#MeToo: una risposta cattolica

Di Ashley Sheridan Fox (Fonte: truthandcharityforum.org)

L’hashtag #MeToo è diventato virale a partire da domenica scorsa (15 ottobre 2017, N.d.T.). Twitter ha riportato che martedì è stato utilizzato 825.000 volte. In meno di 24 ore, Facebook ha dichiarato che “si sono attivate 4,7 milioni di persone in tutto il mondo” tra le quali “oltre il 45% degli utenti negli Stati Uniti” hanno amici che hanno usato l’hashtag. Non posso fare a meno di pensare al grido di battaglia di Mel Gibson nel film, Il Patriota: “Libertà!”. Come Alice che scappa dalla Regina di Cuori, però, dobbiamo impegnarci per conservare la testa sul collo.

Papa Giovanni Paolo II ha dichiarato nella sua enciclica, Evangelium Vitae:

“Nella svolta culturale a favore della vita le donne hanno uno spazio di pensiero e di azione singolare e forse determinante: tocca a loro di farsi promotrici di un «nuovo femminismo» che, senza cadere nella tentazione di rincorrere modelli «maschilisti», sappia riconoscere ed esprimere il vero genio femminile in tutte le manifestazioni della convivenza civile, operando per il superamento di ogni forma di discriminazione, di violenza e di sfruttamento” (Papa San Giovanni Paolo II Evangelium Vitae 99).

Egli deduce che, se una società aumenta il suo sostegno alla vita, ridurrà la discriminazione, la violenza e lo sfruttamento dalla “dominazione maschilista”, la stessa origine dalla quale esplode il grido di battaglia di #MeToo.

Tre rivoluzioni femminili

Durante il secolo scorso ci sono state tre rivoluzioni femminili che, traendo impulso una dall’altra, si sono imposte nella nostra cultura. Due erano necessarie e la terza ha portato alla morte.

Nella prima rivoluzione femminile le donne hanno combattuto per il diritto di voto. Hanno dimostrato di essere le uguali controparti degli uomini. Nella seconda, le donne si sono battute per il diritto al lavoro, in ultima analisi, permettendomi oggi di essere una donna in carriera. Nella terza, le donne si sono impegnate per il diritto di imitare fisicamente gli uomini attraverso l’uso dei metodi contraccettivi.

La contraccezione ha permesso ai loro corpi di donne di comportarsi dopo un rapporto sessuale come uomini. È efficace solo al 99%, quindi alcune donne rimangono incinta. Dal momento che l’aborto è stato legalizzato, oltre 60 milioni di bambini sono stati abortiti, e questo è ancora un altro mezzo utilizzato per fa sì che il sesso non abbia “conseguenze”.

Dott.ssa Ashley Sheridan Fox
Dott.ssa Ashley Sheridan Fox

La profezia di #MeToo

Il Papa San Paolo VI aveva profetizzato l’hashtag #MeToo nella sua enciclica Humanae Vitae:

“Si può anche temere che l’uomo, abituandosi all’uso delle pratiche anticoncezionali, finisca per perdere il rispetto della donna e, senza più curarsi del suo equilibrio fisico e psicologico, arrivi a considerarla come semplice strumento di godimento egoistico e non più come la sua compagna, rispettata e amata” (Paolo VI, Humanae Vitae, 17).

Il Papa ha compreso come l’insegnamento della Chiesa sulla contraccezione sia ideato per proteggere il bene dell’amore coniugale. Quando gli sposi violano questo bene, non agiscono in accordo con la loro dignità innata e quindi mettono in pericolo la propria felicità. Trattando i loro corpi come strumenti meccanici da manipolare per i loro scopi, rischiano di trattarsi l’un l’altro come oggetto di piacere.

La contraccezione trasforma la sessualità in un piacevole gioco. Due persone possono sostenere di essere innamorate e che la sessualità sia espressione del loro amore, e quindi si suppone che tale espressione si traduca concretamente nel mondo materiale. Se uno dei due corpi non è messo in condizione di comportarsi in modo completo durante questa unione, allora questa non è un’espressione d’amore. È semplicemente il desiderio proprio e altrui di provare piacere. È bello soddisfare chi ami, ma è ancor più bello donarti interamente a lui.

Il sesso come gioco

Se il sesso è un gioco, allora Tinder e la pornografia hanno senso. In Tinder sei il giocatore. Nella pornografia lo spettatore. Nella nostra cultura lo stesso vale per le molestie dilaganti e gli stupri. Nel gioco, ti spingi sempre verso i tuoi limiti per vedere fin dove puoi arrivare. Una volta agli uomini non erano consentito imprecare in presenza di donne e alle donne non era permesso indossare qualcosa di provocante per rispetto degli uomini.

Oggi i limiti sono stati spostati così lontano che le donne subiscono molestie e “talvolta stupri” da parte degli uomini come fossero esperienze comuni, eppure vanno in giro indossando indumenti intimi sotto magliette trasparenti e pantaloncini troppo corti.

#MeToo è stata la conseguenza di una rivolta delle donne e chi ha causato il problema dovrebbe risolverlo. Secondo Dove, il 2% delle donne crede di essere bella, ma quando guarda un’altra donna, la sua attenzione si concentra sul suo bell’aspetto. Le donne gareggiano tra loro ma arrivano alla battaglia già sconfitte tra loro.

È tempo di un grido di battaglia che unisca le donne in umiltà, riconoscendo che la nostra storia recente e le scelte fatte dalle donne ci hanno condotto a questa avvilente cultura. Come dice Nia in Il mio grosso grasso matrimonio greco, “L’uomo può essere il capo della famiglia. Ma la donna è il collo, e lei può girare la testa in qualsiasi modo le piaccia”. È tempo che le donne riportino la nostra società nel suo giusto ordine.

La nostra luce splendente

Le qualità più importanti per una donna sono la verginità e la maternità. Maria, Madre di Dio e nostra madre adottiva, è esempio di entrambe.

Le sue qualità verginali le fecero trascorrere la sua vita in paziente attesa, aperta e ricettiva nei confronti di Dio e del Suo piano. Maria è stata in grado di dire di sì all’Arcangelo Gabriele quando egli ha annunciato la buona novella senza la necessità di discernere se egli fosse stato mandato da Dio. Ella lo sapeva semplicemente perché il suo cuore era aperto e in attesa.

Le sue qualità materne le hanno dato la capacità di trascorrere la sua vita dimenticandosi di sé in oblazione al Bambino Gesù dopo che era stato concepito nel suo seno dallo Spirito Santo. È stata quindi capace di lasciar sacrificare il suo Figlio sulla Croce per amore della nostra salvezza perché viveva in perfetta unione con la volontà di Dio. La volontà di Dio era che il Suo amato unico Figlio donasse Se stesso, corpo, sangue, anima e divinità, per noi sulla Croce. Questo è il motivo per cui noi ci doniamo, interamente e completamente, senza contraccettivi, nell’atto coniugale.

L’errore

Pertanto, l’amore non è il sesso con il contraccettivo. È sacrificio e dono di sé. Se le donne vogliono che ci sia una cultura che inizi a trattarle con rispetto, devono imparare a sacrificare la loro gratificazione immediata ed essere oneste con verso quello che esse sono veramente, con il loro corpo pienamente e completamente femminile, senza l’uso dei contraccettivi. Sì, questo significa ritornare alla nozione antica ma veritiera, che la sessualità è destinata a porsi in atto solo all’interno del matrimonio; con un uomo che sia aperto al dono della vita. Ma che rispetti anche la donna nella sua pienezza e completezza.

La contraccezione è stato un errore che ha illuso gli uomini e le donne di poter controllare e dominare i corpi naturali delle donne quando quei corpi erano in realtà le donne stesse, che sono state così controllate e dominate. E, come per ogni forma di controllo e dominio sulla persona umana, l’abuso che si trasforma in schiavitù si manifesta in essa. #MeToo è la reazione a una cultura dove la “molestia comune” (abuso) è normale, ma presto avremo anche lo “stupro comune” (schiavitù) se non invertiremo la rotta.

Nostra Signora della Purezza, Regina del Cielo, prega per noi.

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