L’ideologia gender e il transessualismo

Di Mons. Ignacio Barreiro
In natura vi è un ordine che possiamo sperimentare e che ha una realtà oggettiva esterna a noi. Questo ordine lo conosciamo per mezzo della nostra esperienza e del ragionamento che ci porta a comprendere le sue leggi e le regole. Ciò ci porta anche a conoscere l’autore di questo ordine. Tuttavia, come dimostra San Tommaso d’Aquino, anche se possiamo conoscere tale ordine per mezzo delle nostre capacità intellettuali, la sua esistenza ci è anche rivelata a causa dei nostri limiti. Non siamo in grado di cambiare questo ordine della natura e quindi dobbiamo vivere in conformità ad esso. Questo ordine riflette la volontà di un Creatore onnisciente e pieno di amore che in principio crea l’uomo e la donna. Sull’esistenza di questa natura data dal Creatore si fondano i veri diritti umani.
Nell’esercizio della nostra libertà abbiamo il diritto e il dovere di vivere in conformità con questa natura. Nella misura in cui viviamo secondo la nostra natura saremo più liberi, dal momento che saremo liberati da tutto ciò che ci allontana dalla nostra vera felicità. L’uomo diventa libero, indipendente e vigoroso quando riconosce la fonte del suo essere nel dono della natura che ha ricevuto dal Creatore. In questa prospettiva, la fede cristiana è una liberazione perché Cristo rivela la verità che porta l’uomo a dirigersi con fiducia verso il destino glorioso che è il fine che il nostro Creatore ci ha dato.

L’ideologia del “genere” ha le sue origini intellettuali nel rifiuto della verità oggettiva. Questo rifiuto ha purtroppo storia vecchia, ma a quanto pare raggiunge il suo punto più basso con la rivoluzione antropologica di questa ideologia. Per questo cattivo modo di pensare, mascolinità o femminilità non sono determinate dalla biologia, ma dalla cultura sociale che costruisce e assegna i ruoli di natura sessuale. Secondo questa teoria, la persona umana “è il risultato della cultura e si costruisce in modo indipendente dalla natura umana e dalle leggi universali proprie della sua condizione”. Come risultato, respingendo l’esistenza di una natura umana immutabile, l’ideologia del “genere” cerca di dimostrare l’idea che tutti i diritti umani sono costruiti socialmente e quindi sono relativi, e con il passare del tempo devono essere continuamente reinterpretati.
Questa ideologia sostiene una totale indifferenza circa la natura oggettiva del nostro corpo e sul suo significato sessuale intrinseco e propone, al suo posto, che la nostra realtà fisica può essere “plasmabile soggettivamente e manipolabile pluralisticamente”. La teoria del “genere” serve per giustificare teoricamente l’omosessualità. Se si considera il “genere” una costruzione sociale, in conseguenza tutti sarebbero liberi di scegliere il “genere” che preferiscono e di cambiarlo ogni volta che lo vogliono.
Per questa ideologia è una funzione dello stato di garantire questa libertà di scelta, senza correre il rischio di una “gravidanza indesiderata” o di contrarre una malattia venerea. L’unico limite sarebbe la violazione della libertà sessuale di una terza persona. Questa teoria è insegnata in molti centri educativi, come se la vera scienza e può, quindi, causare gravi danni ai giovani, in particolare quelli che a causa di una certa immaturità psicologica soffrono di una qualche incertezza sessuale.

Ora rompere con la biologia non libera né l’uomo né la donna, ma apre invece un sentiero che conduce alla malattia, inoltre tale ideologia si fonda sull’indifferenza o, peggio ancora, sul rifiuto della realtà oggettiva della natura. Questa teoria è strettamente legata all’illusione narcisistica che l’uomo crea da solo se stesso e i suoi punti di riferimento. L’uomo che pretende di crearsi da solo finisce per piegarsi su se stesso cadendo nella peggiore di tutte le solitudini, che gli darà un assaggio della solitudine finale che troverà all’Inferno.
Pertanto la teoria del “genere” nega l’ordine della creazione, come Papa Francesco ha spiegato più di un anno fa. In questa teoria c’è una profonda rivoluzione antropologica come notava con profonda preoccupazione Benedetto XVI, “Se finora avevamo visto come causa della crisi della famiglia un fraintendimento dell’essenza della libertà umana, ora diventa chiaro che qui è in gioco la visione dell’essere stesso, di ciò che in realtà significa l’essere uomini. Egli cita l’affermazione, diventata famosa, di Simone de Beauvoir: “Donna non si nasce, lo si diventa” (“On ne naît pas femme, on le devient”). In queste parole è dato il fondamento di ciò che oggi, sotto il lemma “gender”, viene presentato come nuova filosofia della sessualità. Il sesso, secondo tale filosofia, non è più un dato originario della natura che l’uomo deve accettare e riempire personalmente di senso, bensì un ruolo sociale del quale si decide autonomamente, mentre finora era la società a decidervi. La profonda erroneità di questa teoria e della rivoluzione antropologica in essa soggiacente è evidente. L’uomo contesta di avere una natura precostituita dalla sua corporeità, che caratterizza l’essere umano. Nega la propria natura e decide che essa non gli è data come fatto precostituito, ma che è lui stesso a crearsela. Secondo il racconto biblico della creazione, appartiene all’essenza della creatura umana di essere stata creata da Dio come maschio e come femmina. Questa dualità è essenziale per l’essere umano, così come Dio l’ha dato. Proprio questa dualità come dato di partenza viene contestata”.

L’identità sessuale è fondamentalmente associata a una realtà biologica, determinata dai cromosomi XX per la donna e dai cromosomi XY per l’uomo. Essa risponde anche alle realtà psicologiche e sociologiche che si basano a loro volta su realtà biologiche. Ci sono anomalie biologiche che si dovrebbero affrontare con uno studio dettagliato, ma la cui esistenza è il frutto di errori della natura, che la dottrina cattolica spiega come una conseguenza della natura ferita dal peccato originale. Allo stesso tempo, è chiaro che la maggioranza dei casi tendenze omosessuali è causata da motivi di natura psicologica o sociologica. Da un punto di vista puramente razionale è un fatto dimostrabile che la natura a volte può non funzionare secondo le proprie coordinate, ma ciò non nega l’esistenza di una natura oggettiva. Se non esistesse una natura oggettiva la vera scienza e, conseguentemente, la tecnologia non sarebbero possibili. L’esistenza di tali condizioni anormali non può essere utilizzata come elemento di propaganda per ottenere la “decostruzione” delle basi fondamentali della famiglia e della società.
Un approccio conforme alla verità della natura che ci ha dato il Creatore è riconoscere che l’identità sessuale deve fondarsi sul corpo che Egli ci ha dato e che è stato determinato dal DNA con cui ci siamo stati formati nel momento del nostro concepimento. Gesù Cristo spiega il piano del Creatore in una disputa che ha con i farisei circa la natura del matrimonio. Egli osserva “Non avete letto che il Creatore da principio li creò maschio e femmina e disse: Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola?” (Mt 19: 4-5). La Chiesa nel Catechismo ci insegna che “Spetta a ciascuno, uomo o donna, riconoscere ed accettare la propria identità sessuale.” (CCC 2333) Le persone con tendenze omosessuali devono essere trattate con rispetto e si dovrebbe concedere loro il trattamento medico adeguato. La Chiesa, nella Lettera ai Vescovi della Chiesa cattolica sulla cura pastorale delle persone omosessuali, chiede Vescovi, “di sostenere con i mezzi a loro disposizione lo sviluppo di forme specializzate di cura pastorale per persone omosessuali. Ciò potrebbe includere la collaborazione delle scienze psicologiche, sociologiche e mediche, sempre mantenendosi in piena fedeltà alla dottrina della Chiesa”. (#17) Dobbiamo usare tanto i mezzi naturali quanto quelli soprannaturali per curare le tendenze opposte a sesso biologico che abbiamo ricevuto.
La teoria del “genere” è stata sostenuta dalle femministe radicali che volevano “liberarsi” del matrimonio e della maternità, cercando di provocare un cambiamento culturale che avrebbe concesso loro il potere sociale e politico. In seguito, questa teoria è stata difesa da diverse persone che cercano di giustificare l’omosessualità. I sostenitori di questa teoria cercano di imporla attraverso varie forme di ingegneria sociale e, come parte di questo processo di manipolazione della società, lo fanno attraverso le norme giuridiche che hanno lo scopo di creare una precisa realtà sociale.

Tuttavia, l’ideologia del “genere” apre la strada a un’altra possibilità totalitaria, infatti non è irragionevole temere che in futuro il governo di una società cerchi di imporre il “genere” che ritiene opportuno ai suoi sudditi o si arroghi il diritto di scegliere il “genere” in base a quello che considera più “utile” per le persone o scegliendo il “genere” nell’ambito di criteri di pianificazione sociale. In molti casi si sta cercando di imporre questa ideologia con misure totalitarie che distruggono il diritto alla libertà di espressione di chi critica questa teoria, arrivando in alcuni casi a far diventare un crimine la critica ad essa. In nome della libertà si distrugge la libertà degli altri, come un pensatore latinoamericano criticava alcuni liberali che cercavano di imporre la loro ideologia con la forza. Egli sosteneva che la verità si può imporre solo con la forza del proprio ragionamento.
Di fronte a questa minaccia totalitaria dobbiamo insistere sul diritto fondamentale dell’essere umano a poter comunicare pubblicamente i suoi pensieri in modo articolato e preciso. Questo diritto deve essere rispettato da ogni società che si consideri civile. A questo proposito, Benedetto XVI insegnava “Si assiste oggi a una pesante contraddizione. Mentre, per un verso, si rivendicano presunti diritti, di carattere arbitrario e voluttuario, con la pretesa di vederli riconosciuti e promossi dalle strutture pubbliche, per l’altro verso, vi sono diritti elementari e fondamentali disconosciuti e violati nei confronti di tanta parte dell’umanità”.

La Chiesa, seguendo le regole di Gesù Cristo, ha il diritto e il dovere di criticare questa ideologia sulla base dei principi della ragione illuminati dalla rivelazione cristiana. San Giovanni Paolo II ha sottolineato che, “All’immagine di uomo/donna propria della ragione naturale e, in particolare, del cristianesimo, si oppone un’antropologia alternativa. Essa rifiuta il dato, inscritto nella corporeità, che la differenza sessuale possiede un carattere identificante per la persona; di conseguenza, entra in crisi il concetto di famiglia fondata sul matrimonio indissolubile tra un uomo e una donna, quale cellula naturale e basilare della società. La paternità e la maternità sono concepite solo come un progetto privato, da realizzare anche mediante l’applicazione di tecniche biomediche, che possono prescindere dall’esercizio della sessualità coniugale. Si postula, in tal modo, un’inaccettabile «divisione tra libertà e natura», che sono invece «armonicamente collegate tra loro e intimamente alleate l’una con l’altra» (Veritatis Splendor, 50)”. Papa Francesco parlando delle minacce per la famiglia ha osservato, “La crisi della famiglia è una realtà sociale. Poi ci sono le colonizzazioni ideologiche sulle famiglie, modalità e proposte che ci sono in Europa e vengono anche da Oltreoceano. Poi quello sbaglio della mente umana che è la teoria del gender, che crea tanta confusione. Così la famiglia è sotto attacco”.
L’ideologia del “genere” conduce alla richiesta della legalizzazione di ciò che viene impropriamente definito “matrimonio” tra persone dello stesso sesso. Ciò implica un’impossibilità logica, poiché è un elemento essenziale del matrimonio che le due persone che lo contraggono siano di sesso diverso. A tale proposito dobbiamo ricordare quello che il Papa Francesco ha detto di recente, che “non può esserci confusione tra la famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo di unione”. Inoltre ciò diviene il requisito affinché tali matrimoni siano nelle condizioni legali per adottare bambini. Ricordiamoci che se si consente a una coppia di omosessuali di adottare bambini, si propone loro un modello innaturale di relazioni tra adulti, un modello che non favorisce una sana e normale crescita psicologica, ma piuttosto causerà danni ai bambini. Si deve insistere sul fatto che non esiste nessun diritto di adozione da parte di adulti, ma invece di quello, esiste il diritto dei bambini di essere adottati da una coppia eterosessuale unita in un matrimonio debitamente costituito che sia disposta a educarli con amore.

Inoltre è bene ricordare che è un grave offesa sia alla libertà religiosa che alla libertà di coscienza, costringere le organizzazioni religiose impegnate nei servizi sociali a violare i loro principi e affidare i bambini alla custodia di adulti i cui valori sono in radicale opposizione ai loro. Ci sono solo due ragioni per cui gli attivisti stanno cercando di estendere i diritti di adozione alle coppie omosessuali e costringere tutte le agenzie di adozione a conformarsi a tale norma: in primo luogo, per dare maggiore legittimità alle unioni omosessuali nella società, e in secondo luogo, per limitare la portata dei servizi di carità che le organizzazioni religiose sono in grado di svolgere nella società.
Nel nostro tempo abbiamo sperimentato il liberismo che ha voluto forgiare un uomo senza limiti, il marxismo che voleva creare un uomo “nuovo”, il nazismo, un uomo “superiore” e la teoria del “genere”, un uomo “liberato” dalla differenza sessuale: gli uomini e le donne diventano intercambiabili in nome del falso valore della parità. Ora è facile scorgere le vecchie radici liberali della teoria del “genere” che cerca di “liberare” gli esseri umani dalla loro stessa natura. Dobbiamo dimostrare gli errori dell’ideologia del “genere”, prima che essa produca le ecatombi causate dal liberalismo, dal marxismo e dal nazismo. Fermeremo questa ideologia con la forza che ci viene dalla ragione e con il potere che ci dà la grazia di Dio.

Di fronte alla teoria del “genere” bisogna riaffermare l’oggettività della natura che Dio ci ha dato. Se ci imbattiamo in una tendenza opposta a tale natura, abbiamo il dovere di riconoscerla come antinaturale e di assistere coloro che soffrono a causa di essa con aiuto soprannaturale e scientifico. Dobbiamo difendere la nostra libertà di annunciare la verità che viene da Dio contro le crescenti tendenze totalitarie degli Stati moderni.

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