Jack, un bambino sopravvissuto miracolosamente all’aborto chirurgico

(Fonte: www.piccolimartiri.blogspot.it)
Nel momento in cui Vicky Harper vide per la prima volta il figlio sopravvissuto all’aborto, disse: “Non lo cambierei per nulla al mondo”

Mentre Vicky Harper culla Jack, il figlio di quattro settimane di vita, sa bene che questo è il bambino che aveva cercato di distruggere.

All’età di 24 anni, Vicky scoprì di essere incinta del suo terzo figlio e prese la dolorosa decisione di abortirlo. Ma quando il bimbo che portava in grembo si salvò miracolosamente dalla procedura abortiva, il suo mondo cambiò per sempre.

Vicky, una madre a tempo pieno per Ross, due anni, e Leyla, cinque anni, rimase in cinta per caso a giugno dell’anno scorso, dopo aver dimenticato di prendere la pillola anticoncezionale.
All’epoca già faticava per sbarcare il lunario ed era consapevole che non sarebbe riuscita a far fronte a tutte le spese con tre bambini sotto i cinque anni.

“Non è stata una decisione facile. Amo i miei figli più di ogni altra cosa al mondo, ma semplicemente non avevo la forza di dare alla luce un altro bambino”, dice Vicky, da Caithness, Highlands scozzesi.

Anche se il suo partner Keenan McIvor, un falegname di 19 anni, aveva promesso di sostenerla qualsiasi cosa lei avesse deciso, Vicky era determinata: aveva detto al suo medico che voleva abortire.

Vicky aveva optato per un intervento chirurgico che comportava la rimozione del bambino per mezzo di un piccolo aspirapolvere.
“Keenan è venuto con me e ha tenuto la mia mano,” dice. “Ho emesso un piccolo grido prima di addormentarmi, ma sapevo che era la scelta migliore.”

Quello stesso giorno, dopo aver lasciato l’ospedale, Vicky si rese presto conto che qualcosa non andava.
“Ero stanca e stordita per tutto il tempo. Avevo nausea e vomitavo il cibo. Avendo già due figli, sapevo quello che si vive durante una gravidanza.”

Presa dal sospetto, la donna effettuò a casa un test di gravidanza e visto il risultato positivo telefonò subito al suo medico.
“Mi rassicurò che probabilmente c’erano solo alcuni residui di ormoni della gravidanza nel mio corpo,” dice.
Ma dopo che 15 test di gravidanza domestici erano risultati tutti positivi, Vicky pregò il suo medico affinché le facesse un’ecografia. La donna però venne considerata paranoica.

“Avevo un ritardo del ciclo di due mesi”, dice Vicky. “Sapevo che il bambino era ancora lì.”
Solo nove settimane dopo l’aborto chirurgico, un’ostetrica finalmente accettò di farle un’ecografia, rivelando che la donna aspettava ancora il bambino che aveva tentato di abortire.

“Nel profondo l’avevo sempre saputo” dice. “Ma vedere il mio bambino sullo schermo, mi riempì di lacrime. Keenan cercò di consolarmi, però io mi sentivo perduta. I medici mi dicevano che avrei potuto sottopormi a una seconda interruzione di gravidanza, ma essendo alla 16esima settimana i rischi aumentavano. Ero combattuta. Non volevo affrontare il pensiero di un parto.

Chiesi loro se questo secondo intervengo avrebbe potuto uccidermi. Mi risposero che, anche se il rischio era molto basso, il pericolo esisteva. Mi sentivo con le spalle al muro. Ero incinta di un bambino che non avevo desiderato o programmato. Ma non avevo altra scelta se non quella di portare avanti la gravidanza”.

La ricerca medica evidenziava come un piccolo numero di bambini che erano sopravvissuti ad un tentativo fallito di aborto chirurgico, fossero nati con problemi di salute o deformità.
Vicky dice: “Nonostante mi era stato detto che non sembrava ci fossero dei problemi, avevo il terrore che il primo aborto avesse danneggiato il bambino.”

Invece Jack è nato all’inizio di febbraio di quest’anno ed è un bambino sano e bello.

“Tutto quello che posso dire di lui è che è un sopravvissuto e che io lo amo più di quanto mai avrei pensato fosse possibile.”

Nel momento in cui Vicky lo ha visto per la prima volta, non ha rimpianto la sua decisione nemmeno per un momento.
“Non tornerei indietro per niente al mondo,” dice. “Jack è speciale e lui dovrà sempre sapere quanto lo amo.”
Vicky è irremovibile e ha deciso che quando Jack sarà abbastanza grande per capire, verrà a conoscenza di tutta questa storia.
“Voglio che lo sappia da me, a differenza tutti gli altri”, dice.
“Ma come fa una mamma a trovare le parole per dire che non voleva il suo bambino?” le domanda un giornalista.
“Tutto quello che posso dire di lui è che è un sopravvissuto e che io lo amo più di quanto mai avrei pensato fosse possibile.”
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