La seconda profezia di Humanae Vitae: un “abbassamento generale della moralità” -

La seconda profezia di Humanae Vitae: un “abbassamento generale della moralità”

di Don Shenan J. Boquet  (Inglese : www.hli.org )

 

 “La contraccezione conduce alla falsificazione, alla menzogna…”

Pubblicata nel 1968, al culmine della rivoluzione hippie con le sue dottrine ottimistiche dell’“amore libero” e di emancipazione dalla tradizione e dall’autorità, l’enciclica Humanae Vitae di Papa Paolo VI fu generalmente respinta come la solita guastafeste al più grande party che il mondo abbia mai conosciuto: la rivoluzione sessuale.

Le quattro “profezie” del beato Paolo VI su ciò che sarebbe accaduto se la contraccezione fosse divenuta normale – dall’aumento dell’infedeltà coniugale, all’applicazione totalitaria del controllo forzato delle nascite da parte dei governi – sono certamente sconfortanti. Tuttavia, vale la pena richiamare l’attenzione su un’altra serie di previsioni contenute in Humanae Vitae, che ricevono molta meno attenzione di quanto meritino.

Parlando delle coppie sposate che scelgono l’autocontrollo e la continenza periodica, piuttosto che la contraccezione, per pianificare la propria famiglia, il papa ha scritto che questo sforzo fa sì che:

“i coniugi sviluppano integralmente la loro personalità, arricchendosi di valori spirituali: essa apporta alla vita familiare frutti di serenità e di pace e agevola la soluzione degli altri problemi; favorisce l’attenzione verso l’altro coniuge, aiuta gli sposi a bandire l’egoismo, nemico del vero amore, e approfondisce il loro senso di responsabilità nel compimento dei loro doveri. I genitori acquistano con essa la capacità di un influsso più profondo ed efficace per l’educazione dei figli; la fanciullezza e la gioventù crescono nella giusta stima dei valori umani e nello sviluppo sereno ed armonico delle loro facoltà spirituali e sensibili” (Papa Paolo VI, Humanae Vitae, 21).

“Serenità”, “pace”, “amore”, “attenzione”, “sereno” e “armonico”. Le espressioni di questo paragrafo, e altre simili in Humanae Vitae, indicano che Papa Paolo VI era molto meno interessato a proibire certi comportamenti, piuttosto che cercare di proteggere qualcosa che vedeva come buono, bello e – nell’epoca in cui scriveva negli anni Sessanta – estremamente vulnerabile.

Di volta in volta, Papa Paolo VI insiste sul fatto che egli non impone un modello arbitrario, ma che indica invece un ordine che è connaturale alla struttura dell’universo e che gli uomini trasgrediscono a loro rischio e pericolo. Gli esseri umani sono fatti a immagine e somiglianza di Dio. Le loro facoltà sessuali, con il loro potenziale procreativo, sono state volute da Dio per essere usate in un certo modo, affinché rispecchiassero l’amore oblativo e la fecondità creatrice di Dio. La capacità nella pratica degli esseri umani di sopprimere il potenziale procreativo dei rapporti sessuali, ci mise in guardia, non altera quel disegno di fondo. Per questo motivo, il trionfo tecnologico è solo apparente, una vittoria senza senso.

A coloro che lo hanno sollecitato a “cambiare” la dottrina della Chiesa sulla contraccezione, il papa ha potuto solamente alzare le mani e rispondere: “Di essa la chiesa non è stata autrice, né può, quindi, esserne arbitra; ne è soltanto depositaria e interprete” (Papa Paolo VI, Humanae Vitae, 18) “rispettando le leggi del processo generativo”, ha detto, i coniugi riconoscono di essere “non arbitri delle sorgenti della vita umana, ma piuttosto ministri del disegno stabilito dal Creatore” (Papa Paolo VI, Humanae Vitae, 13). Se avesse affermato la moralità della contraccezione, il papa avrebbe proclamato lecito qualcosa che è “per la sua intima e immutabile opposizione al vero bene dell’uomo” (Papa Paolo VI, Humanae Vitae, 18).

“Nel difendere la morale coniugale nella sua integralità”, egli aggiunge “la chiesa sa di contribuire all’instaurazione di una civiltà veramente umana; essa impegna l’uomo a non abdicare alla propria responsabilità per rimettersi ai mezzi tecnici; difende con ciò stesso la dignità dei coniugi” (Papa Paolo VI, Humanae Vitae, 18).

 

…e un “abbassamento generale della moralità”

Una “civiltà veramente umana” è lo stesso concetto di “civiltà dell’amore”, un termine reso popolare da San Giovanni Paolo II, ma in realtà coniato dallo stesso Beato Paolo VI. Questa è una civiltà caratterizzata, innanzitutto, dalla sollecitudine caritatevole che i suoi membri hanno l’uno per l’altro, una carità che, come San Giovanni Paolo II ha così spesso ribadito, deve cominciare in famiglia, scuola di virtù. Questa carità non è l’amore avido e violento di chi vuole “ottenere” qualcosa dall’altro, ma l’amore sereno di chi vuole, innanzitutto, “donare” all’amato.

Papa Paolo VI era preoccupato che la contraccezione avrebbe provocato una frattura nel cuore stesso della civiltà dell’amore: la famiglia. In tal modo, essa avrebbe causato conseguenze a catena ben oltre il rapporto tra moglie e marito. Avrebbe cominciato da lì, ovviamente – da cui la sua profezia sull’aumento dell’infedeltà coniugale, esaminata nel precedente articolo. Ma diffondendosi dal santuario della camera da letto degli sposi, la contraccezione avrebbe causato, ha preconizzato (la sua seconda profezia), un “abbassamento generale della moralità”.

Certo, questa profezia è molto ampia. Per alcuni aspetti, contiene virtualmente le altre tre profezie, che prevedono tutte un qualche abbassamento morale in specifici settori della vita. Ma va anche oltre, suggerendo una minaccia molto più globale, che abbraccia tutti gli aspetti della vita umana, e non solo la morale sessuale.

 

Papa Paolo VI aveva ragione

Tuttavia, essa inizia con l’abbassamento generale della morale sessuale. E chi, guardandosi attorno, può forse negare che su questo fronte non ci sia stato un abbassamento catastrofico?

Ho ripensato alla profezia di Papa Paolo VI questa settimana mentre guardavo un disgustoso video propagandistico, prodotto di recente dalla CBC, il gigante dei media canadesi di proprietà del governo. In esso, l’allegra presentatrice, Jessi Cruikshank, sventolando una bandiera arcobaleno e circondata da palloncini arcobaleno, parla del “gay pride” a un gruppo di bambini piccoli. Come se sapesse cos’è il “gay pride”, una ragazzina alza la voce: “Il ‘gay pride’ è quando tutte le persone omosessuali, transessuali, lesbiche, bisessuali si riuniscono e festeggiano”. Il punto più abietto del video potrebbe essere quando la Cruikshank racconta allegramente ai bambini come, quando era una bambina, ha più volte visto il film Nell, in cui ci sono scene di nudo con l’attrice Jodie Foster. La Foster, ha detto, “mi ha fatto interrogare sulla mia sessualità quando ero una bambina perché mi piaceva così tanto”.

Una volta, la decisione di Cruikshank di esporre ai bambini piccoli idee sessuali esplicite e pervertite, avrebbe provocato accuse di pedofilia. Nel 2018, tuttavia, il suo video è stato visto milioni di volte, e ha avuto plauso e risonanza nei media.

In effetti, a volte sembra che ovunque uno si giri, si scontri con una sessualità perversa, esplicita e senza veli.

Nel prossimo mese, ad esempio, decine di sfilate dell’orgoglio omosessuale si svolgeranno nell’America del Nord e in Europa. Milioni di persone, tra le quali molti dei nostri politici di spicco, parteciperanno a queste sfilate, spesso con i loro figli al seguito, per guardare manifestanti completamente nudi, uomini in abbigliamento sado-maso, e carri con sopra drag queen e uomini che ballano in mutande.

Un altro esempio: negli ultimi anni, un libro pornografico su una relazione di dominazione sadomasochista tra un miliardario dominante e un’ingenua giovane donna è diventato uno dei libri più venduti di tutti i tempi, vendendo oltre 125 milioni di copie dal 2015. Cinquanta sfumature di grigio è stato definito “mommy porn” (letteralmente “porno per le mamme” n.d.t.), con le vendite a quanto pare in gran parte destinate a donne sposate che vogliono aggiungere un po’ di “pepe” alle loro vite.

Nel frattempo, alcune ricerche hanno dimostrato che l’età media in cui si accede alla pornografia è di undici anni. Pubblicità pornografiche gigantesche sono sbattute sui palazzi delle nostre città. Negozi porno sorgono ai bordi delle nostre autostrade, con giganteschi cartelloni pubblicitari per attirare i camionisti solitari. La maggior parte dei film e degli spettacoli televisivi più popolari sono di norma pieni di scene di sesso che una volta si vedevano nei più malfamati negozi porno dei più malfamati quartieri delle più malfamate città. Il “ballo” nella maggior parte delle discoteche è gradualmente degenerato in forme palesi di sesso simulato. Infine, roba dell’altro mondo, i locali con le spogliarelliste sono diventati uno dei luoghi più comuni per le feste di laurea.

È tutto così tetro, oscuro e degradante. E questa è solo la punta dell’iceberg. Esiste ancora il pudore?

 

La “mentalità contraccettiva”

Spiegando perché si aspettava questo abbassamento generale della morale, Papa Paolo VI ha scritto: “Non ci vuole molta esperienza per conoscere la debolezza umana e per comprendere che gli uomini – i giovani specialmente, così vulnerabili su questo punto – hanno bisogno d’incoraggiamento a essere fedeli alla legge morale e non si deve loro offrire qualche facile mezzo per eluderne l’osservanza” (Papa Paolo VI, Humanae Vitae, 17). Questo, suggerisce il papa, è esattamente quello che fa la contraccezione.

E ovviamente ha ragione. La contraccezione viene abitualmente presentata dai nostri “educatori” sessuali per rendere possibile il godimento dei piaceri dei rapporti sessuali senza nessuno dei “rischi” tradizionali. I giovani che accettano questo messaggio (come fa la maggior parte di loro) sono così portati a credere che possono fare tutto il sesso che vogliono, senza preoccuparsi delle conseguenze.

Tuttavia, come in tutti i comportamenti peccaminosi, queste allettanti promesse sono molto più illusorie che reali. Come aveva ammonito Papa Paolo VI, la legge naturale non sarà sovvertita. Non solo la contraccezione facilmente disponibile non ha sradicato i rischi del sesso, ma ha portato più o meno direttamente a un’esplosione sconcertante nel tasso di trasmissione delle malattie veneree.

Come temeva il papa, la (apparente) rimozione degli incentivi più ovvi ad osservare la legge morale sulla sessualità ha provocato uno spropositato aumento del sesso occasionale. Cosa ancora più importante, tuttavia, ha dato luogo a quella che è stata definita la “mentalità contraccettiva”.

Fondamentalmente, la mentalità contraccettiva è una forma collettiva di illusione. La sua premessa essenziale (e catastroficamente sbagliata) è che la sessualità e i figli concepiti non sono in connessione intrinseca. La sessualità è una cosa, e concepire il bambino è un’altra. Forse una volta avevano qualcosa a che fare tra loro. Ma la tecnologia ha cambiato tutto questo. La sessualità riguarda principalmente il piacere e forse (anche se non necessariamente) crea un legame con un altro essere umano. Se si desidera mettere in relazione la sessualità con i figli, si può fare. Ma questa è una scelta. Inoltre, ed è la cosa più sbagliata di tutte, secondo la mentalità contraccettiva abbiamo il diritto di aspettarci che il sesso non generi figli, e che se “per caso” lo fa, non c’è nessuna responsabilità da assumersi o conseguenza da affrontare.

Ma la mentalità contraccettiva porta un principio molto più profondo e anche più pernicioso: cioè che è giusto usare un’altra persona per il nostro vantaggio e piacere. La sessualità (che, se vissuta secondo il piano di Dio è l’espressione dell’amore più alto e sublime di un essere umano per un altro), rischia così di diventare nel profondo una pratica egoistica.

Quando questo principio viene accolto nel cuore della famiglia, infettando l’unione tra il marito e la moglie, non è probabile che resti confinato lì. Questo, penso, è il motivo per cui Papa Paolo VI ha messo in guardia sull’“abbassamento generale della moralità” e non solo sull’abbassamento della morale sessuale.

Nel peggiore dei casi, la mentalità contraccettiva porta direttamente all’omicidio: il massacro sfrenato di numerosi milioni di nostri fratelli e sorelle non ancora nati, conseguenza “indesiderata” di rapporti sessuali avuti senza pensare alle conseguenze. Ci sono anche valide argomentazioni secondo cui la mentalità contraccettiva è anche dietro l’aumento di quella altra forma legalizzata di omicidio, l’“eutanasia”. Molti anziani invecchiano senza figli che si prendano cura di loro, o con figli che hanno fatto loro il principio dell’egoismo e che perciò non vogliono prendersi cura dei propri genitori. L’eutanasia si presenta come la via d’uscita più facile.

Ci sono una miriade di altre connessioni profonde che si possono fare – almeno in parte – tra la contraccezione e molti dei mali della nostra società: l’epidemia di famiglie senza padre, ad esempio, che è a sua volta in relazione con i comportamenti violenti e anti-sociali dei loro figli; una mancanza di fiducia dei bambini che sono stati vittime del divorzio, che rischia di influenzare i loro rapporti con i loro futuri coniugi e figli; un aumento della mentalità consumistica che mette al primo posto desideri egoistici; una diffusa rottura della fiducia tra i sessi, ecc. Tutto questo sarà un giorno, tuttavia, oggetto d’indagine.

Negli anni Sessanta sembrava a molti che la scelta se usare o meno metodi contraccettivi non potesse avere conseguenze significative. Ora lo sappiamo meglio. Cosa sceglieremo: la sessualità rapace, violenta, inquieta, sterile e stordente della nostra cultura satura di pornografia, o l’amore tranquillo, pacifico, premuroso, caritatevole e fecondo di un marito e di una moglie che hanno imparato a controllare le loro pulsioni, e ad aprirsi verso l’esterno, in un atto d’amore aperto alla possibilità della procreazione?

 

Nel prossimo articolo prenderò in esame la terza profezia del Beato Paolo VI in Humanae Vitae.

 

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