Festeggiando la Dichiarazione comune

di P. Shenan J. Boquet – Presidente di Human Life International
La Chiesa universale e il movimento pro-vita e pro-famiglia in tutto il mondo, venerdì 12 febbraio 2016, hanno ricevuto due regali incredibili. In primo luogo c’è stato l’incontro tra i capi delle confessioni della Russia Ortodossa e del Cattolicesimo Romano, auspicato per un millennio dai fedeli di tutto il mondo.
In secondo luogo c’è stata la loro energica Dichiarazione comune , che ha toccato con ottimismo svariati punti di consenso, includendo un deciso sostegno al “diritto inalienabile alla vita” e alla famiglia naturale fondata sull’unione indissolubile, fedele e aperta alla vita di un uomo e di una donna. In un’era di attacchi in tutto il mondo senza precedenti sferrati da parte dei poteri forti mondiali al matrimonio e alla famiglia, così come alla vita delle persone più vulnerabili, tali unità e chiarezza sono assolutamente necessarie.

Nella Dichiarazione è degna di nota anche la forte condanna del massacro dei Cristiani e la distruzione della cultura cristiana perpetrati dagli jihadisti islamici. Tutti questi attacchi alla vita e alla fede mettono in evidenza un male che attraversa e sottende le radicali ideologie contrarie alla vita.
Francesco e Kirill, con la loro difesa della libertà religiosa nei confronti del laicismo radicale in Occidente, forniscono una solida base per continuare il dialogo: “Oggi le catene dell’ateismo militante sono spezzate e in tanti luoghi i cristiani possono liberamente professare la loro fede.” Infatti. Dopo aver letto questo, Monsignor Ignacio Barreiro, il mio collega qui presso la sede HLI ha aggiunto: “Possa la Dichiarazione essere profetica e possa accadere lo stesso in Occidente.”

Monsignore ed io stavamo parlando della Dichiarazione comune al mio ritorno da una missione. Egli era stato colpito in particolare dalle sezioni sulla difesa della vita e della famiglia, e dal desiderio espresso che l’Europa a recuperi le sue radici cristiane, condividendo le preoccupazioni di Papa San Giovanni Paolo II e Papa Benedetto XVI. Monsignore ha studiato e scritto per molto tempo sulla storia del Cristianesimo. Nella Dichiarazione egli scorge allusioni a molte delle prove che hanno colpito la Chiesa, prove condivise da Oriente e Occidente.

Nel corso delle ultime due settimane, ho acquisito una nuova prospettiva che mi permette di apprezzare la straordinaria importanza di questo incontro e della Dichiarazione comune. Mentre Papa Francesco e il Patriarca Kirill si incontravano, io ero in partenza da Minsk, in Bielorussia dove ero stato impegnato in una missione di un otto giorni in favore della vita e della famiglia. Abbiamo viaggiato per oltre 2000 km tenendo corsi di formazione pro-vita a seminaristi, sacerdoti, e fedeli laici, sia Cattolici che Ortodossi, nelle città di Minsk, Pinsk, Vitebsk, Mogilev, e Grondo.

È stata una grande gioia poter testimoniare la collaborazione di Cattolici e Ortodossi lavorando per un obiettivo comune, la tutela di ogni vita umana e la dignità della famiglia.
Il mio ospite, Vladislav Volokovich, direttore di Open Hearts Foundation e affiliato di HLI in Bielorussia, è stato molto incoraggiato dalla partecipazione di entrambe le comunità di fede durante la missione di otto giorni. Ha riconosciuto che questo deve essere un segno di speranza e di determinazione per far diventare la Bielorussia una nazione che ama, difende e protegge la vita. Nelle città e nelle campagne abbiamo visto molti cartelloni pro-vita nelle aree comuni, tra cui uno raffigurante tre infermiere con in braccio dei bambini con il messaggio “Vi imploriamo di accogliere e proteggere i vostri figli”. Anche i pro-vita di Grondo hanno anche i loro messaggi in difesa della vita sui mezzi pubblici. Ho visto un autobus dipinto di verde chiaro e coperto con messaggi pro-vita. Credo che questo sia il motivo per cui i venti politici sembrano muoversi verso un maggiore rispetto per la vita e la famiglia. È stato davvero qualcosa da vedere.

Anche al nostro livello di base di lavoro, abbiamo visto segni di speranza tra alcuni che sono cresciuti scettici riguardo le intenzioni di chi proviene dagli Stati Uniti e da altre nazioni secolarizzate. Uno dei sacerdoti ortodossi che hanno preso parte alla nostra iniziativa a Minsk l’ultimo giorno mi ha umiliato quando ha detto: “Mi hai fatto cambiare idea sugli Stati Uniti e la sua gente. Oggi mi hai mostrato il volto e il cuore di un Cristiano. Anche se ci sono persone malvage nel vostro paese che cercano di imporre ordini del giorno contro la vita ad altri paesi come la Bielorussia, ci sono anche brave persone come te che cercano di promuovere il bene”.

Che momento umiliante, quando il Nostro Signore apre i cuori e le menti.
La Chiesa ortodossa e quella cattolica in Bielorussia sono molto attive. Aprono centri per le famiglie e sono ala ricerca di altri modi per sostenere la vita familiare. Siamo anche stati benedetti per aver potuto incontrare quattro Vescovi cattolici, tra cui l’Arcivescovo di Minsk. Abbiamo discusso come rafforzare sensibilizzazione della Chiesa cattolica verso le famiglie e come sostenere i movimenti in favore della vita e della famiglia in crescita in tutta la Bielorussia.
Vladislav pensa la nostra visita e i nostri programmi siano stati incoraggianti per i seminaristi, sacerdoti e vescovi. Quando i capi religiosi parlano con forza e senza equivoci, come Francesco e Kirill hanno fatto la scorsa settimana, i fedeli si ricordano dell’unicità del dono del Cristianesimo e sono incoraggiati a continuare a lottare per la giustizia.
A nome di tutti i missionari pro-life e pro-famiglia di Vita Umana Internazionale in tutto il mondo, esprimo la nostra più profonda gratitudine per questa Dichiarazione comune coraggiosa ed esaltante del Santo Padre e del Patriarca Kirill. Possa Dio continuare a guidare i capi della Chiesa verso una maggiore unità nella verità e nell’amore per il Signore Gesù Cristo e per coloro che Lo servono.

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