Il Sacro Cuore di Gesù: una connessione divina attraverso la storia

Di Don Francesco Giordano

La devozione al Sacro Cuore di Gesù è un aspetto profondo ed essenziale della spiritualità cattolica, che racchiude l’amore e la compassione di Cristo verso l’umanità. Si tratta delle profondità del cuore di Gesù, come è giustamente descritto nell’uso liturgico di (Efesini, 3): «E prego che voi, radicati e fondati nell’amore, abbiate il potere, insieme a tutto il popolo santo del Signore, di comprendere quanto sia ampio, lungo, alto e profondo l’amore di Cristo e di conoscere questo amore che supera ogni conoscenza, affinché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio». La larghezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità del suo amore sono davvero incommensurabili.

Questa devozione è incentrata sulla misericordia di Dio, che non può essere compresa a prescindere dalla Sua giustizia. Quando si comprende veramente, nella giustizia, la gravità del peccato e poi si assiste all’amore profondo che Gesù estende chiedendo il perdono, si comincia a cogliere la profondità di questo amore; i demoni giudiziosi non potranno mai capire. Essi soppesano tutti i nostri peccati e ne chiedono il pagamento al momento del giudizio, ma se ci siamo affidati alla misericordia che Dio ci mostra, proprio come il sangue che sgorga dal costato di Cristo quando la spada di Longino lo trafigge, allora e solo allora possiamo essere salvati e gustare il profondo amore di Dio per noi.

Come tutte le devozioni, anche quella del Sacro Cuore è legata alla volontà dell’uomo e al cuore dell’uomo, ma riguarda anche il cuore dell’uomo e il cuore di Dio, quasi un cor ad cor loquitur. Questa devozione è legata in particolare all’apparizione del Sacro Cuore a Santa Margherita Maria Alacoque nel 1673, dove Gesù rivelò il Suo cuore come simbolo del Suo amore divino. Tuttavia, in un contesto storico e spirituale più profondo emerge che questo evento viene considerato insieme al miracolo eucaristico di Lanciano, avvenuto quasi un millennio prima, nel ‘600.

Don Francesco Giordano
Direttore Vita Umana Internazionale Roma

Il miracolo di Lanciano: Un preludio

Nel 1600, un sacerdote di Lanciano (Ch), stava celebrando la Santa Eucaristia quando sperimentò una profonda crisi di fede riguardo alla presenza reale di Cristo nell’Eucaristia. Mentre pronunciava le parole di consacrazione, il pane e il vino si trasformarono in carne e sangue reali. Questo miracolo, riconosciuto dalla Chiesa, è stato esaminato e confermato scientificamente, rivelando che la carne è di origine cardiaca, e quindi riconducibile direttamente al cuore di Gesù. Questo miracolo eucaristico è avvenuto prima che l’Islam si espandesse in tutto il mondo, sottolineando la necessità di riaffermare la fede cristiana in mezzo alle sfide, ma anche illustrando come Dio abbia assunto la nostra umanità.

Per comprendere più a fondo le implicazioni della devozione al Sacro Cuore, dobbiamo considerare lo sfondo storico dei dibattiti cristologici, in particolare l’eresia monofisita del 446. Questa eresia sosteneva che Cristo avesse una sola natura, quella divina, sminuendo di fatto il significato della sua umanità. Il Concilio di Calcedonia del 451 ha risposto in modo decisivo a questo insegnamento, affermando che Cristo è sia pienamente divino che pienamente umano, due nature in una sola persona. Questa comprensione è fondamentale, in quanto sottolinea la ricchezza dell’amore e del sacrificio di Cristo, che si realizza totalmente nella Sua esperienza umana. Questa tensione teologica si riflette nella concezione islamica di Dio, che non riconosce la divinità di Cristo e considera impossibile l’idea che Dio assuma la natura umana. Nell’Islam, Dio rimane distante. Questa prospettiva risuona con il deismo emerso nel XVIII secolo, in cui Dio è percepito come un creatore impersonale, lontano dalla relazione intima offerta dal Sacro Cuore.

Così, il fatto che ci sia un miracolo di Lanciano poco prima della comparsa dell’Islam e che il Sacro Cuore appaia poco prima dell’ascesa del deismo massonico nel XVIII secolo, non è una coincidenza. Per comprendere più profondamente il ruolo della rivelazione privata nel corso della storia, bisogna comprendere quanto sia importante la Rivelazione (che vediamo sia come Scrittura che come Tradizione) per la historia salutis. Cristo, infatti, si è incarnato «nella pienezza dei tempi» (Galati 4,4) e i frutti della Sua opera continuano nella Chiesa da Lui fondata, Corpo di Cristo e Tempio dello Spirito Santo. Lo Spirito Santo continua a guidare la Chiesa nel corso della storia, e miracoli come quello di Lanciano o apparizioni come quella del Sacro Cuore a Santa Margherita Maria fanno parte dell’intervento divino nella storia della Chiesa e dell’umanità per la salvezza delle anime.

L’ apparizione a S. Margherita Maria

Alla fine del XVII secolo, nel 1673, Santa Margherita Maria Alacoque, una suora francese dell’ordine della Visitazione, ricevette una serie di apparizioni da Gesù. In queste visioni, Egli rivelò il Suo Sacro Cuore, invitando lei e il mondo a contemplare le profondità del Suo amore e della Sua misericordia. Questa profonda rivelazione avvenne in un momento di bisogno spirituale, appena un secolo prima della Rivoluzione Francese, un periodo segnato da sconvolgimenti e dalla messa in discussione della fede e dell’autorità.

 Per approfondire questa devozione: Gesù ha richiesto pratiche specifiche, tra cui la devozione del primo venerdì, in cui i cattolici ricevono la Santa Comunione il primo venerdì di nove mesi consecutivi. Questa pratica ha lo scopo di riparare i peccati commessi contro il Cuore di Cristo e permette ai fedeli di avvicinarsi a Lui. Gesù ha promesso a Santa Margherita Maria che avrebbe concesso dodici grazie speciali e potenti a coloro che completano i nove Primi Venerdì, tra cui:

1.         Tutte le grazie necessarie per il loro stato di vita.

2.         Pace nelle loro famiglie.

3.         Conforto nelle prove.

4.         Un rifugio sicuro durante la vita e la morte.

5.         Abbondanti benedizioni su tutte le loro imprese.

6.         Fonte di infinita misericordia per i peccatori.

7.         Anime ferventi che raggiungono l’alta perfezione.

8.         Benedizione dei luoghi in cui la Sua immagine è onorata.

9.         Il dono di toccare i cuori induriti dei sacerdoti.

10.       Nomi scritti nel Suo Cuore per coloro che promuovono questa devozione.

11.       La grazia del pentimento finale per chi riceve la Santa Comunione come promesso.

Queste promesse racchiudono l’immenso amore di Gesù e il Suo desiderio di un rapporto più stretto con l’umanità.

I simboli del Sacro Cuore

L’immagine del Sacro Cuore di Gesù è ricca di simbolismi. Il Cuore esposto, spesso raffigurato con una corona di spine, rappresenta la sofferenza di Gesù e il Suo immenso amore per l’umanità. Le fiamme che emanano dal Cuore indicano il potere trasformativo e purificatore del Suo amore, mentre la croce sopra il Cuore ricorda il Suo sacrificio redentore per i peccati del mondo intero. La ferita nel costato del Cuore rappresenta la ferita inflittaGli dal soldato romano e da tutti gli esseri umani attraverso i loro peccati.

Il contesto storico e la metafisica

Il significato di questi eventi non è semplicemente cronologico; essi risuonano con l’idea di “metaxy“, un termine articolato da Platone e successivamente esplorato da Sant’Agostino nelle sue Confessioni. Sant’Agostino ha delineato quattro significati del tempo: psicologico, fisico, morale e storico. Nella sua esplorazione del rapporto del tempo con l’eternità, Sant’Agostino ha affermato che il passato, il presente e il futuro sono sempre “presenti con noi”. Questa visione psicologica suggerisce che viviamo costantemente l’intersezione di questi punti temporali.

Nel libro XI delle Confessioni, Sant’Agostino dimostra che il futuro, il passato e il presente esistono nell’anima attraverso gli atti psichici. Ciò riecheggia la nozione di “metaxia” di Platone, descritta da Eugene Webb come «l’esperienza dell’esistenza umana come tra i poli inferiori e superiori: l’uomo e il divino, l’imperfezione e la perfezione, l’ignoranza e la conoscenza». In questo contesto, gli eventi che circondano la rivelazione del Sacro Cuore e il Miracolo di Lanciano possono essere visti come momenti cruciali dell’esperienza umana, a cavallo tra il divino e il terreno, tra il soprannaturale e lo storico. La rivelazione del Sacro Cuore avvenne pochi anni prima della Gloriosa Rivoluzione inglese (1688) e del regno di Pietro il Grande in Russia (1689), momenti cruciali che hanno segnato il corso della storia moderna.

Ognuno di questi eventi ci ricorda che Dio è attivamente coinvolto nello svolgimento della storia umana, guidando e preparando i cuori a una più profonda comprensione del Suo amore.

Approvazioni papali della devozione

La Chiesa Cattolica promuove da tempo la devozione al Sacro Cuore. Nel 1856, il Beato Papa Pio IX estese la festa del Sacro Cuore alla Chiesa universale, riconoscendone il profondo significato.

Papa Leone XIII e il Venerabile Papa Pio XII incoraggiarono ulteriormente questa devozione attraverso le loro encicliche,       rispettivamente Annum Sacrum e Haurietis Aquas, sottolineando il potente amore di Gesù e l’importanza di consacrarci al Suo Sacro Cuore. Inoltre, Papa Giovanni Paolo II ha parlato con passione del Sacro Cuore, esortando i fedeli ad abbracciare questa devozione come mezzo per sperimentare più pienamente l’amore di Dio.

Conclusione

La devozione al Sacro Cuore di Gesù è una testimonianza dell’amore divino che trascende e penetra il tempo e le circostanze. Dio non è distante. È molto coinvolto nella nostra vita, nella nostra storia. Collegando l’apparizione a Santa Margherita Maria e il Miracolo Eucaristico di Lanciano, scopriamo una narrazione profonda che parla al cuore del rapporto dell’umanità con il divino. Riconoscendo la metafisica di questi eventi, vediamo come l’amore di Dio si interseca continuamente con la storia umana, invitandoci a rispondere al Suo cuore con il nostro.

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