senza il dono della libertà l’umanità non sarebbe se stessa, né potrebbe dirsi autenticamente legata a Colui che l’ha creata; senza il dono della vita non avremmo la possibilità di lasciare una traccia di bellezza in questo mondo, di cambiare l’esistente, di migliorare la situazione in cui si nasce e cresce. L’asse che unisce la libertà e la vita è la responsabilità. Essa è la misura, anzi il laboratorio che fonde insieme le virtù della giustizia e della prudenza, della fortezza e della temperanza. La responsabilità è disponibilità all’altro e alla speranza, è apertura all’Altro e alla felicità. Responsabilità significa andare oltre la propria libertà per accogliere nel proprio orizzonte la vita di altre persone. Senza responsabilità, libertà e vita sono destinate a entrare in conflitto tra loro; rimangono, comunque, incapaci di esprimersi pienamente.

Dire “sì” alla vita è il compimento di una libertà che può cambiare la storia. Ogni uomo merita di nascere e di esistere. Ogni essere umano possiede, fin dal concepimento, un potenziale di bene e di bello che aspetta di essere espresso e trasformato in atto concreto; un potenziale unico e irripetibile, non cedibile. Solo considerando la “persona” come “fine ultimo” sarà possibile rigenerare l’orizzonte sociale ed economico, politico e culturale, antropologico, educativo e mediale. L’esercizio pieno della libertà richiede la Verità: se desideriamo servire la vita con vera libertà occorre che i cristiani e tutti gli uomini di buona volontà s’impegnino a conoscere e far conoscere la Verità che sola ci rende liberi veramente. Così potremo accogliere con gioia “ogni vita umana, unica e irripetibile, che vale per se stessa, costituisce un valore inestimabile (Papa Francesco, 25 marzo 2020, a 25 anni dall’Evangelium vitae). Gli uomini e le donne veramente liberi fanno proprio l’invito del Magistero: “Rispetta, difendi, ama e servi la vita, ogni vita, ogni vita umana! Solo su questa strada troverai giustizia, sviluppo, libertà, pace e felicità!”.

Roma, 23 settembre 2020

IL CONSIGLIO EPISCOPALE PERMANENTE

DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA


[1] Vedi pure «Giornata in difesa della vita»: educare all’accoglienza della vita  http://www.vitaumanainternazionale.org/2020/01/31/giornata-difesa-della-vita-educare-allaccoglienza-della-vita/

[2] Giornata in difesa della vita https://www.chiesacattolica.it/documenti-segreteria/giornata-in-difesa-della-vita/ consultato il 5 febbraio 2021.

[3] Incontro con le Autorità e con il Corpo Diplomatico Discorso Di Sua Santità Benedetto XVI, Vienna, 2007.

[4] Ibidem.

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