Una giornata di preghiera e di riparazione per l’uccisione e lo sfruttamento dei bambini non nati

Di Don Shenan J. Boquet (Originale in Inglese www.hli.org )

“Nell’annunciare questo Vangelo, non dobbiamo temere l’ostilità e l’impopolarità, rifiutando ogni compromesso ed ambiguità, che ci conformerebbero alla mentalità di questo mondo (cf. Rm 12, 2). Dobbiamo essere nel mondo ma non del mondo (cf. Gv 15, 19; 17, 16), con la forza che ci viene da Cristo, che con la sua morte e risurrezione ha vinto il mondo (cf. Gv 16, 33)”.

 Evangelium Vitae, n. 82

Nel nostro tempo ci troviamo di fronte ad una violenza imperante, “una cospirazione contro la vita umana”. La cultura della morte “è attivamente promossa da forti correnti culturali, economiche e politiche, portatrici di una concezione efficientistica della società” (Evangelium Vitae, n. 12). La ricerca dei piaceri della vita terrena ha provocato una guerra dei forti contro i deboli. E nel momento in cui la gente decide che lo scopo dell’esistenza umana debba limitarsi a questo mondo terreno, chiunque – cioè un bambino non nato, un anziano, un malato, un disabile e un moribondo – si metta sulla loro strada costituisce una minaccia e deve essere eliminato.

Questa situazione è resa possibile ed è incrementata dal progressivo indebolimento delle coscienze dei singoli e della società, che ha fatto perdere il senso di quale sia il valore incomparabile della persona umana. Di conseguenza, molti non sono in grado di discernere quello che è buono, vero e bello da quello che è cattivo, falso e grottesco. La confusione regna sovrana. Molti oggi affermano che ciò che è bene è male e ciò che è male è bene. Inoltre, l’indebolimento morale della nostra resistenza alla cultura della morte, ha reso la maggioranza delle persone insensibile e cieca nei confronti del crimine e della violenza dell’aborto, dell’eutanasia, della ricerca sulle cellule staminali embrionali, del traffico di esseri umani, della pornografia e dello sfruttamento e della compravendita dei bambini non nati.

A causa della diffusa confusione morale e dell’ambiente ostile creatosi, viene ignorata una verità fondamentale: la dignità intrinseca della persona umana, a partire dal concepimento fino alla morte naturale. I cattolici credono che “essendo ad immagine di Dio, l’individuo umano ha la dignità di persona; non è soltanto qualche cosa, ma qualcuno. È capace di conoscersi, di possedersi, di liberamente donarsi e di entrare in comunione con altre persone; è chiamato, per grazia, ad un’alleanza con il suo Creatore, a dargli una risposta di fede e di amore che nessun altro può dare in sua sostituzione” (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 357).

Ogni volta che la dignità di una persona umana viene dimenticata, sminuita o negata, viene ignorato qualcosa di essenziale, e le conseguenze di un tale comportamento per la società e la cultura sono di vasta portata. Così, la persona umana è il fondamento di una visione morale della società, come enunciato dal Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa: “Da lui pertanto ha origine la vita sociale, la quale non può rinunciare a riconoscerlo suo soggetto attivo e responsabile e a lui ogni modalità espressiva della società deve essere finalizzata” (n. 106).

Pertanto, l’essere umano deve essere considerato come il “fine” e non il “mezzo”. La vita umana deve essere sempre più valorizzata e considerata con il rispetto dovuto a una persona umana – l’uomo (o la donna) è una persona per quello che è, perché il suo essere è ciò che è, non per quello che può fare o per le funzioni che può svolgere. Pertanto, ogni persona è dotata di una dignità incomparabile, è più importante delle cose materiali, è preziosissima, ed è portatrice di alcuni diritti fondamentali in virtù di quello che è. “Il rispetto della persona umana implica il rispetto dei diritti che scaturiscono dalla sua dignità di creatura. Questi diritti sono anteriori alla società e ad essa si impongono” (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1930). E poiché la dignità umana è intrinseca, ogni essere umano di qualsiasi età, dimensione, grado di sviluppo o capacità fisica o mentale ha la stessa dignità fondamentale. Non c’è un momento o una fase in cui la vita di una persona può essere degna e in un altro essere indegna.

Questa consapevolezza e convincimento deve essere il punto di partenza di ogni decisione e azione; dovrebbe influenzare il nostro comportamento, il modo in cui viviamo e le scelte che facciamo; dovrebbe dare forma a come ci relazioniamo con le altre persone, a come promulghiamo le leggi e come edifichiamo società e nazioni. L’essere umano proprio in quanto fine deve essere servito dai governi e dalle istituzioni – le cui azioni saranno valutate nella misura in cui esse costituiscano una minaccia o un miglioramento per la vita e la dignità della persona umana.

Ma disgraziatamente, molti governi e istituzioni non superano questa prova. C’è un “treno” di crimini contro la dignità umana (quello che alcuni hanno etichettato come una “catena di morte”), che inizia con l’attacco verso i più vulnerabili della famiglia umana, i nascituri – con la loro uccisione su scala industriale e con la raccolta dei loro tessuti e parti del corpo per la commercializzazione. Nel mondo, ogni giorno più di 150 mila bambini non nati sono vittime del crimine dell’aborto, 50-60 milioni ogni anno. Ciò significa che negli ultimi 50 anni ben 2,5 miliardi di bambini non nati sono stati deliberatamente uccisi, assassinati. La gravità di questi crimini commessi dall’industria anti-vita in continua espansione con i suoi alleati ricercatori biomedici e farmaceutici non può essere ignorata o lasciata continuare. Il compito principale davanti a noi, quindi, è quello di togliere gli strati di ottenebramento e di inganno e di mostrare al mondo chi è al centro di questo dibattito: la persona umana.

Ripristinare una Cultura della Vita, una società dove la vita umana è rispettata e servita, è un’impresa ardua e non è per i pavidi. Scacciare la macchina anti-vita, la sua industria lucrativa e la sua narrativa ideologica richiederà sacrifici, difficoltà e testimonianze e azioni eroiche. Tuttavia, come cristiani e come popolo della vita, il nostro compito non è quello di calcolare i costi ma di combattere la buona battaglia:

“Circondati dalle voci più contrastanti, mentre molti rigettano la sana dottrina intorno alla vita dell’uomo, sentiamo rivolta anche a noi la supplica indirizzata da Paolo a Timoteo: «Annunzia la parola, insisti in ogni occasione opportuna e non opportuna, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e dottrina» (2 Tm 4, 2)” (Evangelium Vitae, n. 82).

P. Shenan Boquet Presidente di VUI

Una voce nel deserto

Si dice che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.

Gli esseri umani sono spesso accecati dai loro pregiudizi e dai loro desideri egoistici, cercano i propri interessi e fanno di tutto per avere la meglio su tutti. Il percorso tragico della storia ci mostra guerre, oppressione, ingiustizia e molto altro testimoniando cosa succede quando le persone sono accecate dal potere, dall’avidità, dalla lussuria e dall’invidia. A causa di una prospettiva distorta, queste persone vedono il mondo e coloro che le circondano, come mezzi per un fine – come una minaccia da affrontare o un’opportunità da sfruttare.

Per infrangere la cortina di menzogne create dalla cultura della morte, che negano il valore, la dignità e i diritti di una persona, in particolare del nascituro, dobbiamo sensibilizzare chi è aperto a comprendere il valore intrinseco della vita umana, informare le coscienze alla verità sulla dignità umana, e attivare – reclutare – persone nella “campagna a sostegno della vita umana”.

Seguiamo nobili orme.

Giovanni Battista fu mandato a preparare la via del Signore, a richiamare il popolo di Dio al pentimento. “Io sono voce di uno che grida nel deserto: «Rendete diritta la via del Signore»” (Giovanni 1,23). Mosso dall’urgenza e nell’adempimento della missione affidatagli, Giovanni non permise che nulla lo dissuadesse dal dire la verità. La sua volontà, per esempio, di richiamare Erode Antipa – che aveva una relazione adulterina – al pentimento, è ciò che ha portato Giovanni all’arresto, all’incarcerazione e infine alla sua esecuzione. Fino alla morte, Giovanni richiamò persone di ogni ceto sociale a pentirsi e a volgere la loro vita dal peccato a Dio.

Martin Luther King ha fronteggiato una piaga profondamente radicata negli Stati Uniti e si è opposto coraggiosamente a una visione culturale e a coloro che detenevano il potere e il controllo. Ha chiesto giustizia e uguaglianza, difendendo la dignità umana del suo prossimo. Come Giovanni Battista, Martin Luther King era consapevole dell’impellenza della situazione e non ha mai dubitato dalla sua missione. Ha anche affermato chiaramente che le leggi devono essere in armonia con la legge morale. Dalla sua cella a Birmingham , ci ha ricordato che “una legge giusta è una regola fatto dall’uomo che si accorda con la legge morale o la legge di Dio. Una legge ingiusta è una regola che non è in armonia con la legge morale”. Come Martin Luther King si è rifiutato di permettere che regnassero l’oscurantismo e l’ingiustizia, anche noi dobbiamo rifiutarci di permettere che regnino l’ingiustizia e la violenza contro il nostro prossimo, il bambino non nato.

Durante la National Prayer Breakfast a Washington D.C. nel 1994, Madre Teresa ha osato dire il suo pensiero su una questione cruciale, il diritto alla vita:

“Con l’aborto, la madre non impara ad amare, ma uccide anche il proprio figlio per risolvere i suoi problemi. E, con l’aborto, si dice a quel padre che non deve assumersi alcuna responsabilità per il bambino che ha messo al mondo. È probabile che il padre metta altre donne nella stessa situazione problematica. Quindi, l’aborto porta solo ad altri aborti. Qualsiasi paese che accetta l’aborto non sta educando il suo popolo ad amare, ma a perpetrare violenza di ogni tipo per ottenere quello che vuole. Ecco perché il più grande distruttore dell’amore e della pace è l’aborto”.

Madre Teresa non si preoccupava se le sue parole sarebbero suonate offensive per qualcuno, o cosa gli altri avrebbero pensato di lei. Era consumata dall’urgente problema che aveva per le mani.

Anche noi abbiamo un urgente problema per le mani!

La strage e lo sfruttamento dei bambini non nati

Dobbiamo affrontare un’ostinazione, una riluttanza a denunciare un’ingiustizia. La stessa tendenza, che aveva portato ampie zone del mondo a negare che le persone di colore e di altre razze ridotte in schiavitù fossero persone e avessero un valore, si manifesta ora nel modo in cui i bambini non nati sono trattati e considerati.

Coloro che promuovono l’aborto, e la raccolta dei tessuti e delle parti del corpo, descrivono il bambino non nato come un oggetto umano senza valore, non una persona con piena dignità. Questo è analogo a dire che un Afroamericano non è pienamente una persona a causa del colore della sua pelle. O sei una persona umana, o non lo sei; lo stato di persona è inseparabile dall’umanità. Nonostante la pletora di eufemismi accuratamente creati per generare confusione sulla vita del bambino non nato, questa nuova vita dal momento del concepimento è un essere umano vivo, una persona umana con una dignità inalienabile e immutabile.

Gli atti intrinsecamente malvagi, come l’aborto e il prelievo di tessuti e parti del corpo di bambini non nati, sono essenzialmente in conflitto con la legge morale; il loro oggetto morale è malvagio. Non possono essere mai compiuti in nessuna circostanza, ed è un peccato grave avallare o promuovere deliberatamente queste azioni. Anche il Catechismo della Chiesa Cattolica afferma in modo perfettamente chiaro che un atto intrinsecamente malvagio non può essere giustificato semplicemente perché la persona che lo compie aveva l’intenzione di ricavarne un bene, o a causa delle circostanze contingenti.

“Ci sono atti che per se stessi e in se stessi, indipendentemente dalle circostanze e dalle intenzioni, sono sempre gravemente illeciti a motivo del loro oggetto; tali la bestemmia e lo spergiuro, l’omicidio e l’adulterio. Non è lecito compiere il male perché ne derivi un bene” (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1756).

La gravità dell’aborto si ripercuote anche esternamente, intossicando la nostra società e la nostra cultura. E l’industria anti-vita investe enormi risorse e mezzi di propaganda per negare l’umanità del bambino non nato e impedire che la verità venga alla luce. Un’industria raccapricciante si è sviluppata a causa dell’aborto – la ricerca e la sperimentazione medica e farmaceutica e lo sviluppo di prodotti di consumo. È l’uso utilitaristico degli esseri umani in un’impresa sofisticata, non visibile all’occhio umano, che dobbiamo smascherare, denunciare e alla quale dobbiamo porre fine. La ricerca che salva le vite e fa del bene dovrebbe difendere la dignità umana, non sfruttarla a proprio vantaggio. La vita umana è qualcosa di sacro, non una merce fabbricata. Il fine non giustifica mai i mezzi.

Dobbiamo unirci e protestare contro l’ingiustizia e la malvagità dell’aborto, così come contro la sua macabra industria. Inoltre, dobbiamo esigere che gli scienziati che lavorano nelle università, nei governi e nelle industrie smettano di sfruttare i bambini abortiti e di usare i loro resti nella ricerca per di qualsivoglia cosa.

La necessità di preghiera e riparazione

Non possiamo pretendere di credere che una forza umana da sola possa scacciare le tenebre dell’aborto e della sua ripugnante industria e recidere la morsa della cultura della morte, che penetra profondamente nel nostro mondo ed è nella mente e nel cuore della gente. Per sconfiggere il male e contrastare la cultura della morte, dobbiamo piegare le nostre ginocchia in preghiera, fare penitenza e offrire riparazione.

Dopo molte preghiere e riflessioni e il desiderio di portare maggiore attenzione alla situazione dei non nati, Human Life International (HLI) sta iniziando “Una giornata di preghiera e riparazione per l’uccisione e lo sfruttamento dei bambini non nati”. Questo evento si terrà ogni anno nella festa della Visitazione della Beata Vergine Maria, il 31 maggio. Chiedo a tutti i pro-vita e alle persone di buona volontà, ad ogni livello della società ecclesiale e civile, di unirsi a me e alla famiglia globale di HLI per offrire questa preghiera e fare questo atto di riparazione.

Attraverso questo atto di preghiera, proprio come la Madonna, diamo visibilità a Nostro Signore, e di conseguenza alla meraviglia di ogni bambino non ancora nato, nascosto nel grembo di sua madre.

Quando l’Arcangelo Gabriele apparve alla Madonna durante l’Annunciazione, le comunicò che sua cugina Elisabetta era incinta. Con grande premura, la Madonna si recò a casa di Elisabetta, per prendersi cura di lei fino alla nascita di suo figlio, Giovanni Battista. Sebbene il Bambino Divino fosse già stato concepito nel grembo della Madonna, lei non l’aveva detto a nessuno. Elisabetta, tuttavia, riconobbe che il Bambino Gesù era nel grembo di Maria e salutò la Madonna, dicendo: “Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!” (Luca 1,42). E quando Maria rispose, Giovanni Battista sentì la voce della Madonna, ne fu santificato e saltò di gioia nel grembo di Elisabetta. Il giovane Giovanni Battista sussultò di gioia quando incontrò per la prima volta Cristo che, nel grembo della Madonna, attira a Sé il mondo intero, ancor prima della Sua nascita.

Nell’incontro tra Santa Elisabetta e la Madonna non c’è solo una profonda gioia, ma c’è un intenso significato della realtà umana. L’incontro tra le due donne è in realtà un incontro tra quattro persone, anche se San Giovanni e il Bambino Divino sono nascosti nel ventre delle loro madri. Il Vangelo ci fa pensare alla verità fondamentale della dignità di ogni vita umana. Per questo HLI ha scelto la Visitazione della Beata Vergine Maria per inaugurare la Giornata di Riparazione.

I crimini contro la vita umana, specialmente quelli contro l’umanità del bambino non ancora nato, non cesseranno mai se non pretendiamo la loro cessazione, una cessazione completa e inequivocabile. Questa è l’ora di essere solidali con i non nati. Cerchiamo di essere uniti in questo sforzo, testimoniando la Verità.

Clicca qui per recitare la “Preghiera di riparazione per l’uccisione e lo sfruttamento dei bambini non nati”, composta da HLI. Nei giorni che precedono il 31 maggio, visita il sito web di HLI per i dettagli sulla Giornata di Riparazione. La preghiera sarà disponibile in inglese, spagnolo, italiano, francese e tedesco. È in formato PDF, quindi può essere scaricata, copiata e distribuita.

Uniamoci attraverso questo atto di preghiera e di riparazione, restando solidali contro il male dell’aborto e la sua industria di morte. Con la grazia di Dio, metteremo fine a questi crimini contro la dignità umana e inaugureremo una Cultura della Vita.

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