Formazione, Formazione, Formazione

Di Don Shenan J. Boquet (1/10/2016)

L’Irlanda è davvero un paese meraviglioso. Anche se non ci sei mai stato, potresti indovinare che il tempo è come nel primo periodo d’autunno, deboli rovesci, perlopiù nuvoloso, con temperature che si aggirano intorno ai 15° gradi.

Il tempo può essere più rigido di così, ma abbiamo avuto fortuna in questo viaggio, e non solo con il tempo. L’ambiente qui aiuta a spiegare il carattere robusto e la calda spensieratezza del popolo irlandese. Hanno affrontato grandi difficoltà nel corso degli anni, ma hanno sviluppato una capacità di recupero e un umorismo che li aiuta a essere pazienti. E dal momento che l’isola è stata convertita alla fede cattolica molto tempo fa, il loro sentimento nazionale è stato associato alla fede, cosa ancora evidente nelle antiche chiese e monasteri, nei nomi delle strade e dei quartieri, e nel fatto che i preti irlandesi hanno diffuso la fede in tutto il mondo negli ultimi due secoli.

L’indole irlandese, tuttavia, è stata messa alla prova in questi giorni. Dopo anni di aggressioni laiciste provenienti dalla Gran Bretagna e più recentemente dagli Stati Uniti, la Chiesa ha vacillato. Anche gli irlandesi qui residenti sembrano sradicati in qualche modo, quasi ansiosi di prendere le distanze dalle loro tradizioni. L’anno scorso l’Irlanda è diventata la prima nazione a ridefinire il matrimonio attraverso il voto popolare, e le sue leggi pro vita sono sotto costante attacco, con alcune battute d’arresto negli ultimi anni. Il fatto che gli attacchi contro i valori cristiani tradizionali irlandesi sono finanziati da miliardari “progressisti” stranieri come George Soros lo sanno tutti, ma a dire la verità, il famoso spirito irlandese di lotta non è più quello di una volta.

A parte alcune preziose eccezioni. Durante questi viaggi di missione ho potuto incontrare molte persone e ho avuto la fortuna di intrattenere conversazioni sincere con alcune persone e gruppi che guardano al santo patrono d’Irlanda, San Patrizio, come ad un esempio da seguire. Quello che ho sentito è veramente considerevole.

Per la maggior parte della gente, a quanto pare, la fede è diventata lentamente un fatto meramente culturale. Dopo quaranta anni di indifferenza e di catechesi inadeguate, di dissenso incontrollato dalla dottrina della Chiesa (in particolare per quanto riguarda la contraccezione e ciò addirittura dal pulpito), quasi due intere generazioni hanno perso la fede. Quando l’immoralità dello scandalo degli abusi ha colpito l’Irlanda, i resti del Cattolicesimo culturale non sono stati sufficienti a puntellare la fede della gente, e vi è stata una apostasia di massa.

Se questa tendenza rimane invariata e la gente continua a rifiutare Dio e i Suoi comandamenti, i nostri amici dicono, si perderà anche una terza generazione, seguita dall’Irlanda intera.

Per parafrasare una conversazione che ho avuto con un dirigente locale: “Siamo conosciuti come la terra di santi e di studiosi che hanno inviato missionari in tutto il mondo, ma abbiamo rifiutato questa ricca eredità, abbracciando invece la via dell’Europa e dell’America. E a che prezzo? La morte della nostra fede cattolica, delle nostre famiglie e dei nostri figli”.

Don Boquet nella Cattedrale di San Patrizio ad Armagh, Irlanda
Don Boquet nella Cattedrale di San Patrizio ad Armagh, Irlanda

Quando impareremo come Chiesa? C’è un’enorme differenza tra un Cattolico fedele e senza paura che fa di tutto per andare incontro alla cultura in cui si trova e portare la fede in modo creativo, e un Cattolico che pensa che dove il mondo e la Chiesa non sono d’accordo, la Chiesa deve cambiare i suoi modi al fine di apparire “rilevante” (o adeguata ai tempi ndt). Il primo è la vita della Chiesa, quest’ultimo, una morte lenta.

Noi clero e capi della Chiesa dobbiamo occuparci delle anime. Dobbiamo predicare l’amore e la misericordia del Signore. Questo amore non è soltanto l’amore di un amico: è l’amore di un uomo che è morto per i nostri peccati nel modo più brutale. Egli fu “rilevante” – ed è “rilevante” – proprio perché a Lui non poteva importare di meno di risultare “rilevante”. Il suo amore era sacrificale e completo. È QUESTO amore, QUESTA Persona, che è il nostro modello.

Dio ci dà così tanti modelli di questo amore totale che trasforma il mondo. Abbiamo appena avuto l’occasione di onorare Madre Teresa di Calcutta. L’ultima santa canonizzata della Chiesa è un esempio di una che ha amato senza paura, e che è stato “rilevante” non malgrado, ma a causa della sua mancanza di interesse di conformarsi al mondo. Inoltre abbiamo da poco celebrato la ricorrenza della Festa di San Padre Pio: quanto è stato “rilevante”? E se fu rilevante, lo fu perché ha fatto accomodare le persone in salotto o perché ha portato la Fede al mondo in modo radicale?

La gloria di Dio non è solo l’uomo vivo nella sua pienezza, come Sant’Ireneo ha detto così bene. È l’uomo la cui volontà è talmente conforme alla volontà di Dio che è pronto a morire per amore, a sacrificare tutto per le anime. Se noi sacerdoti e i nostri pastori vedessimo le nostre vocazioni in questo modo, Dio ci potrebbe utilizzare per infiammare il mondo, non tanto facendo accomodare più persone in salotto, quanto piuttosto mandandole fuori a lavorare per l’amore e la giustizia. Esse chiuderebbero le cliniche abortiste e metterebbero il timore di Dio nei politici attraverso una pacifica e chiara testimonianza di vita. Esse aprirebbero i centri per la maternità per aiutare le donne a scegliere la vita, e predicherebbero la dottrina morale e sociale della Chiesa in armonia con il Vangelo, mostrando come l’amore esige che noi poniamo fine alla rivoluzione sessuale con una controrivoluzione d’amore. Esse farebbero capire agli uomini come sia poco virile trattare le donne come oggetti da usare, e alle donne che non troveranno mai l’amore in squallide avventure.

Una comunità ben formata può andare incontro al mondo e trovare modi creativi per cambiarlo, e non cercare all’infinito modi per cambiare la Chiesa e la sua dottrina per far sembrare la Chiesa meno aggressiva. Quando impareremo che sottomettersi al mondo non porta la pace o la conversione, ma la confusione e ancora maggiore ostilità verso i fedeli cattolici?

I Cattolici che sono ben formati nella fede vogliono giustizia e lavoreranno sodo per questo. Essi costruiranno famiglie solide che non necessitano di assistenza del governo, e non si rivolgeranno mai più lo stato per salvarli dalle conseguenze delle proprie scelte. Essi non permetteranno che i poveri e gli emarginati nelle loro comunità soffrano, ma saranno attenti alle esigenze altrui. Non abortiranno e non tollereranno questo male nelle loro comunità. Essi daranno nella loro vita una testimonianza di matrimonio vero e naturale, anche con tutti i loro difetti, perché rimangono fedeli. Aderiranno e sosterranno liberamente le istituzioni che servono il bene della comunità, e saranno generosi con qualunque ricchezza che sarà loro data. La loro società sarà migliore solo perché per prima cosa essi hanno imparato ad amare all’interno delle proprie famiglie e grazie ai sacerdoti che non hanno avuto paura di dire loro la verità e di essere esempi di gioioso amore sacrificale, come Cristo.

Essi sapranno anche come votare.

Questo è come una società cattolica dovrebbe essere, una società in grado di gestire e non di sciupare la propria libertà. Vedere il collasso della società e della fede cattolica in Irlanda spezza il cuore, come pure vedere il governo affermarsi in quegli ambiti in cui un popolo libero e credente era solito assumersi le sue responsabilità. In America succede lo stesso, fino al punto in cui i Cattolici ritengono che più al governo, ovviamente corrotto e incompetente, spetti ancora a noi dare la giusta “prima risposta” per la cura dei deboli ed emarginati.

Dobbiamo svegliarci. Io sono accanto alle persone in Irlanda che sono sveglie e si battono, ma che per la maggior parte non sentono che la Chiesa le sostiene. Hanno una strada difficile, ma questa terra ha visto tanti santi nel passato. Finché abbiamo fiato in corpo, siamo sempre in tempo per agire per coloro la cui speranza è nel Signore.

Grazie del sostegno in questa missione e ai nostri affiliati in tutto il mondo! È un onore combattere questa battaglia con tutti voi.

facebooktwittermail

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *