Festa dei Santi Innocenti Martiri

(Omelia di Mons. Ignacio Barreiro per la festa dei Santi Innocenti Martiri 2012)

Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo

In questo giorno in cui ricordiamo il martirio dei Santi Innocenti, la gioia del Natale sembrerebbe venire meno, ma in realtà questo non avviene, perché Dio alla fine, vince sempre e manifesta la Sua giustizia. Possiamo anzi gioire perché le porte del Paradiso si aprono per accogliere una folta schiera di bambini che entrano in Cielo offrendo il loro sangue per la nostra salvezza. Nei nostri tempi nei quali milioni di innocenti sono trucidati, invochiamo la loro intercessione per i bambini non nati che sono a rischio di essere abortiti e per l’abrogazione di tutte le leggi che permettono questi omicidi. 

Noi dobbiamo celebrare questa festa con particolare devozione in questa Chiesa, (dedicata a San Giuseppe) perché la pala dell’altare principale ritrae il momento nel quale, nel cuore della notte, dopo la partenza dei Re Magi, l’angelo esorta San Giuseppe ad alzarsi in fretta, a prendere il bambino e sua madre, a fuggire in Egitto e a rimanere là fino ad un nuovo ordine.

Per capire il modo d’agire di Erode, dobbiamo ricordare che nell’anno 7 a.C. questo tiranno aveva fatto giustiziare i suoi figli Alessandro e Aristobulo, perché sentiva minacciato da loro il proprio potere. Nell’anno 4 a.C. aveva eliminato per lo stesso motivo anche il figlio Antipatro. Erode ragionava esclusivamente secondo le categorie del potere concepito in una forma quasi paranoica. Gli ultimi giorni della sua vita ci danno una conferma della sua crudeltà: dal momento che prevedeva che la sua morte avrebbe provocato grande gioia fra i suoi sudditi, poiché desiderava invece essere sepolto tra abbondanti lacrime, richiamò a Gerico da tutte le parti del regno molti insigni Giudei e, una volta arrivati, li fece rinchiudere nell’ippodromo. Diede quindi l’ordine che subito dopo la sua morte se ne facesse strage: così le desiderate lacrime sarebbero state assicurate, almeno da parte dei familiari e amici degli uccisi.

Mons. Ignacio Barreiro † – Fondatore e Direttore (1998-2015) dell’ufficio di
Vita Umana Internazionale – Roma

La notizia di un apparente nuovo pretendente al trono, appresa dei Re Magi, sicuramente l’avrà messo in ansia. E tenendo conto del suo carattere, è evidente che nessun scrupolo morale avrebbe potuto fermalo. Non ci sono informazione da fonti non bibliche su questa tragedia, ma ricordando tutte la crudeltà note di questo squallido personaggio, non ci sono dubbi ragionevoli sulla storicità del fatto che i suoi sgherri abbiamo ucciso per suo ordine tutti i bambini maschi minori di due anni in Betlemme e nella zona circostante per essere sicuri di avere ucciso Gesù.  

Ai nostri giorni gli innocenti sono uccisi non soltanto da piccoli tiranni di provincia, ma da tiranni collettivi eletti dalla democrazia contemporanea. Il nuovo e principe tirannico è un’entità collettiva formata dalle mutevoli maggioranze nel gioco di una democrazia ormai degenerata perché ha perso i principi morali che sono la struttura portante di qualsiasi forma di società politica. Questo nuovo principe è formato da una moltitudine di uomini e donne che per diverse ragioni sono disposti a uccidere non solo i piccoli nei grembi della loro madri, ma anche gli anziani, i malati terminali e gli handicappati.

La scusa ufficiale per giustificare tutte queste terribili nefandezze è un liberalismo esasperato declinato con sfumature diverse. Ma in realtà queste spiegazioni razionali sono soltanto delle sovrastrutture ideologiche che coprono un gretto edonismo ed egoismo. Si vuole l’aborto per separare la sessualità della procreazione cosicché la sua pratica non implichi responsabilità. È così evidente che l’aborto è la conseguenza estrema della mentalità contraccettiva. Si vuole l’eutanasia nelle sue diverse forme per non dover farsi carico dell’onere socioeconomico per il sostentamento e l’assistenza agli anziani, ai malati terminali e agli handicappati.

Dinanzi a questa realtà che cosa possiamo fare? Innanzi tutto, intensificare le nostre preghiere. Chiediamo quindi al Signore di rimanere fedeli al nostro impegno in difesa della vita, anche se siamo rimasti in minoranza. Chiediamo di essere coerenti, che la fede che la nostra lingua professa, sia testimoniata anche dalla bontà della nostra vita, come recita l’orazione della Messa di oggi. Chiediamo anche che le menti e i cuori dei nostri contemporanei si aprano alla verità. Ma dobbiamo impegnarci anche in un apostolato sociale e politico capillare per mostrare la verità a tutti i membri della società. Questa dovrà essere però inserita nella predicazione integrale della Fede, perché soltanto se la società ritornerà a Cristo sarà in grado di difendere integralmente la vita come primo dono di Dio.  

Oggi, in occasione della festa dei Santi Innocenti, possiamo chiedere al Signore tramite l’intercessione loro e della Santissima Vergine Maria, che ci dia la grazia di essere fedeli in questo impegno di difesa della vita e soprattutto nel nostro combattimento spirituale, che solo potrà donarci la vittoria. 

Sia lodato Gesù Cristo        

                                    

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