La cultura della morte avanza nel Regno Unito

Di Don Shenan J. Boquet

(Originale in inglese: www.hli.org )

«La misericordia di Dio ci chiama a proteggere ogni vita, specialmente quelle che la società trascura – i bambini non ancora nati e gli anziani che stanno per concludere il loro viaggio – perché ciascuno di loro porta il volto di Cristo… Nessuno è esente dal dovere di garantire il rispetto della dignità di ogni persona».

― Papa Leone XIV

Poco più di due settimane fa, il Parlamento britannico ha votato, con 379 voti contro 137, per depenalizzare l’aborto fino al momento della nascita in Inghilterra e Galles. Questo voto decisivo è stato espresso dopo meno di un’ora di dibattito.

In base alla legge precedente, l’aborto era consentito senza restrizioni fino alla 24ª settimana. Ora, invece, una donna può porre fine alla vita del proprio figlio fino al momento della nascita, senza rischiare alcuna conseguenza legale.

Sebbene il voto parlamentare abbia fortemente favorito l’emendamento, l’opinione pubblica nel Regno Unito è tutt’altro che unanime. Un recente sondaggio Ispos Reid (una società di ricerche di mercato con sede a Toronto, N.d.T.), ad esempio, ha rilevato che solo il 34% dei cittadini britannici è favorevole all’aborto in “tutti” i casi, come previsto dall’emendamento.

Tra coloro che si sono opposti all’emendamento vi erano 1.000 operatori sanitari, che hanno firmato una lettera aperta in cui esortavano i membri del Parlamento a votare contro la proposta di emendamento.

Gli operatori sanitari hanno sottolineato che, in base all’emendamento, le donne potrebbero abortire i propri figli non ancora nati per qualsiasi motivo, compresa la selezione del sesso. E mentre la legge mantiene le sanzioni per chiunque aiuti una donna ad abortire in fase avanzata, i professionisti del settore medico sottolineano che ciò spinge semplicemente le donne verso pericolosi aborti tardivi auto-praticati.

Rinunciare a una cultura civile a favore della morte

Diversi parlamentari che hanno votato contro la legge hanno espresso la loro opposizione con parole molto forti.

Un parlamentare che si definisce “pro-choice” si è opposto all’emendamento. “Ho votato no”, ha spiegato il parlamentare Ben Obese-Jecty. “Sono pro-choice, ma stento a credere che dopo soli 46 minuti di dibattito affrettato in cui solo 13 parlamentari hanno preso la parola, il Parlamento abbia votato per depenalizzare l’aborto di bambini sani fino al termine della gravidanza”.

Lord David Alton non ha usato mezzi termini. “Il giorno in cui il Parlamento britannico ha votato per rendere legale l’uccisione di un bambino per qualsiasi motivo, compresa la selezione del sesso, in qualsiasi momento fino al momento della nascita e durante il parto, è stato il giorno in cui la Gran Bretagna ha perso il diritto di definirsi civile”, ha scritto.

Lord Daniel Moylan è stato altrettanto schietto. “Uccidere i bambini non è una ‘scelta sanitaria’”, ha affermato. “È raccapricciante”.

Allison Pearson, editorialista che ha scritto per molti dei più importanti quotidiani del Regno Unito, ha sottolineato che il Regno Unito aveva già una delle leggi pro-aborto più permissive d’Europa, che consentiva l’aborto senza alcuna restrizione fino alla 24ª settimana. Ha scritto: “24 settimane sono ‘orribili per tutti gli interessati’, mi ha detto un medico. Orribili per la mamma, per il bambino e per il personale medico. Ora si arriva alla nascita. L’omicidio dei bambini. Dov’è la nostra bussola morale?”.

I parlamentari cattolici tradiscono l’insegnamento della Chiesa sulla sacralità della vita

Che un emendamento del genere possa essere approvato con una maggioranza così schiacciante è sconcertante, considerando il periodo storico in cui viviamo.

Nel XXI secolo, praticamente tutti sanno che aspetto ha un bambino non ancora nato. Nei paesi sviluppati, quasi tutte le donne in attesa di un figlio a un certo punto si sottopongono a un’ecografia per verificare lo stato di salute del bambino. Molte coppie hanno foto del loro bambino non ancora nato sul frigorifero già a partire dalla decima settimana, quando il feto ha già caratteristiche riconoscibili.

È probabile che la maggior parte dei parlamentari che hanno votato la legge abbiano visto le foto ecografiche dei propri figli. Nessuno di loro poteva ignorare il fatto che i bambini a quell’età sopravvivono regolarmente dopo la nascita. Depenalizzare il brutale omicidio di questi bambini è il massimo della barbarie.

Eppure, tragicamente, tra coloro che hanno votato a favore di questo emendamento barbaro c’erano 13 parlamentari cattolici. Se c’è qualcuno che dovrebbe avere una bussola morale ben calibrata, questi sono sicuramente i parlamentari!

Dopo tutto, il Catechismo della Chiesa Cattolica non potrebbe essere più chiaro su questo tema. « Fin dal primo secolo la Chiesa ha dichiarato la malizia morale di ogni aborto provocato», afferma il Catechismo al paragrafo 2271. « Questo insegnamento non è mutato. Rimane invariabile. L’aborto diretto, cioè voluto come un fine o come un mezzo, è gravemente contrario alla legge morale».

I cattolici fedeli difendono la vita

In risposta a questo scandalo, almeno due sacerdoti nel Regno Unito hanno parlato molto pubblicamente. Uno dei sacerdoti, padre Ian Vane, ha contattato uno dei parlamentari cattolici, che è un suo parrocchiano, spiegandogli che gli avrebbe negato la Comunione se avesse votato a favore delle leggi contro la vita. Il parlamentare si è poi rivolto ai media per lamentarsi, definendo la decisione del sacerdote una «caccia alle streghe pubblica».

Il secondo sacerdote, padre Julian Large del Brompton Oratory, si è espresso a favore della decisione di padre Vane. Come riassunto da The Tablet, padre Large ha detto alla sua congregazione che «non riconosceva nessuno dei nomi dei parlamentari cattolici che hanno votato a favore di uno dei due disegni di legge e quindi non sarebbe stato in grado di negare loro la Comunione. Tuttavia, per carità fraterna, ha esortato tutti i presenti alla Messa a pentirsi dei propri peccati e a ricevere l’assoluzione nel sacramento della Penitenza prima di ricevere la Comunione».

In passato, il cardinale Raymond Burke ha ripetutamente spiegato che in casi di peccato grave, ostinato e pubblico, può essere lecito, e persino richiesto, che un ministro neghi l’Eucaristia a qualcuno. Sua Eminenza, che è un canonista e in precedenza ha ricoperto la carica di prefetto del Supremo Tribunale della Signatura Apostolica, la più alta autorità giudiziaria della Chiesa cattolica, basa questa opinione sul canone 915.

Questa sezione del Codice di Diritto Canonico recita: « Non siano ammessi alla sacra comunione gli scomunicati e gli interdetti, dopo l’irrogazione o la dichiarazione della pena e gli altri che ostinatamente perseverano in peccato grave manifesto». Secondo il cardinale Burke, un politico cattolico che vota deliberatamente a favore di una legislazione gravemente immorale, specialmente quando essa include un attacco alla dignità della vita umana, si trova chiaramente in uno stato di peccato pubblico ostinato.

Come spiega il cardinale Burke, «la negazione della Santa Comunione non è una pena ecclesiastica, ma il riconoscimento dello stato oggettivamente indegno di una persona di avvicinarsi per ricevere la Santa Comunione».

Pastori in un momento di crisi

In una dichiarazione rilasciata dopo il voto, un rappresentante della Conferenza Episcopale Cattolica d’Inghilterra e Galles ha affermato che i vescovi sono “profondamente allarmati” dal voto.

“Il nostro allarme nasce dalla nostra compassione sia per le madri che per i bambini non ancora nati”, ha dichiarato l’arcivescovo John Sherrington, vescovo responsabile per le questioni relative alla vita della Conferenza Episcopale Cattolica d’Inghilterra e Galles. “Questa decisione riduce in modo significativo la protezione delle vite dei nascituri e causerà gravi danni alle donne incinte”.

L’arcivescovo ha espresso il timore che le donne incinte “saranno ancora più vulnerabili alla manipolazione, agli aborti coercitivi e forzati” e che l’emendamento renderà più comuni gli aborti tardivi e pericolosi praticati in casa.

“Tuttavia, non possiamo perdere la speranza”, ha continuato. “La Chiesa continua a lavorare instancabilmente per proteggere la dignità di ogni vita. Non abbandoneremo le donne incinte e i loro bambini non ancora nati nel momento più vulnerabile”.

Il vescovo ha concluso ringraziando coloro che stanno trovando il modo di aiutare le donne incinte in situazioni difficili. “Continuiamo a pregare e ad affidare alla materna intercessione di Maria, Madre di Dio, la vita di queste donne, dei bambini, delle loro famiglie e di tutti coloro che le sostengono”, ha detto.

Una delle osservazioni più interessanti dopo il voto è stata quella del professore di Harvard Adrian Vermeule.

«Per anni ho sentito gli inglesi dire, con una punta di orgoglio: “Beh, qui da noi non ci sono guerre culturali sull’aborto, a differenza degli Stati Uniti”», ha scritto. «Forse avreste dovuto averle».

Ritorno a una cultura barbarica

In effetti, grazie al cielo la guerra culturale negli Stati Uniti continua. A differenza della Gran Bretagna (e della maggior parte del Regno Unito), una forte percentuale di cittadini statunitensi riconosce ancora la dignità umana e il danno arrecato al bene comune quando si ignora la sacralità della vita umana.

Con l’abrogazione della sentnza Roe, gli Stati Uniti hanno dimostrato al mondo che il trionfo della Cultura della Vita è possibile. Sebbene i parlamentari britannici abbiano votato a larga maggioranza per depenalizzare l’aborto fino al momento della nascita, il movimento pro-vita statunitense ha dimostrato che è possibile spingere il pendolo nella direzione opposta.

Tutti gli aborti sono barbari. Ma c’è qualcosa di particolarmente barbaro nell’aborto tardivo, in cui tutte le persone coinvolte non hanno alcuna scusa per non sapere esattamente cosa stanno facendo. Ogni abortista tardivo ha visto il corpo e il volto completamente formati del bambino non ancora nato. Sebbene possano avere la perversa convinzione che la “libertà di scelta” significhi che una donna può scegliere di far uccidere quel bambino, la Chiesa ha sempre saputo che non è così.

Le società pagane distruggevano abitualmente i bambini indesiderati. La società cristiana ha posto fine a questa pratica profondamente disumana. Ora stiamo tornando all’età della barbarie. Ma con la preghiera, il sacrificio e l’impegno possiamo invertire la tendenza e tornare a una cultura della vita e a una civiltà dell’amore.

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