Amore romantico: i giovani, il bacio, il “per sempre”

(Fonte: prolifeinsieme.it)

Due giovani e l’ amore romantico, ovvero ”Il bacio” di Hayez (e un tuffo nel passato), quale immagine da cui partire per scoprire la dimensione dell’amore in riferimento a valori come il dono di sé, la progettualità, la famiglia ai giorni nostri.
Queste le parole di un’adolescente che guarda il quadro :-Lui è forte, protettivo, la avvicina a sé con passione ma è delicato, allo stesso tempo è pronto all’azione, risoluto. Lei è più luminosa, sembra in estasi, rapita in lui che accoglie fra le sue braccia; tra i due c’è una tenerezza estrema; non sanno, né vogliono immaginare un futuro diverso che non sia quello di stare l’uno accanto all’altra.
Un quadro emblematico, dunque, davanti al quale i giovani di oggi sanno ancora incantarsi, cogliendo con gli occhi dell’ anima particolari che sfuggono: il tempo, la luce, il luogo.

Il tempo e l’effimero

Tutti noi sappiamo quanto vada veloce il mondo di oggi.
I mezzi di trasporto sono capaci di farci viaggiare velocissimi, portandoci addirittura nello spazio!

Gli hi – phones (piccoli computers) pensano, quasi per noi, risolvendo innumerevoli problemi quotidiani.
La scienza e la tecnologia vanno a un ritmo inconcepibile dando all’ uomo l’ impressione di essere sempre più  padrone del futuro, eppure mai come ora le relazioni umane sono state così  precarie ed impoverite; chi  potrebbe scommettere sulla durata di rapporti di amicizia, lavoro e amore? Questo arreca un aumentato senso di ansia ed inadeguatezza…

Secondo aspetto: La luce /la verità –

Viviamo in un’epoca in cui apparire è  tutto, ma non nella vera essenza. Particolarmente i giovanissimi, soprattutto loro, sono le vittime di questa tendenza, tanto che alcuni si ammalano per voler essere esattamente come il mondo si aspetta: finti, disinvolti, disinibiti, mentre tanti altri, spaventati si chiudono in sé stessi rifiutando al contrario il contatto con questo mondo, rimanendo anzi, sospesi per la paura di posare i piedi dentro una realtà  di cui non vogliono fare parte.

E questo ci conduce al terzo elemento: Il luogo / la sua sacralità

(la famiglia di appartenenza) intendendo con ciò  qualcosa di immutabile, da cui partire per costruire il proprio futuro e da cui trarre forza quando le proprie sembrano abbandonarti; qualcosa che rimane cioè  fermo nelle tempeste della vita, che sospinge in avanti, che dà coraggio.
Questa breve analisi ci fa capire come l‘amore non può prescindere da alcune condizioni essenziali: il tempo per conoscere l‘amato, la luce per mostrarsi come realmente si è, la rete degli affetti che ci tiene al sicuro e ci permette di superare tutti gli ostacoli.

Riscontriamo però che tutto ciò fin qui detto è anche molto distante e alieno da quanto succede oggi.

Il corpo e l’io sono diventati la dimensione preponderante della relazione affettiva che rivendicano un appagamento immediato e come tale, destinato ad affievolirsi in breve tempo. Questo impedisce di andare oltre e di raggiungere l’essenza più profonda dell’altro e che si alimenta, come dicevamo, di superficie, di apparenza di artificiosità .
Mi è impossibile non paragonare tale tendenza ai moderni sistemi di coltivazione che, a differenza dell’aratro, non si addentrano in profondità nel terreno, pertanto, finiscono per seccare e impoverire le colture.

Gli stessi svaghi come la discoteca, un tempo luogo per divertire e fare conoscenze nuove, sono diventati luoghi di esclusivo approccio sessuale, di predazione, sballo e stordimento che devasta le menti già  così esposte alla sessualizzazione precoce, pornografia ecc.
Un altro termine tanto in uso come ” fast food” non ha forse un simile significato? Un piatto pronto da consumare quando ne ho voglia senza bisogno di aspettare.   Concetti questi, così distanti da altri, come: attesa, corteggiamento, rispetto, sogno, desiderio, fra cui non troverebbero certamente spazio i casi esecrabili di cronaca degli ultimi decenni, definiti femminicidi.

Per contro, ad una tale libertà non corrisponde un’adeguata misura di responsabilità. Anzi, si spingono i giovanissimi verso la fuga dalle conseguenze, diffondendo l’uso di contraccettivi, e in casi estremi, purtroppo, l’aborto…definendolo diritto della donna! Quale futuro? È risaputo da tempo il calo del numero dei matrimoni, anche civili, a favore delle libere convivenze, scelte dai giovani e raccomandate dai familiari quale banco di prova dell’amore e dell’affinità della coppia (la probabilità di divorziare di una coppia che conviveva già prima è di molto superiore a quelle che hanno scelto di non convivere). Chi non vorrebbe un legame stabile, chi non desidera essere amato per sempre?
No, io non credo che i nostri giovani non lo sognino più, piuttosto siamo noi adulti che non stiamo dando loro la giusta forza per aspettare, per essere sé stessi, e dunque gli strumenti per guidarli nel raggiungimento della loro dignità inviolabile, anzi glielo stiamo togliendo a danno delle generazioni future in un circolo vizioso senza fine…

Arriverà un momento in cui qualcuno si alzerà e dirà basta? Ci sarà un tempo di riflessione, di rinsavimento generale?

È difficile prevederlo perché il fenomeno è di portata globale soprattutto nelle società civilizzate. Alcuni movimenti in giro per il mondo,  attirano verso la scelta alta, di castità fino al matrimonio; un ritorno alla purezza, dunque. Sembra un’utopia, invece è realizzabile *…ad esempio in Uganda con il ritorno alla castità prima del matrimonio si è eliminato il 70 per cento dei casi di AIDS, bisognerebbe insegnarlo anche da noi a scuola! Nel frattempo i giovani potrebbero maturare rendendosi autonomi, costruendosi una rete di amicizie affidabili, formando le proprie capacità, diventando davvero bravi in qualche campo, sviluppando interessi, conoscendo il mondo… Sono tanti i benefici di questa scelta: in tale modo l’età del matrimonio arriverebbe prima perché non c’è la convivenza, niente gravidanze e malattie, niente aborti, niente ferite psichiche, perché ciò che tocca il corpo tocca l’anima! Scegliendo questa strada è altresì possibile che all’inizio ci si senta soli, esclusi. Ma ben presto si potrà assaporare la libertà, trovando amici migliori, una nuova autocoscienza e soprattutto un fascino nuovo che nessuna beauty farm può dare* .
Auspichiamo per i nostri giovani, figli e nipoti una tale scelta.
Maria Cariati per il Comitato Prolife Insieme.

*Only you- Diamo un’ occasione all’amore- Gabriele Kuby

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