Come l’ateismo influisce sulla Cultura della Vita
Di Don Shenan J. Boquet
(Originale in inglese; traduzione delle citazioni a cura nostra)
“Su alcuni argomenti, la viltà pone la domanda: è sicuro? L’opportunismo pone la domanda: è politicamente corretto? La vanità pone la domanda: è popolare? Ma la coscienza pone la domanda: è giusto? E arriva il momento in cui uno deve prendere una posizione che non è né sicura, né politicamente corretta, né popolare, ma deve farla sua perché la coscienza gli dice che è giusta”. – Martin Luther King, Jr.
Un fattore che influenzerà pesantemente la nostra capacità di far progredire la Cultura della Vita negli Stati Uniti è il panorama religioso americano in continua evoluzione. Un recente sondaggio del Pew Research Center evidenzia questa situazione. È la terza volta che il Pew Research Center conduce un’Inchiesta sul panorama religioso (le altre due sono state nel 2007 e nel 2014).
L’indagine rivela un continuo declino del Cristianesimo in America. Secondo il Pew Research, “Nell’Inchiesta sul panorama religioso del 2023-24, il 62% degli intervistati afferma di essere cristiano, un dato inferiore alle percentuali di cristiani rilevate nel 2007 (78%) e nel 2014 (71%)”. Nelle conclusioni si osserva che “negli anni futuri potremmo assistere a un’ulteriore diminuzione della religiosità del popolo americano”. Le conclusioni si fondano su diverse ragioni, una delle quali è che “i giovani adulti sono molto meno religiosi degli adulti più maturi”. Il sondaggio adduce alcune ragioni, riferendo che,
“Nessun gruppo di giovani nati recentemente è diventato più religioso con l’avanzare dell’età. La “tenuta” di un’educazione religiosa sembra diminuire: rispetto alle persone più anziane, sempre meno giovani adulti che hanno avuto un’autentica educazione religiosa rimangono ancora autenticamente religiosi da adulti. La “tenuta” di un’educazione secolarizzata sembra aumentare.
Inoltre, la percentuale di coloro che si dichiarano non appartenenti a nessuna religione è nettamente più alta nell’attuale sondaggio (29%), rispetto ai precedenti sondaggi del 2007 (16%) e del 2014 (23%). Questo aumento non è limitato alla crescente secolarizzazione di un gruppo in particolare, ma è “demograficamente diffuso”, afferma il Pew Research Center. “Ci sono meno Cristiani e più persone non religiose tra uomini e donne, persone di ogni razza e gruppo etnico, laureati e meno istruiti e residenti in tutte le principali regioni del Paese”.

La secolarizzazione del mondo
Perché la scristianizzazione dell’America dovrebbe preoccuparci?
I Cattolici hanno esercitato fin dall’inizio un’influenza importante sulla società americana, a beneficio delle infrastrutture sociali, culturali e politiche, dei sistemi educativi e sanitari e dei principi generali della religione americana. Oggi, i principi cattolici e la dottrina sociale continuano a offrire un quadro etico significativo sia per i Cattolici che per i non Cattolici, aiutandoli a orientarsi nelle difficoltà morali di oggi. In altre parole, la dottrina cattolica è il fondamento della società e della cultura, contribuendo a edificare un mondo più giusto, morale, equo e compassionevole.
Negli ultimi anni si è sviluppata un’interessante tendenza tra le élite culturali: un numero sempre maggiore di intellettuali di spicco ha espresso una profonda preoccupazione per la secolarizzazione della società, a partire da un crescente riconoscimento di come il Cristianesimo sia stato una forza civilizzatrice nel mondo. In alcuni casi, coloro che esprimono questo allarme sono gli stessi che in passato hanno lavorato con maggior vigore per minare la visione cristiana del mondo.
La visione culturale di Dawkins
Uno dei più importanti è Richard Dawkins, balzato agli onori delle cronache (Il famoso ateo Richard Dawkins si considera un “cristiano culturale” – EWTN Gran Bretagna) quando si è dichiarato un “Cristiano culturale”. “Non sono un credente”, ha detto a un giornalista, “ma c’è una distinzione tra essere un Cristiano credente ed essere un Cristiano culturale. … Amo gli inni e i canti natalizi, e mi sento a casa nell’etica cristiana. … Noi [nel Regno Unito] siamo un ‘Paese cristiano’ in questo senso”.
Dawkins sembra essere sempre più preoccupato per il fatto che, invece dell’utopia secolarista che pensava sarebbe derivata dal crollo del credo religioso, si sia creato un vuoto spirituale riempito da ideologie molto perniciose, che non si preoccupano di valori come la dignità intrinseca della persona umana, la giustizia, la generosità, la pace, l’amore oblativo o il buon senso comune.
La perdita dell’identità cristiana dell’America ha enormi implicazioni per tutti, Cristiani e non. Se l’America perde la fede cristiana, questo influenzerà la nostra comprensione di questioni morali fondamentali come la sacralità della vita, la santità del matrimonio, l’assistenza ai malati e ai moribondi, le tecnologie riproduttive, i diritti e le libertà umane, ecc. Questo è particolarmente vero per la Chiesa cattolica, che spesso è l’unica istituzione religiosa a opporsi allo tsunami di mali morali e ingiustizie sociali dei nostri giorni.
Dawkins ha individuato due ideologie specifiche: l’Islam radicale e il secolarismo “woke”. “Se dovessi scegliere tra il Cristianesimo e l’Islam, sceglierei sempre il Cristianesimo”, ha detto di recente. “Mi sembra una religione sostanzialmente decente, cosa che l’Islam non è”. Ironia della sorte, negli ultimi anni Dawkins, biologo, si è trovato sotto violenti attacchi da parte dei suoi colleghi atei militanti, semplicemente per aver difeso uno dei dati biologici più evidenti: la verità che esistono due sessi biologici. Per questo, e per aver espresso preoccupazione per il modo in cui l’ideologia transessuale è diventata simile a una fede nella sua richiesta di totale adesione di fronte ad affermazioni assurde, Dawkins si è visto revocare alcuni premi, ed è diventato persona non grata in molti ambienti di sinistra.

La ricerca storica porta prove a favore del Cristianesimo
Una delle frasi più potenti dell’intero Nuovo Testamento si trova probabilmente nel Vangelo di Luca. Nel capitolo 23 versetto 34, Cristo, morente sulla croce, prega il Padre suo di “perdonare” coloro che lo hanno crocifisso, “perché non sanno quello che fanno”. Questa espressione di perdono radicale e di amore assoluto è l’espressione più potente dell’etica rivoluzionaria del Cristianesimo, cioè un’etica basata sul profondo riconoscimento del valore intrinseco di ogni essere umano, nemici inclusi. Purtroppo, la nostra società è talmente impregnata di questa etica cristiana da non riuscire più a riconoscerla come la forza rivoluzionaria che è stata un tempo.
Recentemente lo storico Tom Holland si è proposto di porre rimedio a questo accecamento. Nel suo best-seller Dominion, Holland ha documentato le orribili violazioni della dignità umana diffuse nelle civiltà pagane precristiane. Prima della venuta di Cristo, infatti, sembra che nessuno avesse mai pensato che tutti gli esseri umani, e non solo i membri del proprio gruppo o nazione o classe economica, possedessero un valore intrinseco. Per questo motivo, il massacro o la riduzione in schiavitù di intere città o classi erano comuni. I pagani che avevano la possibilità di sottomettere gli altri semplicemente lo facevano, spesso senza accorgersi di commettere un male.
Holland, cresciuto anglicano, ma poi diventato ateo, negli ultimi anni ha iniziato a definirsi Cristiano. È stata la stesura di Dominion, dice, ad aprirgli gli occhi sul modo in cui l’etica cristiana pervade l’intero mondo occidentale, anzi, praticamente tutto il mondo. La maggior parte delle persone, sostiene, semplicemente non ha idea di quanto le loro convinzioni morali fondamentali, basate come su verità, giustizia e misericordia, siano radicate nel Cristianesimo e fossero quasi assenti prima della venuta di Cristo.
In un potente passaggio del suo libro, Holland scrive::
“Essere cristiani significa credere che Dio si è fatto uomo e ha sofferto una morte terribile come nessun mortale ha mai sofferto. Ecco perché la croce, antico strumento di tortura, rimane ciò che è sempre stata: il simbolo perfetto della rivoluzione cristiana. È la sua audacia – l’audacia di scoprire in un cadavere stravolto e sconfitto la gloria del Creatore dell’universo – che serve a spiegare, più di ogni altra cosa, la pura e semplice originalità del Cristianesimo e della civiltà a cui ha dato vita. Oggi, la forza di questa originalità rimane viva come non mai. Si manifesta nella grande ondata di conversioni che ha investito l’Africa e l’Asia nell’ultimo secolo; nella convinzione di milioni e milioni di persone che il soffio dello Spirito, come un fuoco vivo, soffia ancora sul mondo; e, in Europa e in Nord America, nelle idee di molti altri milioni di persone che non penserebbero mai di definirsi Cristiani. Tutti sono eredi della stessa rivoluzione: una rivoluzione che ha nel suo cuore ardente l’immagine di un Dio morto sulla croce”.
Sorprendentemente, di recente il famoso storico Niall Ferguson e sua moglie, un tempo violentemente atea ed ex musulmana, Ayaan Hirsi Ali, hanno annunciato di essersi convertiti al Cristianesimo. In un saggio molto letto su UnHeard, Hirsi Ali ha spiegato di essersi resa conto che il secolarismo ateo semplicemente non ha la forza spirituale per resistere alle forze dell’Islam radicale e del progressismo woke. Ali e Ferguson, tuttavia, sembrano anche essere giunti a credere nell’effettiva verità storica delle affermazioni cristiane, compresa la Risurrezione di Cristo.
Holland, Hirsi Ali, Dawkins, Ferguson, sono solo alcuni tra un numero crescente di persone, molte delle quali non sono Cristiane praticanti, profondamente preoccupate per il fatto che, man mano che diminuisce l’influenza dei principi cristiani sulla coscienza dell’America (e del mondo), assisteremo alla crescita di ideologie veramente perverse e pericolose.
La Chiesa deve sostenere la formazione
Cosa significa questo per il futuro della nostra civiltà? Come mostra il Pew Research, per ribaltare l’attuale declino del Cristianesimo, o almeno per arrestarne il progresso, “i giovani adulti di oggi dovrebbero diventare più religiosi man mano che invecchiano, oppure dovrebbero emergere nuove generazioni di adulti più religiosi dei loro genitori”.
È possibile? Certo. In effetti, ci sono alcune ragioni per un cauto ottimismo. Un’altra ricerca del Pew ha anche rivelato che il declino del Cristianesimo negli Stati Uniti sembra aver rallentato in modo significativo, o addirittura essersi fermato del tutto. Questo non è del tutto sorprendente. Come suggeriscono le recenti conversioni, o almeno le espressioni di simpatia, di importanti pensatori verso il Cristianesimo, c’è una profonda fame spirituale. Le persone non trovano il significato che cercano nella corsa insensata alla ricchezza, al potere o al piacere. Come indica la popolarità dei podcast e dei libri sui Vangeli prodotti da personaggi come Jordan Peterson, le persone vogliono qualcosa di più: vogliono soprattutto le profonde verità del Vangelo.
Il compito più urgente per la Chiesa cattolica, quindi, è quello di ripristinare l’integrità della Rivelazione cristiana attraverso una decisa enfasi sull’autentica evangelizzazione cattolica, sulla catechesi e sulla formazione. La Chiesa deve denunciare e sfidare la dilagante mentalità contraccettiva che mina la sacra istituzione del matrimonio e invitare le coppie ad accogliere la vita. Deve difendere e sostenere il matrimonio e la vita familiare. Deve riprendersi e rilanciare le sue istituzioni educative e sanitarie, esigendo che sostengano e affermino i principi e l’identità cattolica. E deve esortare tutti i Cattolici ad aderire alla dottrina della Chiesa, specialmente coloro che ricoprono cariche pubbliche. Solo così la popolazione cattolica potrà servire come forza evangelizzatrice e politica nella società e nella cultura.
Come dice Martin Luther King Jr., dobbiamo fare nostra “una posizione che non è né sicura, né politicamente corretta, né popolare”. Dobbiamo farla nostra “perché la coscienza ci dice che è giusta”. Il grave declino del Cristianesimo nella coscienza pubblica ha creato un vuoto spirituale: se la Chiesa sarà all’altezza della situazione, potrà donare alle anime il “pane vivo” di cui sono affamate e l’“acqua viva” di cui sono assetate.

