Festa dei Santi Innocenti Martiri

( Omelia di Mons. Ignacio Barreiro per la festa dei Santi Innocenti Martiri 2013)

Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo

            La Chiesa ha da sempre ricordato con grande emozione il martirio dei Santi Innocenti, che sono sterminati quando Erode, per essere sicuro di uccidere il Bambino Gesù, ordina la morte di tutti i bambini maschi di meno di due anni a Betlemme e dintorni. In questo ultimo secolo il loro massacro assume un significato speciale, perché questi infanti trucidati da un Re crudele prefigurano i milioni di bambini non nati che sono uccisi in tutto il mondo dall’omicidio aborto. Per questa ragione noi Cattolici, impegnati nella difesa dei bambini non nati, li consideriamo i Santi Patroni e protettori dei bambini che sono a rischio di essere uccisi nel grembo materno. Per loro offriamo questa Messa, e in particolare preghiamo per le donne che stanno pensando di prendere questa tragica decisione. Preghiamo perché ascoltino la voce della coscienza, ma anche perché trovino il sostegno concreto di tutti gli uomini e le donne di buona volontà che le aiutino ad accogliere il bambino che sta crescendo nel loro grembo.     

            Ci sono autori che negano la veridicità di questa storia, ma se studiamo la vita di Erode possiamo dedurre che questo racconto appare del tutto conforme al suo modo di agire. Giuseppe Ricciotti afferma che, il re Erode “è uno degli uomini più sanguinari che la storia conosca”, e non si fece scrupolo di ricorrere a ogni sorta di violenza quando sentiva che il suo trono era minacciato.[1]

Secondo le statistiche odierne, oggi milioni di bambini sono trucidati con il permesso, o quello che è molto peggio, con l’intervento diretto dei governi, degli organismi internazionali e dei potenti gruppi di pressione mondiali, con sede per lo più negli Stati Uniti e in Europa.

Mons. Ignacio Barreiro, Direttore di Vita Umana Internazionale Roma 1998-2015

Quando in uno stato si legalizza l’aborto, in un primo momento, lo si presenta falsamente come una misura di misericordia e aiuto per le donne che si trovano in circostanze difficili, ma poi, seguendo il degrado morale tipico delle società odierne, esso è visto come un diritto umano della donna. In molti paesi che hanno legalizzato l’aborto si ritiene che la donna abbia il diritto di scegliere la vita o la morte del bambino che porta in grembo. In alcune nazioni i governi semplicemente permettono l’aborto, in altri promuovono l’uccisione del bambino nel grembo materno, ma in cima a questa scala di crescente malvagità ci sono i paesi nei quali i governi obbligano le madri ad abortire come accade in Cina e come può presto accadere in qualche paese occidentale dove i governi fanno pressione sulle madri dei bambini handicappati affinché li abortiscano.

Leggendo le cifre orrorifiche di questo mostruoso crimine, salta all’occhio come i paesi che hanno i numeri più alti sono i paesi comunisti o ex-comunisti; si può quindi intravedere una certa correlazione fra il grado di corruzione di una società e il numero di aborti che essa pratica. Nell’Unione Sovietica dove l’aborto è stato legalizzato dopo la rivoluzione e l’uccisione del bambino è diventato il metodo normale di contraccezione, non è difficile trovare donne che hanno abortito decine di volte. Allo stesso tempo si deve ricordare che l’odierno governo russo ha preso delle misure per diminuire il numero degli aborti e stimolare la crescita delle nascite. Si deve pregare per questo governo che patisce ancora i danni derivati dal passato comunista ma allo stesso tempo subisce le pessime influenze delle società occidentali.      

            Dobbiamo interrogarci su cosa abbia in comune il piccolo despota della Palestina con gli stati moderni. La risposta è, la mancanza di fede. Leggendo Sant’Agostino emerge chiaramente come Erode facesse finta di credere nell’Ebraismo, ma fosse in realtà un miscredente, mentre gli stati moderni hanno abbandonato la fede in Cristo per abbracciare invece una visione del mondo improntata al più gretto materialismo. Sono accomunati dal più sordido egoismo, cioè al chiudersi in sé stessi, rifiutando radicalmente Dio e gli altri uomini. Il tiranno di Gerusalemme aveva paura di perdere la sua piccola corona, gli stati moderni hanno paura d’avere più gente di quella che loro ritengono possa vivere agevolmente nelle loro società e cercano di diminuire il numero di abitanti uccidendo i bambini.

Purtroppo, come ai suoi tempi Erode vedeva nel bambino di Betlemme un rivale, così oggi molte persone vedono nel bambino non nato un concorrente, un ostacolo ai loro interessi, ai loro piaceri, e infine al benessere economico. In questo gli stati moderni non hanno tutta quella sapienza che presumono d’avere, perché, come ci aveva insegnato a suo tempo la seconda scolastica spagnola, la ricchezza e la prosperità materiale di una società non consiste nell’accumulo di grosse riserve di capitale, o nel possesso di metalli pregiati o buoni pascoli, ma nelle capacità morali, intellettuali e pratiche della sua popolazione.

            Davanti all’egoismo radicale della società moderna, al suo ripiegarsi su sé stessa, dobbiamo rispondere con una radicale e generosa apertura alla vita, con una fiduciosa speranza nella Provvidenza di Dio. Lo slancio della speranza preserva dall’egoismo e conduce alla gioia della carità. Non possiamo limitarci a una difesa teorica della vita dei bambini non nati, ma dobbiamo predicare con opere concrete di carità. Opere, in primo luogo, in aiuto alle ragazze madri, cercando d’aprire la maggior quantità possibile di case di accoglienza, dove possano rimanere durante il periodo di gestazione e dopo la nascita del bambino. In secondo luogo, attraverso una decisa azione politica dobbiamo richiedere alla società che assista concretamente le famiglie numerose con aiuti economici proporzionali al numero dei figli.    

            Oggi preghiamo i Santi Innocenti Martiri che intercedano per i nascituri a rischio d’aborto e per noi affinché abbiamo la forza per continuare la lotta in difesa della vita con iniziative concrete. Preghiamo anche la Santissima Vergine Maria Madre di Dio e Madre nostra che interceda per noi e ci dia la forza affinché rimaniamo fedeli nella lotta in difesa della vita umana.            

Sia lodato Gesù Cristo           

           [1] Erode nel 37 a.C. mise a morte quarantacinque Asmonei e molti membri del sinedrio; nel 35 a.C. uccise il sommo sacerdote e suo cognato Aristobulo; nel 34 suo zio Giuseppe; nel 29 Mariamme (una delle sue mogli) e sua suocera Alessandra; nel 25 il cognato (marito della sorella) Kostobar, e quindi due figli (Alessandro e Aristobulo) con trecento ufficiali, e nel 4 a.C. anche il primogenito Antipatro.


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