Il diritto alla vita, dono di Dio, affermato nel cuore di Roma

di Veronica Rasponi  (Fonte www.corrispondenzaromana.it )

Quando verso le due del pomeriggio del 20 maggio si è placato il diluvio d’acqua che dalla sera prima si era rovesciato sulla città di Roma ed è apparso il sole, gli organizzatori della Settima Marcia per la Vita, hanno capito che grazie all’aiuto della Provvidenza, che non manca mai, anche quest’anno la Marcia sarebbe stata un gran successo. Alle tre e mezza, l’interminabile corteo è partito da piazza della Repubblica e ha imboccato via Cavour, preceduto dal grande striscione della Marcia per la Vita e dal gioioso trenino carico di bimbi e di mamme che esprimono simbolicamente la forza e la speranza della cultura della vita.

La Settima edizione della Marcia è una delle più affollate degli ultimi anni. Quanti sono i partecipanti? Molte migliaia, forse decine di migliaia. Virginia Coda Nunziante, presidente del Comitato Marcia per la Vita, rifiuta il balletto delle cifre. «La discussione sui numeri – dice – non ha nessuna importanza. Il successo della Marcia è dovuto all’intensità del messaggio». E la forza del messaggio è espressa dal Corteo in cui si affollano giovani e anziani di diversa estrazione, gruppi e associazioni di vario genere, ma tutti uniti dal comune amore per la vita e la famiglia. «Le tante anime del popolo pro-life colorano il lungo corteo» scrive Luca Liverani su Avvenire del 21 maggio.

Ciò che distingue la Marcia italiana da altre Marce europee è la polifonia delle voci e dei colori. Famiglie e associazioni pro-life provenienti da tutta Italia e da tante altre parti del mondo producono una straordinaria coreografia in cui i palloncini colorati (dell’ormai storica associazione La Musa di Cervinara), gli striscioni, le bandiere, le musiche e gli slogan si intrecciano con i rosari gli inni religiosi.

Numerosissimi sono i sacerdoti che onorano la Marcia con la loro presenza. tra i tanti i benedettini dell’Abbazia di Norcia guidati da padre Cassian Folsom, i religiosi e le religiose del Verbo Incarnato, i giovani frati dei Francescani dell’Immacolata, i padri Somaschi, la Fraternità San Pio X, i Legionari di Cristo, l’Istituto del Buon Pastore, i seminaristi del North American College e quelli dell’Istituto Cristo Re Sommo Sacerdote di Gricigliano; ma soprattutto due immancabili punti di riferimento: il cardinale Raymond Leo Burke, patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta, e monsignor Athanasius Schneider, vescovo ausiliare di Maria Santissima in Astana, ai quali si è aggiunto l’arcivescovo Carlo Maria Viganò, già Nunzio della Santa Sede negli Stati Uniti. Il cardinale Carlo Caffarra e l’arcivescovo Luigi Negri, impossibilitati a intervenire hanno mandato lunghi messaggi, che si aggiungono a quelli di tanti altri vescovi e cardinali. Non è mancata inoltre la benedizione di Papa Francesco, che tramite il Segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin, ha detto di essere «lieto di far pervenire ai partecipanti il suo saluto e auspica che l’evento possa favorire l’adesione ai valori della vita umana e l’accoglienza di tale incommensurabile dono divino in tutta la sua affascinante ricchezza».

La Marcia era stata preceduta come ogni anno da una Adorazione Eucaristica, che si è svolta nella Basilica di Sant’Andrea delle Fratte, il Santuario Mariano di Roma dove la Madonna apparve all’ebreo Ratisbonne e lo convertì miracolosamente. La cerimonia è stata guidata dal cardinale Burke, alla presenza dei cardinali Walter Brandmüller e George Pell, dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò e di mons. Athanasius Schneider. In prima fila gli ambasciatori di Ungheria, Polonia e Corea del Sud e, tra la folla, i rappresentanti di tutte le organizzazioni internazionali convenute per il Rome Life Forum.

Una Santa Messa in suffragio di Mario Palmaro, promossa dal Comitato Summorum Pontificum, è stata celebrata da mons. Marco Agostini nella chiesa di San Vitale, mentre un’altra Messa, alla fine della giornata è stata celebrata nella parrocchia di Santa Trinità dei Pellegrini in memoria di mons. Ignacio Barreiro, per tanti anni direttore dell’ufficio italiano di Vita Umana Internazionale e mancato negli Stati Uniti qualche mese fa. La nota cattolica della Marcia è evidente. Un’altra nota che la distingue è il suo carattere internazionale. Sono oltre cento i leaders pro-life stranieri, arrivati da oltre 20 paesi diversi, in rappresentanza di tutti i continenti: Australia, Nuova Zelanda, Brasile, Caraibi, Venezuela, Argentina, Canada, Stati Uniti, Nigeria, Sud Africa, Filippine, e poi: Germania, Polonia, Francia, Gran Bretagna, Spagna, Irlanda, Repubblica Ceca, Lituania, Romania, Slovacchia.

Impossibile annotare le sigle di tutti i gruppi presenti. Si fanno notare per la loro numerosa e vivace presenza: gli Universitari per la Vita, Vita Umana Internazionale, Provita onlus, Famiglia Domani, Nessuno tocchi la Famiglia, il Comitato Verità e Vita, Generazione Famiglia, la Fondazione Lepanto, Citizen Go, il Centro per la Vita Il Pellicano di Salerno, il Popolo per la Vita, l’Associazione Giovanni XXIII, il Movimento per l’Amore Famigliare, il Mevd, Federvita Piemonte, Ora et Labora in difesa della Vita, i Circoli della Croce, Militia Christi, il Movimento per la vita, la Vigna di Rachele. Tra i gruppi più attivi sono i giovani delle Voci del Verbo, che cantano in girotondo, animati da padre Andrea del Verbo Incarnato. Sullo striscione del Comitato Verità e Vita si legge: “Non sono un fatto politico, non sono un’invenzione della Chiesa, sono un bambino, guardami”.

E poi i Farmacisti e i Medici cattolici, in camice, scuole come l’Istituto Sacro Cuore di Firenze e la Vincenza Altamura di Roma, parrocchie con i loro striscioni, come quella di San Pietro di Napoli e quelle romane della Ss.ma Trinità dei Pellegrini e di San Giuseppe all’Aurelio, mentre il gruppo Tradizione Famiglia e Proprietà preceduto dalla cornamusa leva alte, come sempre, le sue bandiere rosse col leone rampante. L’Ordine di Malta segue con la sua ambulanza e l’équipe medica. Accompagnato da un impeccabile servizio d’ordine, il lungo corteo percorre via Cavour, entra in via dei Fori Imperiali e alle 17.00 arriva a piazza Madonna di Loreto, a ridosso di piazza Venezia dove è stato montato un grande palco, con un maxischermo.

Inizia la serie delle testimonianze, presentate dall’avvocato Claudio Vitelli, del Comitato Marcia per la Vita. Apre un coro di Napoli, che intona un canto in difesa della vita dedicato alla Madonna. Il loro parroco, don Francesco Cirino, si dedica da tempo a salvare le donne dall’aborto e ogni anno una decina di bambini vedono la luce grazie al suo apostolato. Alcune giovani donne raccontano la loro commovente storia: Katy, che doveva essere abortita, che ha lottato per vivere e adesso si occupa di giovani donne in difficoltà con la Comunità Papa Giovanni XXIII di cui fa parte,e Monica che dopo un primo aborto si è rifiutata di uccidere il suo secondo bambino e che da qualche anno si è convertita alla religione cattolica ed è riuscita a sanare la sua profonda ferita.

Poi interviene, con la madre, Roberto Panella, risvegliatosi dal coma, dopo essere stato dato per morto dai medici dopo un incidente. Oggi è un convinto militante anti-eutanasia. L’imprenditore vicentino Roberto Brazzale illustrala sua esperienza di imprenditore che distribuisce una mensilità in più alle donne che aspettano un bambino. Applauditissimo il giovane professore belga, Stéphane Mercier, docente presso l’Università cattolica di Lovanio, sospeso dall’insegnamento (ora è in attesa della decisione definitiva, forse il licenziamento) per aver sostenuto in un corso che l’aborto è un omicidio. «In ogni caso – dice Mercier – nel Giorno del Giudizio non sarò giudicato dalle autorità accademiche di Lovanio» e invita a pregare per lui, perché «non fugga, per paura, davanti ai lupi».

L’ultima testimonianza è di Gianna Jessen, una donna la cui vicenda è ormai ben conosciuta in tutto il mondo. Mentre parlava dal palco, due persone la sorreggevano per aiutarla a restare in piedi. Gianna non riesce a camminare da sola, perché a gravidanza inoltrata sua madre decise di abortirla. All’ospedale per sopprimere la figlia nel grembo le iniettarono una soluzione salina che corrode e soffoca il nascituro. Il tentativo non riuscì e dopo 18 ore di esposizione alla soluzione che avrebbe dovuto ammazzarla, Gianna è inspiegabilmente nata, scampando alla morte contro ogni pronostico. Il trauma le causò una paralisi cerebrale. Gianna ha voluto parlare chiaramente: lei è convinta di essere stata salvata per un intervento miracoloso di Gesù Cristo ed esclama tra gli applausi: «Alle femministe chiedo: se difendete i diritti delle donne, dove erano i miei diritti quella mattina?».

A chiudere la giornata è l’intervento di Virginia Coda Nunziante. Dopo i ringraziamenti a tutti i presenti, la presidente della Marcia per la Vita afferma: «Sarò politicamente scorretta e so già che ci saranno molte persone che si stracceranno le vesti ma è inutile non affrontare di petto le questioni: i nostri governi, le nostre società, stanno calpestando la legge naturale, stanno calpestando i diritti di Dio, creatore della Vita. È vero che il valore della vita è un valore condiviso anche con non credenti e atei, e li ringraziamo per la loro presenza qui in piazza, ma non possiamo per questo dimenticare che nessuno di noi si è dato la vita da sé stesso ma l’ha ricevuta in dono e questo dono è indisponibile».Virginia Coda Nunziante ha quindi concluso il suo intervento con queste parole: «Affidiamo tutto, e principalmente la causa della Vita, alla Madonna di Fatima in questo centesimo anniversario delle sue apparizioni. Fatima è l’evento più straordinario della nostra epoca. La Madonna è venuta a chiederci di non offendere più Dio e in cento anni la situazione è decisamente peggiorata perché tutte le nazioni si stanno dotando di leggi contro la vita, contro la famiglia, contro la natura stessa dell’uomo. Una delle veggenti di Fatima, suor Lucia, in una lettera degli anni 80 indirizzata al card. Caffarra, scrisse che la battaglia finale tra Dio e il demonio, sarebbe avvenuta sul tema della vita e della famiglia. Noi vogliamo raccogliere questa sfida nella certezza che con l’aiuto di Dio la Vita vincerà sempre contro la morte». 

Tra le migliaia in piazza ci sono anche Massimo Gandolfini, presidente del Comitato Difendiamo i nostri figli, Mario Adinolfi, fondatore del Popolo per la Famiglia, l’ex-sindaco di Roma Gianni Alemanno del Movimento nazionale per la Sovranità, e il responsabile del Dipartimento Famiglia e Vita di Fratelli d’Italia, Federico Iadicicco. La presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni ha dichiarato: «Per noi la difesa della vita e il sostegno della famiglia e della natalità sono una priorità e sabato scenderemo in piazza per ribadirlo». Il segretario della Lega Nord Matteo Salvini, ha affermato da parte sua: «Oggi moralmente sono a Roma con la Marcia per la Vita e non a Milano per la Marcia per gli invasori».

Le agenzie Ansa, SIR e Aska hanno seguito la Marcia con i loro comunicati. Hanno parlato dell’evento Canale 5, Rai 3, Rai News 24, TV 2000, Radio radicale che ha trasmesso tutte le testimonianze sul palco. Tra i blog e siti online: Aleteia, Il Messaggero, La Nuova Bussola, Rosso Porpora, Libertà e Persona, Radio Spada, Formiche.it, Intelligonews, Corrispondenza romana, Il Fatto quotidiano, Vita Nuova, Il Cammino dei 3 Sentieri, Campari & De Maistre. Tra le agenzie internazionali: National CatholicRegister, Aleteia, CatholicThing and LifeSiteNews.

Tra i quotidiani, Avvenire con numerosi articoli, Libero, Il Giornale, La Croce, La Repubblica, e soprattutto La Verità e il quotidiano Il Tempo di Roma, che il 20 maggio ha dedicato tutta la prima pagina, e quattro pagine interne alla Marcia per la Vita, come già aveva fatto per il Family Day. Il quotidiano riporta articoli del card. Carlo Caffarra, dell’arcivescovo Luigi Negri,di Virginia Coda Nunziante e di Marcello Veneziani che ha scritto: «La Marcia romana per la vita di oggi suona come una protesta e un’irruzione della vita reale, della vita comune, dell’amore famigliare, della nascita come benedizione, diritto e dovere, rispetto a chi vuole capovolgere l’ordine logico, naturale e culturale della vita».Su La Verità, Costanza Miriano ha scritto che avrebbe partecipato alla Marcia: «Perché sono viva, e questo non era affatto scontato. Sono stata chiamata alla vita, tra le infinite possibilità è successo a me, e ne sono grata a Dio e ai miei genitori che gli hanno detto di sì. Ci sarò perché voglio esprimere la mia gratitudine e dire che se siamo vivi è perché qualcuno ci ha amato. Perché la vita è una cosa molto seria, visto che è eterna, e cerco di giocarmela seriamente».

Questo spirito ha animato le molte migliaia di partecipanti alla manifestazione: Il prossimo appuntamento è già fissato. Sarà il 19 maggio 2018, quarantesimo anniversario della sciagurata legalizzazione dell’aborto in Italia.

 

 

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