Papa Francesco: più persone devono unirsi in attività pro-vita per fermare l’aborto

Di Steven Ertelt  –  7 febbraio 2018   (Fonte: www.lifenews.com )

Papa Francesco dice che è preoccupato perché non ci sono abbastanza persone impegnate nel difendere la vita e porre fine all’aborto. In un panorama sociale dove sono presenti così tanti attacchi diretti, Papa Francesco si è detto preoccupato per il fatto che così poche persone siano coinvolte in attività a favore della vita.

Non importa dove si vive, è molto probabile che nel quotidiano chiunque possa trovarsi difronte a situazioni che riguardano l’aborto e l’eutanasia. Come riportato da LifeNews, i rapporti sull’aborto nel mondo stimano che 1 miliardo di bambini siano stati uccisi con l’aborto negli ultimi 100 anni.

Inoltre:

Recitando la preghiera dell’Angelus in Vaticano il 4 febbraio, per la quale circa 20.000 persone si sono radunate in piazza San Pietro, Papa Francesco ha ricordato la Giornata per la Vita in Italia e ha anche invitato a una giornata di preghiera e digiuno per la pace il 23 febbraio, con preghiere speciali per il Congo e il Sud Sudan.

Ringraziando tutte le “diverse realtà ecclesiali che in tanti modi promuovono e sostengono la vita”, Papa Francesco ha detto di essere sorpreso che non ci fossero più persone coinvolte.

“Questo mi preoccupa”, ha detto il papa, “non sono tanti quelli che lottano per la vita in un mondo dove ogni giorno si costruiscono più armi, ogni giorno si fanno più leggi contro la vita, ogni giorno va avanti questa cultura dello scarto, di scartare quello che non serve, quello che dà fastidio” a troppe persone.

Papa Francesco ha chiesto preghiere affinché più persone diventassero consapevoli della necessità di difendere la vita umana “in questo momento di distruzione e di scarto dell’umanità”.

Il nuovo Rapporto mondiale sull’aborto (Abortion Worldwide Report) è il primo a monitorare sistematicamente il numero di aborti riportati in 100 nazioni, territori e regioni dall’anno della legalizzazione fino al 2015, secondo il Family Research Council.

Nell’ampliamento del nuovo rapporto sono impegnati anche Human Life International, Global Life Campaign, Charlotte Lozier Institute e Regent University. I suoi principali autori sono Wm. Robert Johnston, Ph.D. e Thomas W. Jacobson, M.A.

Jacobson, il direttore esecutivo della Global Life Campaign, ha iniziato a lavorare con Johnston nel 2002 per raccogliere i dati sull’aborto da paesi di tutto il mondo attraverso due database, secondo quanto asserisce Human Life International in una biografia. Hanno usato la loro ricerca e una banca dati per compilare il nuovo rapporto mondiale sull’aborto, afferma la biografia.

Johnston gestisce un sito web chiamato Archivio di Johnston, che elenca statistiche sull’aborto e altri dati divisi per paese. Fornisce inoltre collegamenti diretti alle sue fonti, tra cui rapporti governativi e rapporti dei gruppi di ricerca sull’aborto.

Il nuovo rapporto globale sull’aborto inizia con i dati del 1920, anno in cui l’ex U.S.S.R. è stata la prima a autorizzare l’aborto, stando a quanto afferma Human Life International. Oggi, 136 nazioni hanno legalizzato gli aborti con diversi gradi di limitazioni, riferisce il gruppo di lavoro.

Quindi, come incoraggia Papa Francesco, lasciati coinvolgere nella lotta per la vita oggi stesso.

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