Chiudiamo Pornhub … e tutti i siti pornografici

Di Don Shenan J. Boquet

(Originale in Inglese)

Pornografia, una piaga per le nostre famiglie, i bambini e le società

Sono sempre stato dell’opinione che se mai ci fosse una questione su cui i conservatori credenti, le femministe e gli attivisti per i diritti umani dovrebbero essere d’accordo, è sul male causato dall’enorme proliferazione della pornografia in rete e sull’urgente necessità di fermarla. Ecco perché sono contento di sapere che una coalizione di attivisti e gruppi della più disparata provenienza ideologica si stanno unendo per chiedere che il più grande sito di pornografia del mondo – Pornhub – venga chiuso.

Una petizione lanciata recentemente, con fini simili, ha raggiunto quasi 800.000 firme, mentre un’altra petizione ne ha ottenute oltre 50.000. All’inizio dello scorso mese, un gruppo di attivisti, tra cui sia militanti pro vita che sedicenti femministe estremiste, ha organizzato una protesta fuori dal quartier generale di MindGeek – l’enorme e oscura società proprietaria di Pornhub (e di una miriade di altri siti pornografici). Le proteste arrivano sull’onda di una serie di notizie giunte negli ultimi mesi che hanno dimostrato quanto Pornhub sia assolutamente disattento nell’impedire che il suo sito sia utilizzato per condividere video che mostrano atti criminali.

Di recente, ad esempio, si è saputo di come Pornhub abbia tratto profitto dalla presenza sul suo sito di 58 video diversi che mostrano lo stupro di una ragazza di 15 anni. La ragazza era stata rapita da casa sua ed era assente da oltre un anno. Durante il suo anno di prigionia, la ragazza è stata anche costretta a subire un aborto. La madre della povera ragazza ha scoperto dove si trovava sua figlia solo dopo aver scoperto l’esistenza di questi video sul sito pornografico. Quando Pornhub ha dovuto fare i conti con questi video, ha inizialmente risposto sostenendo di aver “controllato” che la ragazza avesse “il documento d’identità valido”!

Poi c’è stata la denuncia di Vice che ha scoperto, nonostante le sue affermazioni contrarie, che Pornhub continuava a ospitare video prodotti da Girls Do Porn, anche mentre i proprietari della compagnia erano alle prese con le accuse federali di tratta di esseri umani. A quel che sembra, i proprietari avevano adescato con l’inganno alcune ragazze per farle girare un video, sostenendo che esso non sarebbe mai finito in rete (cosa che in realtà facevano immediatamente), minacciandole di azioni legali se non avessero portato a termine le riprese e pretendendo, tra gli altri crimini, che si esibissero in atti sessuali che non avevano concordato. Pornhub ha dichiarato di aver preso provvedimenti per impedire che i video di Girls Do Porn fossero caricati sul suo sito. Tuttavia, i giornalisti, grazie a Vice, hanno scoperto che era ridicolmente facile aggirare le presunte difese di Pornhub e che i video di Girls Do Porn circolavano ancora liberamente nel sito.

In effetti, la riluttanza a prendere le misure più elementari per far sì che nei video caricati nel suo sito non ci siano attori minorenni o non consenzienti, sembra far parte del modus operandi di Pornhub. Pornhub è lo YouTube della pornografia, il che vuol dire che è progettato per consentire agli utenti di caricare i propri video pornografici. Tuttavia, come scrive l’organizzatrice della campagna Laila Mickelwait, “Tutto quello che serve per caricare un video porno su Pornhub è un indirizzo di posta elettronica. Non è richiesto alcun documento di identità rilasciato dal governo, nemmeno una verifica con il rassicurante segno di spunta blu che fa sembrare che tutto sia a posto … Mi ci sono voluti meno di 10 minuti per creare un profilo utente e caricare video vuoti nel sito, che sono andati immediatamente in onda”.

Un sistema così follemente aperto è essenzialmente un invito a pervertiti e criminali a caricare pornografia minorile e altri contenuti illegali. Non stupisce che un pedofilo possa caricare 58 diversi video dei suoi atti criminali sul sito senza che nessuno se ne accorga! Questi video sono stati visti milioni di volte. Non riesco nemmeno a provare a capacitarmi del grado di perversione qui presente.

P. Shenan Boquet Presidente di VUI
P. Shenan Boquet
Presidente di VUI

La promozione della pornografia infantile per bambini

Tuttavia, anche se tutti possono essere d’accordo sul fatto che l’atteggiamento noncurante di Pornhub sul profitto derivante dalla tratta e dallo stupro di minorenni e donne è orribile, non dovremmo perdere di vista il fatto che il male va ben oltre.

Chi difende la pornografia spesso lo fa appellandosi ad argomenti come l’importanza della liberazione sessuale e la libertà degli adulti di poter vivere come vogliono, il diritto delle attrici porno di fare con il proprio corpo quello che vogliono purché in modo “consensuale”, e i presunti modi con cui la pornografia “emanciperebbe” le donne. Un brevissimo esame dei fatti concreti dell’industria della pornografia mostra quanto questi argomenti siano falsi.

Ad esempio, indipendentemente dal fatto se gli adulti abbiano o meno il “diritto” di produrre e guardare quel tipo di schifezze esplicito, violento e misogino che ormai è la norma, il fatto è che una cospicua percentuale degli utenti di siti pornografici non sono affatto adulti, ma bambini (e spesso bambini molto piccoli). Ora, dovrebbe essere palese per tutti che il diritto di un bambino a crescere fisicamente ed emotivamente senza dover combattere la tentazione di un accesso facile a una quantità enorme di pornografia depravata che perverte l’anima, dovrebbe prevalere su quello degli adulti ad avere un accesso illimitato alla peggior pornografia.

Questo dovrebbe essere ovvio. Ma non lo è. La realtà è che un numero enorme di siti della peggior pornografia (incluso Pornhub) non ha assolutamente limiti di età; chiunque abbia un computer o uno smartphone può accedervi istantaneamente, senza fare domande, senza problemi. Non solo non c’è un movimento di massa che voglia mettere fine a questa situazione, ma i sostenitori della pornografia difendono addirittura lo status quo affermando che qualsiasi tipo di barriera all’accesso degli adulti al porno, non importa quanto irrisoria, sia un attacco alla “libertà di espressione”.

Molti attivisti impegnati contro la pornografia ora tracciano un parallelo tra l’industria della pornografia e quella delle sigarette negli anni Sessanta. In realtà, il parallelo non regge perché l’industria della pornografia è molto più rapace. Sì, proprio come l’industria delle sigarette, i pornografi stanno ora deliberatamente prendendo di mira i bambini come destinatari del loro prodotto (ad esempio, una recente disgustosa pubblicità di Pornhub ha mostrato una foto del personaggio di Star Wars, il piccolo Yoda, con il logo di Pornhub riflesso negli occhi. Sotto si legge: “10 secondi dopo che i miei genitori sono usciti di casa”. In altre parole, Pornhub è a conoscenza del fatto che i bambini accedono al suo sito e li incoraggia apertamente a farlo — e sotto il naso dei genitori). Tuttavia, a differenza dell’industria delle sigarette, i pornografi hanno il potere di entrare a contatto direttamente con i bambini entrando nell’intimo delle loro camerette e offrendo loro “campioni gratuiti” del loro prodotto senza restrizioni, in modo illimitato e anonimo. Non sorprende che guardare pornografia sia un’abitudine onnipresente tra i bambini. E ora sappiamo che almeno una parte della pornografia che questi bambini guardano è pornografia per bambini. In altre parole, l’industria della pornografia smercia ai bambini pornografia per bambini. E in risposta, gli adulti che hanno il potere di fare qualcosa al riguardo si limitano ad alzare le spalle e parlare di “libertà”.

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Pornografia: una crisi della salute pubblica

Le prove sono ormai incontrovertibili: l’infiltrazione della pornografia esplicita nella cultura di massa comporta una grave crisi di salute pubblica. In un ottimo articolo recente che traccia l’analogia tra la pornografia e le sigarette, la scrittrice Madeleine Kearns osserva: “Oggi esistono più di 40 studi che dimostrano come la pornografia crei dipendenza e come chi la vede possa passare da materiale relativamente moderato a quello più estremo; 25 studi che confutano l’affermazione secondo la quale i porno-dipendenti hanno solo un desiderio sessuale più forte; 35 studi che mettono in relazione la pornografia con disfunzioni sessuali varie (di cui sette ne dimostrano causalità); e più di 75 studi che mettono in relazione la pornografia con relazioni insoddisfacenti e con problemi psicologici. La pornografia fa letteralmente diventare gli uomini impotenti”.

Tuttavia, come osserva Kearns, proprio come la gente alla fine ha aperto gli occhi sulle bugie dell’industria del tabacco, ci sono oggi i sintomi di come anche la percezione della pornografia stia cambiando. “L’industria del tabacco è stata sconfitta perché ha negato la scienza, con elevati costi sociali”, scrive Kearns. “L’industria della pornografia è sulla stessa strada”. Come prova di un ambiente che cambia, Kearns fa notare che più di mezzo milione di persone ha aderito a NoFap, una comunità del social media Reddit che aiuta gli uomini e le donne a liberarsi dalla pornografia e dalla masturbazione. Il dato più interessante della comunità è che un numero cospicuo di utenti non è nemmeno religioso. Si sono solo resi conto del fatto che la pornografia ha rubato la loro felicità e che l’industria della pornografia consiste essenzialmente nello sfruttamento degli esseri umani.

Come scrive Kearns: “Il dibattito sulla pornografia non dovrebbe essere formulato nei termini di uno scontro tra conservatori contro liberali, di una meschina disputa politica fomentata da moralisti, ma piuttosto come lo scontro tra l’industria della pornografia contro la scienza, di una crisi di salute pubblica alimentata dall’opera avida e rapace di società miliardarie”. Questo ha senso. Un numero enorme di persone un tempo era dell’opinione che ritenere responsabile l’industria del tabacco per il modo in cui aveva falsificato i dati e aveva venduto un prodotto con l’inganno a ignari consumatori, costituisse una minaccia alla libertà. Molta gente obbiettava che proibire di fumare negli spazi pubblici fosse un “attacco alla libertà”. Tuttavia, ad un certo punto i dati scientifici che mettono in relazione il tabacco con il cancro sono diventati così innegabili che le persone hanno iniziato a cambiare idea. Inoltre è emerso un nuovo argomento: il governo aveva il dovere di vietare il fumo negli spazi pubblici al fine di proteggere la libertà di chi non voleva correre il rischio di sviluppare il cancro ai polmoni per aver respirato enormi quantità di fumo passivo.

Abbiamo bisogno di una rivoluzione simile sul tema della pornografia. Tragicamente, anche molti sedicenti “conservatori” sembrano essere allergici a qualsiasi discussione su come limitare i danni causati dall’industria della pornografia. Ma grazie all’emergere di nuovi dati e di storie orribili come quella della quindicenne vittima di stupro, il discorso comincia a cambiare. La presunta “libertà” degli adulti di guardare pornografia esplicita senza alcun limite deve essere controbilanciata dalla “libertà” dei bambini e dei cittadini normali di andare avanti con la propria vita senza essere oppressi dalla presenza pervasiva di un prodotto che arreca danni gravissimi alla salute fisica, mentale e spirituale.

Quindi dico sì, chiudiamo Pornhub a tutti i costi. Ma non fermiamoci qui. Chiudiamo tutti gli altri siti che spacciano un prodotto così odioso e che traggono profitto dalla degradazione delle donne (e degli uomini), dalla dipendenza dei bambini e dallo svilimento della vita pubblica. La libertà lo richiede.

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